PROGETTAZIONE IMPIANTI | Domande aperte
Progettazione impianti
Risposte alle 55 domande aperte
Corso di Ingegneria industriale · Docente Leoni Leonardo
Paniere generato il 14 agosto 2026
Lezione 002
Domanda 02
Con riferimento allo schema dettagliato dell’impianto ad aria compressa, descrivere i componenti e la loro
specifica funzione.
Risposta
L’impianto comprende la presa d’aria con filtro di aspirazione, che trattiene le polveri; il compressore, che
innalza la pressione; il motore e la trasmissione; eventuali refrigeratori intermedi; il postrefrigeratore, che
abbassa la temperatura dell’aria compressa; il separatore di condensa con scarico automatico; il serbatoio di
accumulo; l’essiccatore e i filtri finali; la rete di distribuzione; i gruppi di trattamento alle utenze. [1]
Il serbatoio smorza le pulsazioni e copre richieste temporanee superiori alla produzione. L’essiccatore riduce il
contenuto di vapore, mentre i filtri eliminano particelle e aerosol secondo la qualità richiesta. La rete,
preferibilmente ad anello quando opportuno, limita le cadute di pressione e permette l’alimentazione dei
punti di utilizzo. Regolatori, manometri, pressostati, valvole di intercettazione, ritegno e sicurezza completano
l’impianto. La lubrificazione locale si adotta soltanto per utenze che la richiedono.
Schema funzionale: aspirazione filtrata, compressione, raffreddamento e separazione della condensa,
accumulo, essiccamento e filtrazione, distribuzione e utenze. L’ordine fra serbatoio ed essiccatore può variare
con il progetto.
Domanda 03
Quali sono i termini che concorrono al valore finale del rendimento di un impianto per la produzione e
distribuzione di aria compressa e quale l’espressione finale del rendimento di compressione.
Risposta
Il rendimento complessivo dipende dalla conversione elettrica nel motore, dalle perdite della trasmissione e
del compressore, dal processo termodinamico di compressione, dalle perdite di aria e di pressione nella
distribuzione e dal rendimento dell’utilizzatore. Ogni rendimento va definito come rapporto fra potenza utile e
potenza ricevuta dal singolo sottosistema, evitando di contare due volte le stesse perdite.
Una scomposizione coerente è: =
1
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Per la sola compressione, il rendimento isotermo è il rapporto fra lavoro isotermo minimo e lavoro
effettivamente richiesto, riferiti agli stessi stati iniziale e finale di pressione:
)
ln( /
1 2 1
=
Se il lavoro di riferimento è politropico e non si includono ancora perdite meccaniche:
ln
2
= , =
,
(−1)/
[ − 1] 1
−1
Il rendimento isoentropico è invece il rapporto fra il lavoro isoentropico e quello reale adiabatico. Le pressioni
nei rapporti sono sempre assolute.
Lezione 003
Domanda 07
In riferimento ad un impianto ad aria compressa, lo studente descriva i parametri caratteristici dell’aria umida.
Risposta
L’aria umida è una miscela di aria secca e vapore acqueo. La pressione totale è la somma delle pressioni
parziali, secondo Dalton: p = p_a + p_v. La temperatura a bulbo secco esprime lo stato termico ordinario; la
temperatura di rugiada è quella alla quale il vapore diventa saturo durante un raffreddamento a pressione e
contenuto d’acqua costanti prima della condensazione.
L’umidità relativa è il rapporto fra pressione parziale del vapore e pressione di saturazione alla stessa
temperatura. Il rapporto di umidità x è la massa di vapore per unità di massa di aria secca:
= , = = 0.622
()
−
L’umidità assoluta volumetrica è m_v/V, in kg/m³. L’entalpia dell’aria umida, per kg di aria secca e con t in °C, è
approssimativamente: [kJ/kg ]
ℎ = 1.005 + (2500 + 1.86 ) aria secca
Negli impianti pneumatici è essenziale il punto di rugiada in pressione: l’aria può condensare dopo la
compressione e il successivo raffreddamento anche senza ingresso di nuova acqua. 2
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Lezione 004
Domanda 07
In riferimento ad un impianto ad aria compressa, lo studente descriva, anche tramite l’utilizzo del diagramma
T-S, il ciclo a doppia compressione senza asportazione di calore.
Risposta
Il disegno allegato mostra due compressioni con raffreddamento intermedio. L’espressione “senza
asportazione di calore” va quindi riferita ai singoli stadi di compressione, non all’intero impianto: nel tratto
intermedio il calore viene asportato.
