MIUR
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario
Undicesimo Rapporto sullo Stato del Sistema Universitario
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Versione provvisoria
- Gennaio 2011 -
Il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario è previsto dall’articolo 2 della legge 370/99.
Il Comitato è organo istituzionale del MIUR con il compito di: fissare i criteri generali per la valutazione delle attività delle università; predisporre una relazione annuale sulla valutazione del sistema universitario; promuovere la sperimentazione, l'applicazione e la diffusione di metodologie e pratiche di valutazione; determinare la natura delle informazioni e dei dati che i nuclei di valutazione degli atenei sono tenuti a comunicare; attuare un programma annuale di valutazioni esterne delle università o di singole strutture didattiche; effettuare valutazioni tecniche su proposte di nuove istituzioni universitarie statali e non statali in vista dell'autorizzazione al rilascio di titoli aventi valore legale; predisporre rapporti sullo stato di attuazione e sui risultati della programmazione; predisporre studi e documentazione sullo stato dell'istruzione universitaria, sull'attuazione del diritto allo studio e sugli accessi ai corsi di studio universitari; predisporre studi e documentazione per la definizione dei criteri di riparto della quota di riequilibrio del fondo per il finanziamento ordinario delle università; svolgere per il Ministro attività consultive, istruttorie, di valutazione, di definizione di standard, di parametri e di normativa tecnica, anche in relazione alle distinte attività delle università, nonché ai progetti e alle proposte presentate dalle medesime.
Con decreto del 14 maggio 2004, esaurito il primo mandato quadriennale, il Comitato è stato ricostituito e sono stati nominati i seguenti membri: prof. Luigi Biggeri (Presidente), prof. Giovanni Azzone, prof. Carlo Calandra Buonaura, prof. Alessandro Corbino, prof. Giacomo Elias, prof. Luigi Fabbris, dott. Guido Fiegna, dott.ssa Daniela Primicerio, prof. Patrizio Rigatti. In occasione della riunione di insediamento del Comitato, il prof. Giovanni Azzone è stato eletto Vicepresidente. Il Comitato è stato prorogato sino all’effettiva operatività dell’ANVUR.
Il decreto istitutivo assegna al Comitato una segreteria amministrativa e tecnica per assicurare il supporto necessario. Inoltre, per le esigenze derivanti dall'attività del Comitato, possono essere affidati incarichi ad esperti, a gruppi di lavoro, enti e società specializzate per lo svolgimento di ricerche, studi e indagini.
I documenti prodotti dal Comitato si articolano nelle seguenti tipologie:
- DOC Documenti prodotti dal Comitato in ottemperanza alle disposizioni di legge o su richiesta di parere da parte del Ministro;
- RdR Rapporti di ricerca prodotti da altri per conto del Comitato;
- REPRINT Relazioni presentate a convegni e articoli pubblicati in altra sede da parte di componenti del Comitato. Il contenuto di tali studi è, ovviamente, responsabilità degli autori e non frutto del lavoro collegiale del Comitato.
Ulteriori informazioni sul Comitato e sulla documentazione fin qui prodotta sono contenute nel sito internet: www.cnvsu.it.
La documentazione del preesistente Osservatorio è contenuta nel sito internet: www.murst.it/osservatorio.
