Domanda EGI – Crespi & Serio
1) Che ruolo occupa l’analisi dell’impresa nell’ambito della teoria neoclassica?
- A) È una componente della teoria dei prezzi e dell’allocazione delle risorse
- B) L’analisi dell’impresa ha un ruolo secondario in quanto, in un contesto di concorrenza perfetta e in assenza di progresso tecnico, l’impresa ha poca ragion d’essere.
- C) È centrale perché l’impresa è vista come un’istituzione-organizzazione
- D) È centrale perché motore del progresso tecnico
- E) È una componente predominante rispetto al ruolo secondario del mercato
Risposta: L’analisi dell’impresa non costituisce che una componente della teoria dei prezzi e dell’allocazione delle risorse e di fatto non esiste nella prospettiva neoclassica (e in particolare nel modello dominante, quello walrassiano) alcuna teoria dell’impresa in senso proprio. In questo quadro teorico, l’analisi dell’impresa risulta una questione secondaria in quanto, in un contesto di concorrenza perfetta e in assenza di progresso tecnico, l’impresa ha poca ragion d’essere. Le funzioni dell’impresa sono circoscritte alla trasformazione, con modalità che si postulano perfettamente efficienti (dal momento che si presume che si abbia conoscenza e gestione perfetta delle tecniche disponibili), dei fattori della produzione in prodotti finiti.
Le risposte corrette sono a), b).
2) Perché le imprese esistono secondo Coase?
- A) Perché dispongono di capitali
- B) Perché esistono gli imprenditori
- C) Sono una conseguenza dell’esistenza dei costi di transazione
- D) Sono una conseguenza delle opportunità offerte dal mercato
- E) Perché è al loro interno che si svolge la produzione e si creano valore e innovazione
- F) Nessuno di questi è un fattore rilevante
Risposta: Il quadro teorico dell’economia neoclassica è finalizzato essenzialmente alla spiegazione del funzionamento dei mercati come meccanismo di fissazione dei prezzi nell’economia capitalistica. Insomma una teoria economica senza l’impresa.
Coase fa emergere questo paradosso ponendo due quesiti fondamentali: perché le imprese esistono e che cos’è un’impresa e qual è la sua natura. Coase individua nelle imperfezioni del mercato, e più precisamente nell’esistenza dei costi di transazione, la risposta al primo quesito e così facendo rimane nel solco della teoria neoclassica incentrata sull’economia dello scambio, nel quale l’impresa si caratterizza semplicemente come un modo particolare di allocazione delle risorse.
Un’altra possibile risposta a questo quesito vede invece nell’impresa uno spazio di produzione e un luogo di creazione di ricchezza e di innovazione.
Le risposte corrette sono quindi c) ed e).
3) Nella teoria dei costi di transazione l’impresa è:
- A) Un luogo di accumulazione del capitale
- B) Un’alternativa al mercato tanto più efficiente quanto meno elevati sono i costi di transazione
- C) Un’alternativa al mercato tanto più efficiente quanto più elevati sono i costi di transazione
- D) Un’alternativa al mercato meno più efficiente quanto maggiore è la pressione fiscale
- E) Nessuno dei precedenti
Risposta: Secondo la prospettiva di Williamson, esplicitata attraverso la teoria dei costi di transazione, il mercato non consente di regolare le transazioni in modo esclusivo. L’organizzazione è la risposta al fallimento del mercato come struttura di governo delle transazioni, che si verifica a causa dell’incertezza, della razionalità limitata e dell’opportunismo delle parti. Quindi l’impresa è un’alternativa al mercato tanto più efficiente quanto più elevati sono i costi di transazione. Il management deve trovare le soluzioni organizzative più adeguate per gestirne il funzionamento.