Nel diagramma T–s, 1→2 rappresenta la prima compressione idealmente adiabatica reversibile, quindi
verticale; 2→3 è il raffreddamento a pressione intermedia; 3→4 è la seconda compressione isoentropica. Le
traiettorie reali 1→2′ e 3→4′ si spostano verso entropie maggiori per le irreversibilità. Il raffreddamento
intermedio riduce il volume specifico all’ingresso del secondo stadio e il lavoro complessivo.
Con raffreddamento intermedio perfetto, uguali rendimenti e perdite di pressione trascurabili, il minimo
lavoro si ottiene ripartendo uniformemente il rapporto di compressione:
= √
1
Se non si asportasse calore neppure fra i due stadi, la suddivisione di una compressione ideale adiabatica non
darebbe, da sola, un risparmio di lavoro.
Schema funzionale esemplificativo. I collegamenti ausiliari sono descritti nella risposta.
Domanda 08
In riferimento ad un impianto ad aria compressa, lo studente descriva, anche tramite l’utilizzo del diagramma
T-S, il ciclo di compressione con asportazione continua di calore.
Risposta
Durante la compressione con asportazione continua di calore, parte dell’energia fornita viene trasferita a un
mezzo refrigerante. La temperatura cresce meno che nella compressione adiabatica; il processo è spesso 3
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rappresentato da una politropica p vⁿ = costante, con 1 < n < k per aria idealizzata e raffreddamento efficace.
Per l’aria k è circa 1,4. (−1)/
2 2
=( )
1 1
Nel diagramma T–s la trasformazione ideale con raffreddamento si colloca fra il limite isotermo e quello
isoentropico: rispetto all’adiabatica raggiunge la medesima pressione con temperatura inferiore. Per una
politropica internamente reversibile con 1 < n < k, l’entropia del gas diminuisce perché il calore esce dal
sistema. (−1)/
2
= [( ) − 1]
1
−1
1
Nel limite isotermo n→1, il lavoro tende a RT₁ ln(p₂/p₁), minimo per le condizioni assegnate. Il raffreddamento
si realizza mediante camicie, scambiatori o iniezione di liquido compatibile con il compressore.
Domanda 09
Il lavoro reale di compressione dell’aria è espresso dalla seguente relazione: Si richiede al candidato di spiegare
nel dettaglio il significato dei vari termini che compaiono nella relazione sopra scritta e le unità di misura degli
stessi termini.
Risposta
La relazione riportata nel PDF è: (−1)/
2
= [( ) − 1]
, 1
−1
1
L_C,reale è il lavoro specifico di compressione politropica, espresso in J/kg se R è in J/(kg·K). n è l’esponente
politropico, adimensionale; R è la costante specifica dell’aria, circa 287 J/(kg·K); T₁ è la temperatura assoluta di
aspirazione in kelvin. p₁ e p₂ sono le pressioni assolute iniziale e finale, espresse nella stessa unità. Il rapporto
di pressione, la potenza e il termine fra parentesi sono adimensionali.
Il prodotto RT₁ ha dimensioni J/kg; quindi l’intera espressione è un lavoro per unità di massa e non una
potenza. Moltiplicandola per una portata massica in kg/s si ottengono watt. La denominazione “reale”
adottata dal paniere identifica il modello politropico: perdite meccaniche, elettriche e altre irreversibilità non
sono automaticamente tutte incluse e devono essere considerate con rendimenti coerenti. 4
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Lezione 005
Domanda 05
In riferimento ad un impianto ad aria compressa, lo studente descriva funzione di un serbatoio per aria
compressa ed il procedimento per il suo dimensionamento.
Risposta
Il serbatoio accumula aria, attenua pulsazioni e oscillazioni di pressione, soddisfa picchi di consumo e riduce la
frequenza degli avviamenti o dei passaggi carico/vuoto. Favorisce inoltre il raffreddamento e la raccolta della
condensa, che deve essere scaricata.
Il dimensionamento richiede portata del compressore e delle utenze, andamento temporale dei consumi,
pressioni massima e minima ammesse, temperatura, strategia di regolazione e frequenza massima dei cicli. Per
un deficit di portata costante durante un intervallo Δt, assumendo temperatura uniforme:
= −
Q_N rappresenta la differenza positiva fra consumo e produzione, espressa come portata alle condizioni
normali. V risulta in m³ se Q_N è in m³/s e Δt in secondi. Le pressioni devono usare unità omogenee; T_s e T_N
sono in kelvin.
