Concetti Chiave
- Nel Rinascimento, la magia è vista come il primo passo verso la scienza, fornendo una base per la comprensione della natura.
- Il rapporto con il mondo reale diventa essenziale, con la ricerca naturalistica che guadagna importanza rispetto alla meditazione interiore tipica del Medioevo.
- La magia si basa su due presupposti neo-platonici: la natura è animata da forze simili all'uomo e l'uomo può dominare queste forze.
- Figure come Giovanni Reuchlin e Teofrasto Paracelso rappresentano la magia rinascimentale, con Paracelso che cerca la quinta essenza per rivelare poteri nascosti.
- Gerolamo Fracastoro e Gerolamo Cardano esplorano l'attrazione universale, posizionando l'uomo come microcosmo centrale tra mondo sensibile, celeste e intelligibile.
Nel Rinascimento la magia deve essere intesa come introduzione alla scienza. Infatti, essa, nonostante urti la sensibilità dei moderni, in realtà deve essere vista come il primo scalino verso la considerazione scientifica della natura, il cui primo apporto significativo è stato dato dalla filosofia di B. Telesio.
Il rapporto con il mondo reale
Nel Rinascimento il rapporto con il mondo reale è fondamentale e costituisce un elemento fortemente caratterizzate dell’uomo. Nel mondo medioevale, lo studio della natura era assimilato ad una forma di distrazione da ogni forma di meditazione interiore sul proprio destino. Invece, nel Rinascimento poiché il destino dell’uomo si deve realizzare nel mondo, ne deriva che la ricerca naturalistica occupa un posto di eccellenza. Già Aristotele aveva preso le difese di un ordine necessario del mondo come fondamento di ogni ricerca naturalistica. La ricerca naturalistica rinascimentale arriva alla sua piena maturazione attraverso tre gradi: la magia, la filosofia naturale, la scienza
La magia e i suoi presupposti
La magia si fonda su due presupposti, derivati dal neo-platonismo: 1) il mondo della natura si ritiene mosso da forze, sostanzialmente simili all’uomo 2) la pretesa dell’uomo di assoggettare queste forze.
Figure di maghi rinascimentali
La prima figura di mago è un umanista tedesco: Giovanni Reuchlin, spinto da Pico della Mirandola verso studi misteriosi o cabalistici. La figura più conosciuta di mago è Teofrasto Paracelso, vissuta nella prima metà del XVI secolo. Secondo Paracelso, il mago grazie alla forza della sua fede esercita sullo spirito dell’uomo e sullo spirito della natura un influsso che libera poteste fino ad allora sconosciute e nascoste per fare cose fino ad allora ritenute impossibili. In ogni cosa, egli ricerca la quinta essenza, cioè l’estratto ottenuto separando l’elemento dominante da tutti gli altri. Nella quinta essenza sono contenuti gi arcani cioè le forze che operano in un minerale, in una pietra preziosa o in una pianta. Della quinta essenza si serve la medicina per guarire i mali
L'attrazione universale secondo Fracastoro e Cardano
In Italia il tema dell’attrazione fra tutte le cose viene trattato da Gerolamo Fracastoro e da Gerolamo Cardano i quali insistono sulla posizione centrale dell’uomo nel mondo. Come tutti i maghi, anch’essi sostengono l’esistenza di tre mondi: 1) mondo sensibile costituito da quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco) 2) il mondo celeste 3) il mondo intelligibile. L’uomo è posto a centro di questi tre mondi e d esso può essere definito come un microcosmo, perché in lui è presente tutto ciò che si trova nei tre mondi. Per questo motivo, l’uomo è in grado conoscere ed utilizzare la forza che tiene insieme il mondo ed effettuare delle azioni ritenute miracolose.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della magia nel Rinascimento rispetto alla scienza?
- Come cambia il rapporto con il mondo reale nel Rinascimento rispetto al Medioevo?
- Quali sono i presupposti della magia secondo il neo-platonismo?
- Come viene concepita l'attrazione universale da Fracastoro e Cardano?
La magia nel Rinascimento è vista come un'introduzione alla scienza, rappresentando il primo passo verso una considerazione scientifica della natura, come evidenziato dalla filosofia di B. Telesio.
A differenza del Medioevo, dove lo studio della natura era considerato una distrazione, nel Rinascimento il rapporto con il mondo reale diventa fondamentale, con la ricerca naturalistica che occupa un posto di eccellenza.
La magia si basa su due presupposti: la convinzione che il mondo naturale sia mosso da forze simili all'uomo e la pretesa dell'uomo di controllare queste forze.
Fracastoro e Cardano trattano l'attrazione universale sostenendo che l'uomo, posto al centro di tre mondi (sensibile, celeste e intelligibile), è un microcosmo capace di conoscere e utilizzare le forze che uniscono il mondo, realizzando azioni miracolose.