Costi e classificazioni
Differenza tra costo fisso, variabile e a gradino
Il costo fisso rimane costante al variare del volume dell’attività, non cambia a seconda della quantità prodotta e/o venduta; i costi variabili, invece, cambiano (esempio: costo materie prime). Il costo a gradino non rientra nella distinzione superiore in quanto presenta sia una parte fissa che una parte variabile (composizione mista). Nel costo a gradino l’ammontare si modifica in maniera discreta a seguito del driver di costo (fattore determinante).
Differenza tra costi speciali e comuni
Un costo speciale viene attribuito concretamente e con sicurezza ad un certo oggetto (materie prime), un costo comune viene attribuito a più oggetti simultaneamente; non essendoci un uso esclusivo a singoli non è possibile identificare la quantità consumata specifica (spese generali).
Differenza tra costi diretti e indiretti
I costi diretti sono unitari riconducibili a una determinata quantità, i costi indiretti non lo sono e vengono spartiti secondo criteri di ripartizione a seconda del valore monetario o del valore quantitativo.
Classificazione dei costi secondo la rilevanza nelle decisioni economiche
I costi differenziali assumono entità differenti a seconda delle scelte alternative e influenzano il risultato economico. I costi irrilevanti o sunk cost sono costi fissi che non influenzano il risultato economico poiché assumono stesso valore per le diverse scelte possibili.
Modello costi, volumi e risultati
Assunti del modello costi, volumi, risultati e punto di pareggio
Il modello CVR si basa sul breve periodo di costi fissi e variabili, costi e ricavi variano per quantità prodotta = venduta, prezzi e costi variabili unitari sono costanti, non ci si sofferma sulle incertezze. Utile lordo delle imposte = RT-CV-CF = P*Q-v*Q-CF.
Il break even point o punto di pareggio è quel valore limite della quantità quando si pone a zero l’utile, sotto il quale si va in perdita.
Modello costi e volume risultati per ottenere un profitto obiettivo
Tramite il volume di produzione si esprime l’utile lordo in funzione del netto. Q= (CF+ Un/1-t)/P-v.
Il risultato esprime le quantità che si dovrebbero produrre e vendere, per pareggiare le spese (costi) e per ottenere un determinato profitto (risultati).
Profittogramma
Rappresenta graficamente la funzione dell’utile rispetto ai vari livelli di attività. UL= mc*Q-CF dove mc è la pendenza della retta.
Analisi di sensitività nel modello CVR
Con la What-if Analysis si ha una variazione dell'utile in base alla modifica di altre variabili, permette di compiere decisioni operative a seconda della variazione del prezzo-vendita, dei costi fissi e dei costi variabili.
Margine di sicurezza, rischio e leva operativa
Concetto di margine di sicurezza e rischio operativo aziendale
Il margine di sicurezza è quella contrazione del fatturato prima che esso entri in perdita. MS= RT0-RT*/RT0.
Il rischio operativo esprime quelle incertezze a cui far fronte che possono ridurre il fatturato: struttura costi impresa, prezzo vendita prodotto, quantità prodotta.
Concetto di leva operativa
La leva operativa è l’impatto della variazione del fatturato sull’utile. Esprime il potenziale di crescita e i rischi di declino redditività.
Esercizio sul mark-up
- Costo variabile unitario v = 23$
- Costi fissi = 170.000 $
- Capitale investito = 500.000$
- Prezzo = 50$
- 8.000 unità
ctu= v+cfu = 23 + 170.000/8.000 = 23 + 21,25 = 44,25$
P= ctu (1+ mark-up) 50= 44,25 (1 + mark-up)
Mark-up = 5,75/44,25 = 13%
Mix produttivo ottimale
Un’impresa produce tre componenti, A, B, C. I dati di costo e ricavo relativo ai tre prodotti sono:
Il fattore produttivo limitante è costituito dalla capacità produttiva dell’impianto, pari a 10.000 ore annue. Sapendo che i tempi di produzione, con riferimento all’uso dell’impianto, dei tre beni sono di 30 minuti per il bene A, 40 minuti per il bene B e 50 minuti per il bene C, determinare il mix produttivo ottimale.
Mc a= 25-10= 15$
Mc b = 30-13=17$
Mc c = 35-15=20$
Mc orario a = 15/30’=0,5$. Più conveniente.
Mc orario b = 17/40’=0,425$
Mc orario c = 20/50’=0,40$
Quantità massima producibile A = 10.000/0,5 x prodotto = 20.000 unità annue.
Decisione make or buy
Un’impresa per produrre il componente X sostiene i seguenti costi:
| Costi | CT (10.000 unità) | Ctu |
|---|---|---|
| Materie prime | 80.000 | 8,00 |
| Manodopera dir. | 10.000 | 1,00 |
| CV di produzione | 40.000 | 4,00 |
| CF (ingegnere) eliminabili | 20.000 | 2,00 |
| CF (ammortamenti, assicurazione) | 30.000 | 3,00 |
| CT | 180.000 | 18,00 |
L’impresa riceve un’offerta per l’acquisto del componente a € 16,00. Dire se conviene continuare la produzione (make) o acquistare (buy) in base alle quantità di componente richieste.
Costi variabili unitari cessanti= 8+4+1= 13$ v0
Costi fissi unitari cessanti= 2$ cfr
Costi unitari cessanti = 13+2=15$
Costi unitari sorgenti= 16$ p
Costi cessanti<costi sorgenti
Make
Studio di redditività delle linee di camicie
L’impresa Mariotti Snc lavora nell’ambito dell’abbigliamento. Siete stati incaricati di effettuare uno studio di redditività su tre linee di camicie: ecc.
Mc1 samuelson = 800.000-300.00= 500.000
Mc1 solow= 800.000-400.000=400.000
Mc1 arrow=900.000-150.000= 750.000
Mc 2 livello = mc1 -CF
Mc2 samuelson= 500.000-350.000=150.000
Mc2 solow= 400.000-420.000= - 20.000 linea in perdita
Mc2 arrow= 750.000-500.000= 250.000
Mc1 tot = 2500
-
Paniere Sistemi di Controllo di Gestione - domande aperte
-
Paniere domande aperte Programmazione e controllo
-
Sistemi Di Controllo Distribuiti Domande Aperte
-
Domande aperte di sistemi di controllo distribuiti