Per utenze variabili si integra il deficit di massa nel tempo e si verifica il ciclo peggiore. Si scelgono poi volume
commerciale, pressione di progetto, scarico, strumenti e protezioni del recipiente.
Domanda 06
Risolvere il seguente esercizio:Calcolare la portata totale di aria che deve elaborare un compressore
alternativo in grado di alimentare tre sabbiatrici a ugello con consumo a pieno carico di 250 Nm3/h cadauna e
un coefficiente di utilizzo pari 0.85. Si assuma un fattore di maggiorazione pari a 1.2 e un rapporto tra tempo di
lavoro del compressore e tempo ciclo del medesimo di 0.70. Il fattore di contemporaneità sia assunto pari a
0.95.
Risposta
La portata nominale complessiva delle tre sabbiatrici è 3 × 250 = 750 Nm³/h. Il coefficiente di utilizzo tiene
conto della frazione effettiva d’impiego; la contemporaneità tiene conto del funzionamento simultaneo. Il
margine aumenta la richiesta di progetto, mentre il rapporto lavoro/ciclo impone al compressore di produrre
tale fabbisogno nel solo 70% del tempo.
3 ⋅ 250 ⋅ 0.85 ⋅ 0.95 ⋅ 1.2 3
= = 1038.21 Nm /h
0.70
La richiesta media prima del margine è 605,625 Nm³/h; con il margine sale a 726,75 Nm³/h. Dividendo per 0,70
si ricava la portata che il compressore deve fornire durante la fase di lavoro.
Risultato: circa 1.040 Nm³/h. La scelta commerciale deve garantire almeno questa portata alla pressione
richiesta, verificando il riferimento delle condizioni normali e la portata realmente resa dal costruttore. 5
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Domanda 07
Con riferimento alla formula dettagliata per il calcolo della potenza di un compressore, espressa in kW,
dettagliare i vari termini che in essa compaiono e facendo l’analisi dimensionale.
Risposta
Per una compressione politropica a singolo stadio, una forma utile della potenza elettrica assorbita è:
̇ (−1)/
= [ − 1]
1
− 1
Qui la portata massica è in kg/s, R in kJ/(kg·K), T₁ in K e P_el in kW. β è il rapporto fra pressioni assolute. η_m
rappresenta le perdite meccaniche rispetto al lavoro politropico assunto; η_el è il rendimento del motore. Se
serve un ulteriore rendimento interno, deve essere definito e inserito senza duplicare perdite già considerate.
Con portata normale Q_N in Nm³/h, la conversione è:
̇ = 3600
L’analisi dimensionale dà (kg/s) × [kJ/(kg·K)] × K = kJ/s = kW. Tutti gli altri fattori sono adimensionali. Usando R
= 287 J/(kg·K), la formula produce W e occorre dividere per 1.000 per ottenere kW. Nei compressori
multistadio si sommano le potenze dei singoli stadi alle rispettive temperature di ingresso.
Domanda 08
Calcolare la potenza effettiva, espressa in kW, assorbita da un compressore che debba elaborare una portata
di aria pari a 10.000 Nmc/h aspirata alla pressione atmosferica e compressa fino a 8 bar. Si utilizzi un
compressore in grado di realizzare una compressione politropica con n= 1.35. Il candidato fissi eventuali dati
mancanti.
Risposta
Assunzioni: portata normale riferita a 0 °C e 1,01325 bar assoluti; aspirazione alle stesse condizioni; pressione
finale di 8 bar assoluti; n = 1,35; R = 0,287 kJ/(kg·K); rendimento meccanico 0,80 e rendimento elettrico 0,95.
Gli ultimi due valori sono ipotesi di svolgimento, non dati del testo.
101325 3
= = 1.2925 kg/m , ̇ = 3.5903 kg/s
287 ⋅ 273.15 8
= = 7.8954
1.01325
1.35 0.35/1.35
= 0.287 ⋅ 273.15(7.8954 − 1) = 214.28 kJ/kg
0.35
La potenza politropica trasferita al fluido è 769,32 kW. All’albero occorrono 769,32/0,80 = 961,66 kW; la
potenza elettrica assorbita risulta: 769.32
= = 1012.27 kW
0.80 ⋅ 0.95 6
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Risultato alle ipotesi indicate: circa 1,01 MW elettrici. Se gli 8 bar fossero relativi, la pressione assoluta finale
sarebbe 9,01325 bar e la potenza elettrica diventerebbe circa 1,09 MW. Il risultato cambia inoltre con
temperatura di aspirazione, rendimenti e numero di stadi.