La risposta corretta è quindi c). Pag. 1 a 27
4) I “costi di agenzia” sono determinati da:
- A) Le spese per il controllo e per lo sviluppo di incentivi sostenute dal principale
- B) Le spese per il controllo e per lo sviluppo di incentivi sostenute dall’agente
- C) I “costi di obbligazione” dell’agente
- D) I costi di “assicurazione” sui rischi di comportamenti opportunistici dell’agente
- E) I costi di “assicurazione” sui rischi di comportamenti opportunistici del proprietario
- F) La “perdita residuale”
Risposta: Nella teoria dell’agenzia l’impresa non ha un’esistenza vera e propria (è “una finzione legale”), un “nodo di contratti”. Non essendoci che dei rapporti contrattuali, non ha senso contrapporre i modi di coordinamento interni delle risorse a quelli esterni all’impresa. I costi di agenzia discendono da tre elementi:
- Le spese per il controllo e per lo sviluppo di incentivi sostenute dal “principale” per orientare il comportamento dell’agente;
- I “costi di obbligazione” ossia le spese sostenute per evitare che l’agente compia azioni lesive degli interessi del principale e quelle per coprirsi assicurativamente di fronte ai rischi di una condotta non corretta da parte dell’agente;
- La “perdita residuale” (una sorta di costo opportunità) che corrisponde allo scarto, inevitabile, tra il risultato dell’azione dell’agente per conto del principale e il risultato che si sarebbe determinato se la gestione dell’impresa fosse stata condotta dal principale.
Le risposte corrette sono quindi a), c), d) e f).
5) Quale delle seguenti affermazioni è corretta in base alla teoria degli stakeholder?
- A) L’impresa è un’entità governata esclusivamente dall’imprenditore
- B) L’impresa è un’entità governata esclusivamente dal management
- C) L’impresa è un’entità governata esclusivamente dall’interazione tra proprietà e management
- D) L’impresa è un’entità governata prevalentemente dai lavoratori
- E) L’impresa è un’entità governata da una razionalità intersoggettiva
Risposta: L’impresa è un’entità governata da una razionalità intersoggettiva (costituita dagli attori direttamente e indirettamente coinvolti nelle scelte organizzative) che si trasforma in base alla capacità di questi attori (interni ed esterni), il cui ruolo è differenziato dalla loro capacità di determinare o condizionare le performance dell’organizzazione. È conseguenza diretta di questa prospettiva l’attenzione a definire innanzitutto verso chi l’impresa è responsabile, ancor prima di preoccuparsi di che cosa sia responsabile.
La risposta corretta è e).
6) Quali tra le seguenti possono essere considerate componenti distintive dell’azienda?
- A) Relazione di scambio con entità esterne
- B) Presenza di risorse finanziarie
- C) Presenza di un’organizzazione
- D) Finalità di produrre reddito
- E) Sviluppo di contratti (commerciali e di lavoro)
Risposta: Le componenti distintive dell’azienda, o, se così possiamo dire, i quattro angoli che, uniti, delimitano l’area della sua definizione:
- Presenza di un’organizzazione;
- Svolgimento di processi di produzione;
- Relazione di scambio con entità esterne;
- Finalità di produrre reddito.
Le risposte corrette sono a), c) e d). Pag. 2 a 27
7) Secondo la prospettiva delle funzioni istituzionali (elaborata da Sciarelli) l’impresa può definirsi come:
- A) Alternativa al mercato
- B) Organizzazione economica
- C) Sistema di contratti
- D) Struttura patrimoniale
- E) Sistema sociale
- F) Nessuno di questi è un fattore rilevante
Risposta: Secondo la prospettiva delle Funzioni Istituzionali proposta da Sciarelli l’impresa si definisce come:
- Organizzazione economica: in quanto il suo scopo è il soddisfacimento dei bisogni umani mediante l’utilizzo di risorse non disponibili in natura in misura illimitata. L’organizzazione del lavoro, basata sul principio di divisione e di specializzazione del lavoro stesso, rende possibile un più razionale uso delle risorse, così da generare maggiori utilità per il sistema;
- Sistema sociale: in quanto si deve agli sforzi dei gruppi sociali operanti al suo interno se essa crea e distribuisce ricchezza, rappresentando così uno strumento per il soddisfacimento delle necessità di chi vi opera. L’impresa, per funzionare, ha bisogno di forza lavoro, di macchinari e di servizi, pertanto deve rivolgersi a lavoratori, finanziatori, fornitori ecc.;
- Struttura patrimoniale: in quanto aggrega un insieme di beni organizzato e orientato allo svolgimento di processi produttivi. La funzione di generare reddito che consenta di mantenere e sviluppare il patrimonio si persegue grazie all’impiego di due fattori: il capitale e la capacità imprenditoriale.
