I punti chiave della riforma Gentile
• l’estensione dell'obbligo scolastico fino al 14° anno di età con un corso elementare della durata di
5 anni e con un corso di avviamento professionale della durata di tre anni per coloro che non
accedono alla scuola media;
• l’istituzione di scuole speciali per handicappati sensoriali della vista e dell’udito;
• la disciplina di tutti i tipi di istituzioni scolastiche (statali, private, parificate, etc.) nelle quali svolgere
l'obbligo scolastico;
• L’insegnamento obbligatorio della religione cattolica;
• L’istituzione di rigidi controlli per la inadempienza dell'obbligo scolastico;
• l’istituzione dell'istituto magistrale per la preparazione dei maestri elementari.
Competenze di Stato e Regioni in tema di Istruzione
Allo Stato spettano: i compiti e le funzioni relativi ai criteri e parametri per l’organizzazione scolastica;
le funzioni di valutazione del sistema; le funzioni relative alla determinazione e all’assegnazione del
personale e delle risorse finanziarie a carico del bilancio statale.
Alle Regioni spettano: la programmazione dell’offerta formativa integrata tra istruzione e formazione
professionale e la programmazione della rete scolastica, d’intesa e con la partecipazione delle
istituzioni scolastiche.
Gli articoli 33 e 34 della Costituzione
Articolo 33
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad
esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole
statali.
E`prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi
e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei
limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività
sportiva in tutte le sue forme.
Articolo 34
La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze,
che devono essere attribuite per concorso.
La Flipped Classroom. Definizione
Nuova modalità di insegnamento che consiste in una metodologia didattica innovativa che prevede
una inversione dei momenti classici della didattica: la lezione frontale a scuola e lo studio individuale
a casa. L’innovazione di questo metodo però non consiste solo nell’inversione dei tempi scolastici e
comporta un cambiamento nella definizione del ruolo dell'insegnante. Infatti questa metodologia
valorizza anche il ruolo di ideatore dei percorsi formativi che è proprio del docente. L’idea alla base
della Flipped Classroom è utilizzare la tecnologia moderna per diffondere i contenuti fuori dall’orario
scolastico così da concentrare poi le ore di lezione nell’elaborazione dei contenuti stessi, anche se di
solito avviene il contrario. In questo modo si riporta l’attenzione didattica sull’elaborazione dei
contenuti piuttosto che sul loro ascolto passivo. Questa idea si può ritrovare anche nell’attivismo
pedagogico e nelle competenze europee per l’apprendimento permanente.
In che cosa consiste l’insegnamento capovolto?
Il metodo si basa sull’uso delle tecnologie e la lezione non è più spiegata in classe, ma preparata dal
Professore con video o file che lo studente dovrà scaricare, visionare e studiare a casa, mentre in
classe si costituiscono piccoli gruppi basati sulla didattica collaborativa e il docente può assegnare
compiti con percorsi individualizzati e con verifiche di apprendimento. In sintesi le lezioni si studiano
a casa e i compiti si fanno a scuola, anche se questa generalizzazione non corrisponde del tutto
all’effettivo metodo di insegnamento, che merita una particolare attenzione. I vantaggi di questo
metodo sono molteplici in quanto gli studenti studiano le lezioni a casa con i loro propri e diversi
ritmi di apprendimento e possono anche comunicare con i loro coetanei e gli insegnanti attraverso
discussioni online. Il PC diventa un vero strumento di studio e i ragazzi possono cercare in Internet
la risposta a eventuali approfondimenti. Alcuni studenti non si sentono frustrati dall'incapacità di
fare i compiti e gli insegnanti possono rivedere lezioni e compiti con gli studenti in classe disponendo
di un maggior tempo per la personalizzazione degli interventi. La verifica delle competenze acquisite
avviene in classe con l'aiuto del docente, che è a disposizione per aiutare i singoli studenti e coloro
che non hanno il sostegno dei loro genitori a casa possono contare sul supporto del docente. Inoltre,
gli studenti assenti non perdono le lezioni, mentre l’uso delle TIC crea un ambiente di apprendimento
motivante e collaborativo a casa e in classe.
Autonomia didattica. Definizione
L’autonomia didattica è finalizzata al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di
istruzione, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte delle
famiglie e del diritto ad apprendere. Essa si sostanzia nella scelta libera e programmata di
metodologie, strumenti, organizzazione e tempi di insegnamento, da adottare nel rispetto della
possibile pluralità di opzioni metodologiche, e in ogni iniziativa che sia espressione di libertà
progettuale, compresa l'eventuale offerta di insegnamenti opzionali, facoltativi o aggiuntivi e nel
rispetto delle esigenze formative degli studenti. L’esercizio dell'autonomia didattica da parte delle
Istituzioni scolastiche può comportare l'adozione di alcune tipiche forme di flessibilità, come il
superamento del gruppo classe o l’introduzione di nuove e diverse metodologie didattiche sempre
più spesso basate sulle tecnologie, investendo sia il profilo professionale dei docenti, funzionale ad
una scuola della società digitale, sia i processi per favorire il suo sviluppo, sia gli studenti.
