Domande psicologia della comunicazione
Lez 1
Definire la comunicazione umana
La comunicazione umana è uno scambio interattivo articolato, spesso complesso, che può essere non verbale ed anche un confronto dal quale scaturiscono gli elementi culturali di appartenenza, le competenze linguistiche e le condivisioni su significato degli argomenti trattati, anche se basati su sistemi simbolici e convenzionali di significazione in una specifica cultura di riferimento.
Lez 2
Descrivere le origini filogenetiche e ontogenetiche della comunicazione
La comunicazione ricopre un ruolo fondamentale nella società moderna e nei suoi campi più disparati; dall'economia, alla sociologia sino alla politica. L'aspetto filogenetico della comunicazione riguarda lo sviluppo del linguaggio che va dalla nascita dell'arte paleolitica alla comunicazione multimediale sullo sviluppo della specie, e sulla continuità o discontinuità tra le capacità linguistiche della specie umana. L'aspetto ontogenico della comunicazione si incontra di più sull'apprendimento della lingua dei bambini, e sulla rilevanza dei fattori ambientali o genetici come il rapporto tra facoltà linguistiche e cognitive generali.
Lez 3
Descrivere gli aspetti caratteristici della comunicazione
Gli aspetti caratteristici della comunicazione sono quello proposizionale e quello relazionale. Sono due aspetti diversi del medesimo concetto e anche se sono due funzioni ad azione indipendente, concorrono insieme a definire l'atto comunicativo. Ognuna delle due funzioni raggruppa al suo interno ulteriori funzioni caratterizzate da una maggiore specificità, per tale motivo possono essere definite delle vere e proprie “Meta Funzioni”.
Quali sono le funzioni della comunicazione?
- La prima riguarda la funzione proposizionale che contempla il pensiero, l'intenzionalità e l'azione pianificata.
- La seconda contempla la funzione relazionale concernente la dimensione interazionale e del contatto sociale, aspetti fondamentali dell'atto comunicativo.
- La terza funzione della comunicazione è quella espressiva che connota la comunicazione e permette l'espressione della creatività comunicativa caratterizzata da novità, sensibilità soggettiva, comprensibilità e partecipazione.
Lez 4
Descrivere il punto di vista matematico della comunicazione
La comunicazione, dal punto di vista matematico, può essere definita come la trasmissione di informazione attraverso dei passaggi. L'informazione essenzialmente si origina da una fonte che può essere una persona, un animale o un oggetto; viaggia attraverso un sistema di trasmissione, detto trasmettitore, che permette il passaggio delle informazioni, questo trasmettitore può essere l'apparato vocale o la cornetta di un telefono. L'informazione originata da una fonte attraverso un trasmettitore usa un canale specifico che trasferisce l'informazione che può essere le onde sonore, i cavi telefonici ecc.
Lez 5
Descrivere il segno come equivalenza e il segno come inferenza: aspetti comuni e differenze
Nel processo comunicativo il segno dell'equivalenza e il segno dell'inferenza svolgono entrambi un importante ruolo. Il segno come equivalenza può essere definito come l'unione tra un'immagine acustica (significante) e un'immagine mentale (significato). In termini di equivalenza, per tanto, il segno rappresenta la perfetta corrispondenza tra significante e significato e trasmette la piena comprensione del messaggio erogato con atto comunicativo. L'inferenza nel processo comunicativo costituisce un indizio dal quale è possibile comprendere il significato ed eventuali conseguenze. Quindi ha una funzione di rimando a seconda del rapporto che si stabilisce con il referente. Può essere di tre tipi:
- Icona: somiglianza con il referente;
- Indice: contiguità fisica con l'oggetto cui si riferisce;
- Simbolo: basato su una contiguità precedentemente appresa e dunque arbitraria.
Come può essere descritto il punto di vista semiotico della comunicazione?
