Concetti Chiave
- La trasformazione delle abitudini alimentari in Europa iniziò nel XV secolo con l'introduzione di nuove colture americane, come mais e patate, che divennero cruciali in caso di carestia.
- Il caffè, originario dell'Etiopia, si diffuse in Europa nel XVII secolo e divenne un simbolo di socialità, con l'apertura di botteghe come il "Procope" a Parigi.
- Nel XVIII secolo, la produzione di alcolici aumentò grazie all'uso dell'alambicco, permettendo la distillazione di bevande come acquavite e gin, rendendole più accessibili.
- Gli alcolici, tra cui rhum, gin e whisky, divennero popolari in Europa, in particolare in Inghilterra, dove il gin era più economico della birra.
- La diffusione dei superalcolici portò a gravi conseguenze sociali, tra cui l'alcolismo, complice il loro prezzo modesto e la crescente disponibilità.
Trasformazione delle abitudini alimentari
Nella seconda metà del Settecento venne portata a termine la trasformazione delle abitudini alimentari iniziata nei primi anni del XV secolo a seguito della scoperta del Nuovo Mondo. Le Americhe avevano messo a disposizione delle popolazioni europee nuove culture, soprattutto mais e patata, che ora esplicavano tutte le loro potenzialità e provvidenziali in caso di carestia. Presso le classi aristocratiche presero piede anche il cioccolato e il caffè, quest’ultimo proveniente dal mondo islamico, a cui si aggiungevano anche gli alcolici. Il cioccolato fu il prodotto che si affermò con più difficoltà; infatti, ancora verso la metà del secolo era usata soltanto come un corroborante a fini curativi.
Diffusione del caffè in Europa
La pianta del caffè forse originaria della Persia, ma più probabilmente proviene dall’Etiopia. Nel 1615, fece il suo arrivo a Venezia e qualche anni più tardi lo troviamo anche a Marsiglia e a Parigi. È nella capitale francese che si aprirono le prime botteghe specializzate nella vendita del caffè. Un italiano, Procopio de’ Coltelli, aprì nel quartiere Saint-Germain un locale con fa fortuna, il “Procope” che esiste tutt’oggi. Si trattava di una sala elegante dove, oltre al caffè, si vendevano anche canditi e liquori; la bottega diventò ben presto un luogo d’incontro per conversare di letteratura e politica; pertanto la moda del caffè si associò ad una nuova forma di relazioni e socialità.
Nel XVIII secolo il consumo della bevanda aumentò notevolmente ed il suo successo comportò un aumento dell’offerta; infatti, l’Europa cominciò ad organizzarne in proprio la produzione appoggiandosi sulle colonie e cominciò a diversificare la qualità in funzione dell’origine e di conseguenza anche i prezzi. Comunque, rispetto a quello degli altri prodotti, il prezzo del caffè rimase sostanzialmente stabile per tutto il secolo.
Produzione e consumo di alcolici
Fra i nuovi consumi che caratterizzano il Settecento ci sono anche i superalcolici. Prima del XVI secolo le uniche bevande alcoliche in uso venivano ottenute per fermentazione: si trattava di vino, birra e sidro. Per avere dei liquori al processo naturale della fermentazione era necessario aggiungere la distillazione, un’operazione chimica che necessitava dell’alambicco. Questo strumento era già conosciuto nel XII secolo ma ad uso esclusivo dei farmacisti. Solo nel Cinquecento, esso cominciò ad essere utilizzato per produrre l’acquavite, derivata dalla distillazione del vino e della vinaccia. Nel Settecento, l’uso dell’alambicco diventò di uso comune, ma la fabbricazione degli alcolici rimaneva molto difficile., anche se la produzione e il consumo aumentarono notevolmente. Tra i principali promotori c’erano i mercanti olandesi che ricavavano un notevole profitto nel distillare il vino in acquavite. Il vino è una merce che si conserva male mentre l’acquavite è più resistente, richiede spese di trasporto inferiori e costituisce un ottimo additivo per dare corpo ad un vino di gradazione debole. In un certo senso, l’acquavite diventò anche un’industria bellica perché si cominciò a far bere alcoolici ai soldati prima di iniziare una battaglia.
Diffusione e impatto dei superalcolici
Oltre all’acquavite circolava anche il rhum ricavato dalla canna da zucchero, il gin derivato dai cereali, il whisky e la vodka ricavata dalle patate. Gli alcolici da cereali ebbero una grande diffusione soprattutto perché il prezzo era modesto e, nell’insieme, in diminuzione. In Inghilterra era molto usato il gin, molto meno costoso della birra. Uso dei super alcoolici ebbe delle gravi conseguenze sociali come l’alcolismo.
Domande da interrogazione
- Quali sono state le principali novità alimentari introdotte in Europa dopo la scoperta del Nuovo Mondo?
- Come si è diffuso il caffè in Europa e quale ruolo ha avuto nella società?
- Qual è stata l'evoluzione della produzione di alcolici nel Settecento?
- Quali tipi di superalcolici si sono diffusi nel Settecento e quali erano le loro caratteristiche?
- Quali sono state le conseguenze sociali dell'uso crescente di superalcolici?
Dopo la scoperta del Nuovo Mondo, le nuove culture come mais e patata hanno rivoluzionato le abitudini alimentari in Europa, offrendo risorse preziose in caso di carestia.
Il caffè, arrivato in Europa nel 1615, ha trovato una forte diffusione a Parigi, dove locali come il “Procope” sono diventati centri di incontro per discutere di letteratura e politica, segnando una nuova forma di socialità.
Nel Settecento, l'uso dell'alambicco per la distillazione è diventato comune, portando a un aumento significativo nella produzione e nel consumo di alcolici, con i mercanti olandesi che hanno giocato un ruolo chiave nel mercato.
Nel Settecento si sono diffusi superalcolici come acquavite, rhum, gin, whisky e vodka, caratterizzati da un prezzo modesto e una produzione in aumento, con il gin che divenne particolarmente popolare in Inghilterra.
L'aumento del consumo di superalcolici ha portato a gravi conseguenze sociali, tra cui l'alcolismo, evidenziando i rischi associati a queste nuove abitudini di consumo.