La flessibilità didattica e organizzativa. Definizione
La flessibilità didattica e organizzativa costituisce l’aspetto maggiormente qualificante di una Scuola
che vuole essere veramente autonoma e rispondente ai bisogni formativi dell’utenza e, in generale,
del territorio. Tale flessibilità, prevista dal DPR n. 275/99 “Regolamento recante norme in materia di
autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della L. 15 marzo 1997, n. 59”, ha trovato
un nuovo impulso nella legge n. 107/2015, la cui finalità principale è proprio quella di dare piena
attuazione all’autonomia scolastica. Il comma 3 dell’art. 1 della medesima legge stabilisce, inoltre,
che la piena realizzazione del curricolo scolastico e degli obiettivi prefissati dai commi 5-26, delle
potenzialità e degli stili di apprendimento nonché della comunità professionale scolastica con lo
sviluppo del metodo cooperativo, nel rispetto della libertà di insegnamento, la collaborazione e la
progettazione, l’interazione con le famiglie e il territorio sono perseguiti mediante le forme di
flessibilità dell’autonomia didattica e organizzativa previste dal regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275.
Le indicazioni nazionali degli obiettivi specifici di apprendimento. Definizione
Riforma Gelmini, le indicazioni nazionali degli obiettivi specifici di apprendimento definiscono le
linee guida delle conoscenze fondamentali che lo studente dovrebbe possedere al termine del
proprio percorso di studi. Le indicazioni individuano alcuni nuclei fondamentali di ciascuna disciplina
e, pertanto rappresentano un riferimento per l'insegnante, ma gli lasciano un ampio margine di
autonomia, a livello personale e professionale, per poter progettare percorsi scolastici innovativi e
di qualità.
L’autonomia organizzativa. Definizione
L’autonomia organizzativa è finalizzata alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione,
dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse
e delle strutture, all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto
territoriale. Essa si esplica liberamente, anche mediante superamento dei vincoli in materia di unità
oraria della lezione, dell'unitarietà del gruppo classe e delle modalità di organizzazione e impiego
dei docenti, secondo finalità di ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche,
materiali e temporali, fermi restando i giorni di attività didattica annuale previsti a livello nazionale,
la distribuzione dell' attività didattica in non meno di cinque giorni settimanali, il rispetto dei
complessivi obblighi annuali di servizio dei docenti previsti dai contratti collettivi che possono essere
assolti invece che in cinque giorni settimanali anche sulla base di un'apposita programmazione
plurisettimanale.
Le istituzioni scolastiche, singolarmente o tra loro associate, esercitano l’autonomia di ricerca,
sperimentazione e sviluppo tenendo conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed
economico delle realtà locali. Indicare almeno tre aree di sperimentazione
Progettazione formativa e ricerca valutativa; innovazione metodologica e disciplinare; formazione e
aggiornamento culturale e professionale del personale scolastico; documentazione educativa e sua
diffusione all’interno della scuola; scambi di informazioni, esperienze, e materiali didattici
L’autonomia funzionale. Definizione
Riconoscimento alle istituzioni scolastiche di funzioni e competenze già proprie dell’amministrazione
centrale e periferica della Pubblica istruzione. Ad esempio nella carriera scolastica e nel rapporto
con l’alunno rientrano tutti gli adempimenti relativi a iscrizioni, frequenze, certificazioni, valutazione
studi compiuti altrove, valutazione crediti e debiti formativi.
Con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) l’Autonomia didattica trova la sua espressione.