Lezione 006
Domanda 06
In riferimento ad un impianto ad aria compressa, lo studente descriva le varie tipologie di compressori per aria.
Risposta
I compressori si dividono in volumetrici e dinamici. Nei volumetrici l’aumento di pressione deriva dalla
riduzione del volume occupato da una quantità di gas. I principali sono alternativi a pistone, a membrana,
rotativi a vite, a palette e scroll. I pistoni sono adatti anche a pressioni elevate e portate contenute, ma
producono pulsazioni. I compressori a vite offrono erogazione regolare e sono diffusi nel servizio industriale
continuo. Le membrane separano il gas dagli organi lubrificati; gli scroll trovano impiego in applicazioni
compatte e spesso oil-free.
Nei dinamici una girante trasferisce energia cinetica al gas, poi convertita in pressione nel diffusore. I
centrifughi sono adatti a portate elevate e possono avere più stadi; gli assiali trattano portate molto grandi con
incremento di pressione relativamente contenuto per stadio.
La scelta considera portata effettiva, pressione, continuità di servizio, purezza dell’aria, rendimento ai carichi
parziali, raffreddamento, rumore e manutenzione. Il rendimento volumetrico influenza la portata resa e non
coincide con quello energetico.
Lezione 007
Domanda 06
Una centrale di compressione dell’aria è in grado di elaborare una portata di fluido pari a 10.000 m3/h alle
condizioni di aspirazione di 0°C e pressione atmosferica. La pressione finale a cui è elaborato il fluido è di 8 bar
mentre la temperatura ambiente in cui sosta il serbatoio è di 15°C. Determinare il quantitativo di acqua da
eliminare all’uscita del compressore onde evitare problemi di condensazione. Si faccia riferimento al
diagramma allegato. Il candidato assuma eventuali dati mancanti.
Risposta
Il testo non assegna l’umidità relativa iniziale. Assumo aria satura a 0 °C, pressione iniziale 1 bar assoluto,
pressione finale 8 bar assoluti e raffreddamento dell’aria compressa fino ai 15 °C del serbatoio. La quantità da
separare è la differenza fra vapore entrante e vapore che può rimanere alla saturazione finale.
A 0 °C la pressione di saturazione vale circa 0,6112 kPa; a 15 °C circa 1,7053 kPa. Usando il rapporto di umidità:
0.6112
= 0.622 = 0.003825 kg/kg
1 as
100 − 0.6112
1.7053
= 0.622 = 0.001329 kg/kg
2 as
800 − 1.7053 7
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La portata di aria secca è circa 12.676 kg/h, calcolata dalla sua pressione parziale e dalla portata iniziale di
10.000 m³/h. ( )
̇ = ̇ − = 31.64 kg/h
1 2
Occorre quindi separare circa 32 kg/h d’acqua, cioè approssimativamente 32 L/h. Il diagramma del paniere
consente una lettura approssimata coerente. Con umidità relativa iniziale inferiore il risultato diminuisce;
senza tale dato non esiste una soluzione numerica unica. Per evitare ulteriori condense bisogna garantire un
punto di rugiada non superiore alla minima temperatura successiva della rete.
Domanda 07
Si abbia a trattare una portata d’aria di 10.000 m3/h, dalla pressione di 1 bar e 0°C di temperatura, alla
pressione finale di 8 bar. La compressione viene realizzata attrav della temperatura di fine compressione (TF) si
utilizzi la relazione (1). (1) mentre per il calcolo della quantità seguenti valori numerici delle grandezze presenti
in (2):Densità dell’aria: rN= 1.29 kg/Nm3. Calore di vaporizzazione dell’acqua: r = 2090 kJ/kg. Calore specifico
dell’aria: Cp
Risposta
Nota sul testo: la domanda è tagliata sul margine destro del PDF. Sono leggibili portata 10.000 m³/h, pressione
iniziale 1 bar, temperatura iniziale 0 °C, pressione finale 8 bar, la relazione per T_F, densità 1,29 kg/Nm³ e
calore di vaporizzazione 2.090 kJ/kg. Non sono leggibili integralmente la richiesta, la relazione (2), il valore di
c_p e il tipo completo di compressione. Lo svolgimento seguente è pertanto condizionato a ipotesi esplicite.
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