Descrivere anche il diagramma di significazione. La semiotica è la scienza che studia i segni e la loro storia all'interno del contesto sociale di riferimento. Dal punto di vista semiotico, la comunicazione viene vista come il mezzo necessario alla creazione di significato. Infatti, la comunicazione trasmette segni, facendo riferimento a un referente concernente l'oggetto della comunicazione, attraverso un sistema di comunicazione definito codice. Il diagramma di significazione è un concetto espresso mediante segni, che possono essere grafici o anche mediante cenni o gesti che ci permettono di capire il senso, il valore o il contenuto del segno. Il diagramma prevede:
- Un simbolo che può essere l'immagine acustica o icona di un oggetto o eventi; oppure la stringa di suoni che costituiscono la parola;
- La referenza che è una rappresentazione mentale o l'immagine mentale che forma il concetto;
- Il referente che è l'oggetto o l'evento reale.
Il rapporto tra simbolo e referente è mediato dalla referenza.
Lez 6
Come può essere descritta la teoria degli atti di Austin?
La teoria degli atti di Austin propone la trasparenza intenzionale. Secondo questa teoria, la comunicazione è un processo in cui un emittente intenzionalmente produce determinati effetti su un ricevente attraverso l'espressione delle sue credenze e compiendo determinate azioni. Il ricevente, a sua volta, instaura un processo di conoscenza reciproca all'interno della comunicazione.
Quali sono le massime conversazionali di Grice?
Le massime conversazionali furono definite dal filosofo Grice e sono i principi regolativi che governano la conversazione secondo la logica e la pertinenza. Secondo Grice le massime che dovrebbero guidare la condotta di comunità sono quattro:
- Di quantità: cioè dare informazioni necessarie che soddisfano la richiesta di informazioni in modo adeguato agli scopi della conversazione;
- Di qualità: cioè dare contributi veritieri, non falsità;
- Di relazione: cioè i contributi devono essere pertinenti;
- Di modo: cioè chiarezza e brevità nell'esposizione.
La violazione di queste massime va a minacciare la conversazione fra due o più interlocutori.
Quali sono le caratteristiche delle implicature conversazionali?
Le caratteristiche delle implicature conversazionali sono le seguenti:
- Cancellabili: sono superate quando si acquistano altre informazioni a quelle originali;
- Non distaccabili: sono in relazione con il valore semantico e non con la forma linguistica;
- Calcolabili: a partire dal principio di cooperazione e le massime conversazionali, si prevede che l'interlocutore sappia fare l'inferenza corretta;
- Non convenzionali: il significato è negoziato ogni volta in funzione del contesto, lo stesso enunciato può assumere significati differenti in diverse occasioni.
Descrivere il modello ostensivo-inferenziale
Il modello ostensivo-inferenziale parte dai filosofi Grice, Sperber e Wilson e le sue premesse sono le seguenti:
- L'interlocutore deve riconoscere l'intenzione del parlante;
- Il messaggio del parlante deve produrre una risposta nell'interlocutore;
- La risposta dell'interlocutore si basa (almeno in parte) su tale riconoscimento.
In tale modello, gli autori introducono i seguenti concetti:
- Essere manifesto con il significato che un fatto può essere manifesto solo se si può rappresentare in un'immagine mentale di un soggetto e se lo stesso fatto è percepibile e inferibile;
- Mutuo ambiente cognitivo è l'insieme delle ipotesi possibili condivise che vengono vagliate dai partecipanti in base alla pertinenza rispetto al contesto specifico.
Questo sopra garantisce la cooperazione.
In cosa consiste il modello dei significati presuntivi?
Fu Levinson che nel 2000 propose il modello dei significati presunti. Secondo gli studiosi, la conversazione si basa su tre livelli esplicativi:
- Significato-tipo della frase: inteso come significato astratto e ideale, basato su condizioni di verità, semantica, grammatica, ecc.;
- Significato-occorrenza dell'enunciato: significato contingente, assunto in un dato contesto;
- Significato-tipo dell'enunciato: significato abituale, solitamente riferibile ad una data classe di contesti, che permette di generare inferenze sistematiche e prevedibili.