In quanto tale l’impresa può svolgere una molteplicità di funzioni in rapporto al ruolo che assume all’interno del sistema socio-economico in cui si inserisce; le tre funzioni sopra descritte sono strettamente correlate tra loro: la capacità di produrre reddito nel lungo periodo (che dipende dalla disponibilità di risorse) consente all’impresa di adempiere alle sue finalità economiche e crea le condizioni per soddisfare i bisogni del sistema sociale nel quale è inserita.
In base alle finalità dell’organizzazione, le tre funzioni istituzionali possono assumere priorità diverse. Se si mette in primo piano la capacità di creare valore economico, la funzione dell’impresa che acquista maggiore rilievo è certamente la sua capacità di produrre reddito; se adottiamo invece una visione più ampia, la capacità di soddisfare i bisogni umani è, più in generale, la funzione prioritaria dell’impresa.
Le risposte corrette sono quindi b), d) ed e).
8) Quali tra le seguenti sono considerate forme istituzionali dell’impresa?
- A) Impresa familiare
- B) Impresa cooperativa
- C) Impresa internazionale
- D) Impresa non profit
- E) Impresa post-manageriale
- F) Impresa allargata
Risposta: Le diverse forme istituzionali che l’impresa può assumere e i diversi modelli per il suo governo che ne conseguono sono:
- Impresa capitalistica;
- Impresa manageriale;
- Impresa cooperativa;
- Impresa non profit;
- Impresa post-manageriale.
La forma proprietaria e la scissione o meno tra la proprietà e il controllo consentono di operare una preliminare distinzione tra l’impresa capitalistica classica e l’impresa manageriale. Sulla base di queste medesime variabili è possibile definire anche l’impresa post-manageriale: caratterizzata dalla cogestione delle risorse e dalla diretta partecipazione di datori di lavoro e lavoratori ai risultati aziendali.
L’impresa cooperativa è caratterizzata dalla comunanza di scopi tra coloro che vi partecipano, vi è un rapporto diretto fra la formazione del capitale e la platea dei soci. L’organizzazione non profit è caratterizzata dall’amministrazione fiduciaria di capitali forniti da contribuzioni volontarie di privati, o dallo stato, al fine di raggiungere finalità sociali.
Le risposte corrette sono quindi b), d) ed e). Pag. 3 a 27
9) Gli stakeholder, secondo Sciarelli, possono essere classificati in quattro gruppi. Quali tra i seguenti rientrano in questa classificazione?
- A) Stakeholder amichevoli
- B) Stakeholder indipendenti
- C) Stakeholder non orientati
- D) Stakeholder orientati
- E) Stakeholder centrali
- F) Stakeholder marginali
Risposta: Gli interlocutori aziendali, secondo Sciarelli possono essere classificati in quattro gruppi:
- Stakeholder amichevoli (supportive): da cui si può ottenere un sostegno all’attività dell’impresa;
- Stakeholder avversari (non supportive): che generano ostacoli all’attività dell’impresa;
- Stakeholder non orientati (mixed blessing): che, a seconda dei casi, assumono un atteggiamento positivo o negativo;
- Stakeholder marginali: con un peso molto modesto.
Le risposte corrette sono quindi a), c) e f).
10) In base a quali fattori, tra quelli elencati di seguito, Sciarelli propone di definire i tipi di rapporti strategici tra l’impresa e gli stakeholder?
- A) Possibilità di sviluppo per l’impresa, generate dallo stakeholder e Possibilità di conflitto impresa – stakeholder
- B) Possibilità di collaborazione per l’impresa, provenienti dallo stakeholder e Possibilità di dispute legali impresa – stakeholder
- C) Possibilità di minacce per l’impresa, provenienti dallo stakeholder e Possibilità di collaborazione impresa – stakeholder
- D) Possibilità di minacce per l’impresa, provenienti dallo stakeholder e Possibilità di sviluppo di risorse generata dalla relazione impresa – stakeholder
- E) Nessuno dei precedenti
Risposta: Tenendo conto del peso rivestito e della propensione dei vari stakeholder nei confronti dell’impresa si può decidere di perseguire strategie di coinvolgimento, di collaborazione, di difesa o di monitoraggio. Per classificare la natura delle relazioni impresa-stakeholder Sciarelli propone di ragionare in base a due criteri: Possibilità di minacce per l’impresa, provenienti dallo stakeholder e Possibilità di collaborazione impresa – stakeholder.