Definire le caratteristiche del PTOF
Introdotto dalla L. 107/2015, il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) rappresenta una
strategia formativa delle istituzioni scolastiche. • È, cioè, espressione della capacità progettuale delle
scuole, le quali, in forza dell’autonomia scolastica, sono chiamate a predisporre un formale atto di
indirizzo, che vincoli tutti gli operatori della comunità scolastica, indicando finalità generali e
modalità per il loro raggiungimento. • Gli elementi fondanti del PTOF sono: condivisione (deve
essere condiviso dalle diverse componenti, in particolare dai docenti); trasparenza (deve essere uno
strumento che garantisce la conoscenza delle scelte educative, didattiche e organizzative);
comunicazione (deve essere un efficace strumento di comunicazione tra i soggetti coinvolti• Con il
Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) l’Autonomia didattica trova la sua espressione. • Il
PTOF è la carta d’identità della scuola: in esso vengono illustrate le linee distintive dell'istituto,
l'ispirazione culturale-pedagogica che lo muove, la progettazione curricolare, extracurricolare,
didattica ed organizzativa delle sue attività. • L'autonomia delle scuole si esprime nel PTOF attraverso
la descrizione: •- delle discipline e delle attività liberamente scelte della quota di curricolo loro
riservata; •-delle possibilità di opzione offerte agli studenti e alle famiglie; •-delle discipline e attività
aggiuntive nella quota facoltativa del curricolo; •- delle azioni di continuità, orientamento, sostegno
e recupero corrispondenti alle esigenze degli alunni concretamente rilevate; •-dell'articolazione
modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività; •- dell'articolazione modulare di
gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi; •- delle modalità e dei criteri per la
valutazione degli alunni e per il riconoscimento dei crediti; •- dell'organizzazione adottata per la
realizzazione degli obiettivi generali e specifici dell'azione didattica; •-dei progetti di ricerca e
sperimentazione.
L’organico dell’autonomia. Descrizione
Al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione
dell’intero sistema di istruzione, è istituito per l’intera istituzione scolastica, o istituto comprensivo,
e per tutti gli indirizzi degli istituti secondari di secondo grado afferenti alla medesima istituzione
scolastica l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali
delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa. I docenti
dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa
con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di
coordinamento.
Il valore della conoscenza e la scuola
la conoscenza è la condizione necessaria per l’emancipazione sociale e culturale e per l’assunzione
di nuovi e diversi stili di vita nonché condizione di cittadinanza nazionale e terrestre, di condivisione
dell’identità civile del Paese; è condizione di adeguamento ai nuovi standard di vita, di relazioni
allargate, di accesso al mondo del lavoro, per il benessere esistenziale. Nel documento del Riordino
della scuola secondaria di 2^ grado del 2010, lo studente viene descritto come capace di
“interpretare criticamente le diverse forme di comunicazione, di riconoscere i criteri scientifici di
affidabilità delle conoscenze, di usare criticamente le tecnologie per lo studio, per la ricerca, per la
comunicazione …”. Nella norma, quindi, è uno studente tecnologicamente, cognitivamente e
culturalmente attrezzato, capace di accesso autonomo al sapere e di interazione critica col mondo.
E’ vero che gli studenti sono, in genere, tecnologicamente attrezzati, ma per il resto? Per il resto
occorre coniugare l’analisi del sociale con i bisogni formativi delle nuove generazioni. Troppi sono i
giovani che sul piano cognitivo fruiscono del patrimonio culturale di tipo prevalentemente televisivo,
presentano carente capacità attentiva di ascolto, di elaborazione personale delle informazioni,
presentano modeste capacità di lettura, scrittura e calcolo, hanno difficoltà a modellizzare, e a
comprendere i linguaggi formali. E troppi quelli che dal punto di vista relazionale ed affettivo
evidenziano carente motivazione per l’esercizio intellettuale e per lo studio, manifestano un
atteggiamento di rinuncia di fronte alla complessità dei compiti e delle richieste, parallelamente a
vissuti di incompetenza, di insicurezza e di incapacità di proiettarsi nel futuro. Per incidere
veramente sulla formazione dei giovani è necessario individuare nuovi paradigmi culturali e
pedagogici che fondino una nuova scuola nel suo insieme, superando le “rotture” tra i gradi e
soprattutto l’abitudine di “leggere” le riforme a pezzi: 1^ ciclo, 2^ ciclo, primo biennio … ultimo
anno. Il senso del cambiamento non sta nelle nuove “parole d’ordine” quali competenze,
certificazioni, atti ……, la nuova scuola deve essere globalmente nuova, ispirata – come detto più
sopra, a nuovi paradigmi culturali, pedagogici e organizzativi. I sistemi formativi attuali, come è stato
osservato, riflettono in una certa misura un modello fordista, un modello caratterizzato dalla
segmentazione in anni, in classi, in discipline giustapposte. L’indebolimento delle frontiere tra
istruzione e formazione professionale e tra le discipline, l’esigenza di adattabilità al mutare della
domanda e di flessibilità al variare dei bisogni, la disponibilità di nuovi strumenti e modi di
comunicazione del sapere inducono un superamento della rigidità dei modelli, il loro graduale
passaggio a modelli flessibili e aperti”.
L’importanza della disponibilità di nuovi ambienti di apprendimento
La rigidità temporale e spaziale che troppo spesso caratterizza ancor oggi l’organizzazione del
sistema scolastico stride con l’esigenza di formare persone capaci di “abitare” in modo adeguato, e
consapevole, la società della conoscenza e dell’incertezza. Per questo un rinnovamento della scuola
al passo con i tempi e all’altezza delle esigenze che si profilano in modo sempre più
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