Lez 7
Descrivere gli aspetti principali del punto di vista sociologico della comunicazione
Per determinare l'esito della comunicazione, l'approccio sociologico riveste una grande importanza in questo contesto sociale. Gli aspetti principali della comunicazione da questo punto di vista possono essere definiti come l'insieme delle condizioni, delle opportunità e dei vincoli spaziali, temporali, relazionali, istituzionali e culturali. La sociologia della comunicazione è un punto di vista molto interessante che sottolinea la prospettiva sociale e istituzionale nelle analisi delle azioni sociali del soggetto e dell'interazione. In sociologia si è assistito alla cosiddetta svolta comunicativa con un passaggio dalla teoria dell'azione alla teoria della comunicazione. Questo ha fatto in modo che ci fosse una transizione da una concezione ontologica della realtà al concetto di costruzione sociale della realtà. Realtà intesa come il prodotto dell'attività cognitiva umana.
Descrivere gli aspetti principali del punto di vista psicologico della comunicazione
Per la vita relazionale quotidiana dell'individuo è necessario l'utilizzo costante della comunicazione in modo da essere inseriti in una rete di relazioni. Il comunicatore si rivolge agli interlocutori secondo i due livelli comunicativi proposti da Bateson nel 1972:
- Il livello di notizia;
- Il livello di comando.
Il livello di notizia si riferisce ai contenuti del suo atto comunicativo. Il livello di comando indica la modalità di interpretazione necessaria per comprendere il messaggio. La comunicazione ha quindi più livelli di interpretazione, ha un livello prettamente comunicativo, il messaggio e quello metacomunicativo cioè la comunicazione è riflessione sulla comunicazione stessa.
Lez 9
Gli animali hanno la Teoria della Mente?
La teoria della mente è alla base dei processi cognitivi e della comunicazione e gli animali ne sono in possesso. Nei primati i principali indicatori della teoria della mente sono i seguenti:
- Comprensione dello sguardo e dell'attenzione dei consimili: i primati comprendono lo sguardo come fondamentale nelle relazioni sociali;
- Riconoscimento di sé allo specchio: alcune specie animali si riconoscono allo specchio e questo viene considerato un precursore dello sviluppo della teoria della mente;
- Condotte e comunicazioni ingannevoli: però la ricerca attuale non riesce a fornire risposte certe circa l'intenzionalità nei comportamenti ingannevoli dei primati non umani.
Sembrerebbe che i primati ragionano e reagiscono ai comportamenti degli altri e non ai loro stati mentali, basandosi su una teoria del comportamento e non sulla teoria della mente altrui. Si arriva alla conclusione che i primati non umani non si servono della teoria della mente ma reagiscono ai comportamenti altrui.
Descrivere le similitudini e le differenze tra la comunicazione umana e quella animale
La comunicazione appartiene sia alla specie umana che agli animali e ha le sue radici nell'evoluzione della specie. Esistono due differenti teorie sulle similitudini e le differenze tra la comunicazione umana e quella animale:
- L'Antropocentrica che considera la comunicazione umana come un'attività unica, privilegiata, esclusiva che ha elaborato il linguaggio come elemento differenziale rispetto alla comunicazione di altre specie animali. Il limite di questo approccio teorico fa riferimento al non dare dignità alle competenze comunicative di altre specie animali;
- L'Antropomorfica che sottolinea le somiglianze tra i diversi sistemi di comunicazione e rischia, così, di attribuire competenze comunicative e cognitive tipicamente umane ad altre specie animali.
Esiste anche una posizione intermedia che attribuisce ad ogni specie animale una specificità comunicativa che in relazione alla dotazione genetica, alle strutture nervose, all'ambiente e all'organizzazione sociale, bisogna considerare anche che esistono somiglianze comunicative tra le diverse specie animali.
Lez 10
Cos'è la semantica vero-condizionale
La semantica vero-condizionale esamina il rapporto tra significato e realtà. Il significato consiste nell'affermare la veridicità di uno stato di cose o entità appartenenti al modo esterno. In questi termini gli enunciati avrebbero un riferimento diretto ai loro referenti esterni attraverso l'atto linguistico. Frege al contrario propone l'esistenza di una relazione mediata tra segno e referente, cioè è possibile fare riferimento alla stessa realtà pur utilizzando espressioni linguistiche differenti dotate di senso diverso. Il senso di una frase è quella parte di significato che determina il valore di verità ovvero il modo in cui il soggetto parlante interpreta il referente.