La risposta corretta è c).
11) Definire un business secondo Abell significa:
- A) Individuare aree d’attività in base alle seguenti dimensioni: funzioni svolte, gruppi di clienti, modalità alternative
- B) Individuare aree d’attività in funzione degli stili di vita degli acquirenti
- C) Individuare aree d’attività in base alle seguenti dimensioni: funzioni svolte, gruppi di clienti e tipologia di prodotto offerto
- D) Individuare i segmenti in funzione dei vantaggi offerti agli acquirenti
- E) Individuare aree d’attività in funzione della redditività
Risposta: Il modello elaborato da Abell per la definizione del business è basato su tre parametri (funzioni svolte, gruppi di clienti, modalità alternative) che sostituisce quello bidimensionale prodotto-mercato in precedenza largamente diffuso nella teoria e nella pratica di marketing. Si tratta di un approccio alla definizione del business che supera quelli in precedenza prevalenti: a. la prospettiva incentrata sui prodotti o servizi di cui si compone (supply-side definition); b. l’approccio che fonda la definizione sui mercati serviti (demand-side definition).
Le due prospettive sono strettamente interrelate e dovrebbero essere integrate. Tuttavia, in molti casi è posta un’evidente enfasi su una soltanto.
Le risposte corretta è a). Pag. 4 a 27
12) Secondo Abell, il concetto di prodotto si definisce in base a:
- A) Una combinazione di funzioni svolte e di gruppi di clienti con varie modalità
- B) Una selezione di gruppi di clienti, una di funzioni svolte e una di modalità
- C) Alcune selezioni di gruppi di clienti e di modalità con una comune funzione svolte
- D) Tutte le funzioni svolte, tutti i gruppi di clienti, data una modalità
- E) Tutte le funzioni svolte, tutti i gruppi di clienti, tutte le modalità
- F) Non ha nulla a che vedere con le definizioni precedenti
Risposta: Il modello di Abell consente di individuare quattro concetti: il prodotto, il business, il settore e il mercato. Il prodotto risulta dall'applicazione di una determinata modalità (tecnologia), al soddisfacimento di un determinato bisogno, per un determinato gruppo di clienti.
Si tratta del concetto più semplice tra quelli elaborati a partire dal modello di Abell e su cui si fondano le politiche e si organizzano le attività di marketing.
La risposta corretta è b).
13) Cosa intende Abell per “differenziazione”?
- A) Rispetto ai segmenti significa trattare in modo diverso i vari segmenti
- B) Offrire un servizio, non un prodotto
- C) Rispetto ai concorrenti significa distinguere la propria offerta in un determinato segmento
- D) Secondo i mercati, significa selezionare i mercati in cui si compete
- E) Differenziare in base ai prodotti significa gestire il portafoglio prodotti dell’impresa
- F) Niente di tutto ciò
Risposta: Il concetto di differenziazione proposto da Abell identifica di fatto una segmentazione strategica che determina un’articolazione dell’offerta in relazione ai diversi sottoinsiemi che si possono individuare all’interno del business. Il termine differenziazione può avere due significati:
- La differenziazione rispetto ai segmenti sta ad indicare la misura in cui l’impresa tratta differentemente i diversi segmenti della propria attività;
- La differenziazione rispetto ai concorrenti indica, invece, in che misura l’offerta di due o più concorrenti su uno stesso segmento sia differente.
Le scelte di differenziazione possono riguardare ciascuna delle tre variabili del modello di Abell e possono essere messe in pratica cambiando le caratteristiche di un prodotto o la strategia di marketing a esso associata. Per quanto riguarda i gruppi di clienti una scelta di differenziazione può riguardare entrambi gli aspetti e dunque una variazione sia nelle caratteristiche del prodotto che nella strategia di marketing; nella differenziazione rispetto alle funzioni svolte c’è generalmente una variazione nelle caratteristiche del prodotto e può esserci o meno una variazione nella strategia di marketing; infine, nella differenziazione rispetto alle tecnologie varierà certamente il prodotto, ma può anche non variare la politica di marketing.
Le risposte corrette sono a) e c).
14) Cosa intende Abell per funzioni svolte per i clienti?
- A) Le modalità con cui le funzioni sono realizzate
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