Descrivere la semantica strutturale
La semantica strutturale esprime la seconda concezione del significato e dà una definizione esclusivamente del concetto. Il significato viene definito come svincolato da qualsiasi riferimento al contesto e alla soggettività, dandone una concezione antireferenzialista e antipsicologista. Viene data un'analisi intesa come rapporto fra significato e significante, cioè attraverso due concetti esclusivamente linguistici. De Saussurre introduce il concetto di significato come valore, ovvero la possibilità di un termine di essere confrontato e opposto a qualsiasi altra parola della stessa lingua (il significato di mela è dato dal fatto che non è una pera, né una banana ecc.). In questi termini il significato di una parola ha origine dalle relazioni intralinguistiche con le altre parole.
Cos'è la semantica cognitiva? Quali le sue caratteristiche?
Negli scambi comunicativi la terza concezione è data dalla semantica cognitiva che si occupa delle modalità attraverso le quali un individuo capisce ciò che comunica. Di recente è stata elaborata una nuova concezione del significato di semantica cognitiva che valorizza gli aspetti più psicologici e referenziali di tale concetto. Il significato della semantica cognitiva si può definire come il modo in cui i soggetti comprendono ciò che comunicano. La semantica diviene la teoria della comprensione, attenta ai processi mentali e associativi sottesi all'attribuzione dei significati. In sostanza, spiegare il significato vuol dire spiegare in che modo il soggetto capisce un evento. La semantica cognitiva prevede anche l'esistenza di un criterio di elaborazione del significato che riguarda la plausibilità psicologica, fondamentale per accettare o rifiutare un modello esplicativo. Secondo tale modello, il linguaggio rappresenta una funzione cognitiva, non svincolabile dalle altre attività mentali; inoltre, l'attribuzione del significato è possibile anche grazie alle conoscenze enciclopediche, originate dalle nostre conoscenze pregresse. Il soggetto opera continui processi di inferenza che gli permettono di cogliere gli indizi presenti nella realtà, alla base del processo di attribuzione di significato.
Lez 12
Descrivere la semantica a tratti
Il modello della semantica a tratti concepisce il significato come una realtà eterogenea composta da diversi tratti. Secondo questa teoria il significato è scomponibile in tratti semantici, di qualità limitata, che rappresentano condizioni necessarie e sufficienti (CNS) per la sua formazione. Questo modello prevede alcuni principi:
- Nessun tratto può essere cancellato, in quanto condizione necessaria e sufficiente;
- Nessun tratto può essere aggiunto, in quanto i tratti sono sufficienti;
- I tratti non sono organizzati secondo un ordine gerarchico ma sono tutti uguali;
- Viene applicata la regola della assenza/presenza, che prevede confini netti del significato (ossia ha significato o non si ha).
Il modello CNS Condizioni necessarie e sufficienti rappresenta un sistema binario (dicotomico) in cui la presenza di un tratto implica necessariamente l'assenza di un altro. Le componenti di base del significato sono proprietà analitiche, non cancellabili, perché essenziali per definire il concetto. Di conseguenza, esiste un solo significato di una parola. Quindi il significato è da considerare un 'unità discreta combinabile con altre unità discrete in modo da formare una frase.
Quali sono i limiti della semantica a tratti?
Questo modello presenta dei limiti:
- In primo luogo, non ammette eccezioni, in quanto la modificazione di uno solo dei tratti rende inapplicabile il modello;
- In secondo luogo, i significati sono definiti come entità discrete con confini definiti, in quanto tali non sono ammesse sfumature di significato;
- È stata ampiamente criticata l'ipotesi, avanzata del modello, che il significato sia costituito da un numero infinito di tratti e di proprietà; per esempio, se decidiamo che tutte le finestre hanno un vetro, ma rompiamo uno dei vetri della nostra finestra, possiamo definirla tale? Secondo questo modello no;
- Inoltre, risultano insostenibili anche le differenze effettuate tra conoscenze enciclopediche e direzionali, di fatto entrambe di natura culturale e mediate dall'esperienza. Nonché tra tratti accidentali e necessari, in quanto ogni parola prevede una certa gradualità semantica;
- Il CNS non spiega neanche la polisemia semantica, intesa come molteplici significati di una stessa parola.
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