Tel. 06/9772.6401/6410 – fax 06/9772.6480 – e-mail: valuniv@miur.it
Indice
1 Sintesi del Rapporto annuale (parte da inserire)
Parte prima: la formazione universitaria
Parte prima: la formazione universitaria
2 La domanda e l’offerta di formazione universitaria di primo e di secondo livello
2.1 La domanda potenziale e quella effettiva: i maturi, gli immatricolati e gli iscritti
2.2 Le caratteristiche degli immatricolati
2.2.1 Gli immatricolati per età e per anni di distanza dal conseguimento del diploma
2.2.2 Gli immatricolati per voto di diploma di scuola secondaria superiore
2.2.3 La mobilità regionale degli immatricolati e gli studenti stranieri
2.3 Le caratteristiche degli iscritti
2.3.1 Gli iscritti per età
2.3.2 Gli iscritti a tempo parziale
2.4 L’offerta didattica e la sua organizzazione
2.4.1 Il corpo docente nelle università
2.4.2 L’offerta di corsi di laurea e di laurea specialistica
2.4.3 La distribuzione territoriale dell’offerta
2.4.4 L’offerta di insegnamenti
2.4.5 I docenti per corso di studio e gli insegnamenti per docente
2.5 Indicatori di processo
2.5.1 L’evoluzione nel tempo per vecchio e nuovo ordinamento
2.5.2 L’analisi per gruppo di facoltà
2.5.3 Una analisi della variabilità degli indicatori di ogni gruppo di facoltà tra gli atenei
2.6 L’output della formazione universitaria di primo e secondo livello
2.6.1 L’evoluzione del numero di laureati
2.6.2 I laureati per età
2.6.3 La regolarità dei laureati
2.6.4 I laureati precoci
2.7 Una stima di indicatori di efficienza dei processi formativi confrontabili, per le lauree triennali
3 L’offerta di servizi agli studenti
3.1 Introduzione
3.2 Le informazioni fornite dalle università: i requisiti di trasparenza
3.3 Orientamento e tutorato
3.4 Stage e tirocini
3.4.1 L’organizzazione del servizio
3.4.2 I tirocini curriculari
3.4.3 Gli stage post-laurea
3.5 La mobilità internazionale degli studenti
3.5.1 I flussi di mobilità internazionale
3.5.2 Il sostegno finanziario
3.5.3 I crediti acquisiti all’estero
3.6 Gli interventi degli Enti per il diritto allo studio universitario
3.6.1 Introduzione
3.6.2 Il quadro normativo
3.6.3 Le risorse impiegate
3.6.4 La principale forma di intervento: la borsa di studio
3.6.5 Il servizio alloggio
3.6.6 Il servizio di ristorazione
3.7 Gli esoneri dalla tassa d’iscrizione e dai contributi universitari
3.8 L’opinione degli studenti frequentanti sulla didattica
4. La formazione alla ricerca: i dottorati di ricerca
4.1 Caratteristiche generali dell’offerta formativa e della domanda
4.2 La copertura finanziaria delle borse di studio
4.3 Le caratteristiche dei dottorandi
L’inserimento professionale dei dottori di ricerca
4.4
4.4.1 La condizione occupazionale a tre e a cinque anni dal dottorato
4.4.2 Lavoro stabile e nel campo della ricerca: per quanti Dottori?
4.4.3 Le retribuzioni e la soddisfazione per il lavoro
4.5 Considerazioni di carattere generale
Parte seconda
Parte seconda: la gestione delle risorse del sistema
5. Le risorse umane delle università: caratteristiche attuali ed evoluzione negli ultimi anni)
5.1 Premessa
5.2 Situazione attuale: consistenza e caratteristiche del personale docente di ruolo delle Università statali e non statali al 3.11. 2010
5.2.1 Docenti utilizzati nelle varie istituzioni universitarie, per qualifica e aree scientifico-disciplinari e facoltà di appartenenza
5.2.2 La composizione per fasce d’età del personale e per aree scientifico-disciplinari nel 2010
5.2.3 La presenza femminile tra il personale docente
5.3 L’evoluzione quantitativa del personale docente in servizio nelle università statali e non statali dal 1998 al 2010
5.3.1 L’evoluzione del personale docente per qualifica
5.3.2 L’evoluzione della struttura per età dei docenti
5.3.3 L’evoluzione delle età di ingresso nei ruoli dei docenti dal 2000 al 2010
5.3.4 L’evoluzione della presenza femminile tra il personale docente di ruolo dell’università
5.4 Analisi delle caratteristiche delle entrate e delle uscite dal sistema universitario dal 1999 al 2010
5.4.1 Il reclutamento dei docenti dopo la Legge n. 210 del 1998
5.4.2 Le caratteristiche delle uscite dal sistema: il turn-over effettivo (2000-2010)
5.5 Le stime del turn-over teorico del personale docente (2011-2015) nelle università statali e non statali
5.6 Gli “assegnisti di ricerca”
5.7 Il personale amministrativo e tecnico di ruolo nelle università statali alla fine del 2009
5.8 L’evoluzione del personale tecnico e amministrativo nelle università statali dal 2005 al 2009
5.8.1 La presenza femminile tra il personale amministrativo e tecnico
5.8.2 I flussi di ingresso ed uscita per il personale amministrativo e tecnico
5.8.3 Il personale con rapporti a tempo determinato
6 La politica delle risorse finanziarie degli atenei statali
6.1 La capacità del sistema universitario di attrarre risorse finanziarie
6.1.1 Le principali componenti delle entrate
6.1.2 Le entrate finalizzate
6.1.3 Analisi dei dati relativi ai Progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN)
6.1.4 Le entrate contributive
6.2 L’impiego delle risorse nel sistema universitario
6.2.2. Un’analisi delle spese per il personale
Parte terza: focus sui confronti internazionali
7 Il sistema universitario italiano in un’ottica internazionale
7.1 La domanda di formazione universitaria
7.2 L’offerta formativa e l’output del processo di formazione dei corsi di studio di tipo A
7.3 La disponibilità dei docenti per studente e la spesa per istruzione universitaria
7.4 La performance delle singole università e dei sistemi universitari: le classifiche internazionali
Nota informativa sulle fonti utilizzate
Appendici
Appendice al Capitolo 2
Appendice al Capitolo 4
Appendice al Capitolo 5
Appendice al Capitolo 6
Capitolo 2. La domanda e l’offerta di formazione universitaria di primo e di secondo livello
In questo capitolo si analizzano la domanda e l’offerta di formazione nelle università statali e non statali1 2. I dati utilizzati sono aggiornati fino all’anno accademico 2008/09 e all’anno solare 2009, tuttavia, pur limitandosi ad alcuni aggregati, si presentano anche i dati, ancorché provvisori, relativi all’anno accademico 2009/10.
La presentazione dei dati e delle analisi è così organizzata: innanzitutto, si illustra la situazione attuale e l’evoluzione della domanda di formazione, mettendo in evidenza quanta parte della domanda “potenziale”, misurata, sia pure approssimativamente, dai maturi della scuola secondaria superiore, si trasforma in domanda “effettiva”, cioè in immatricolati e, con il passare degli anni, in iscritti all’università. Si analizzano poi alcune caratteristiche degli immatricolati per: (i) età e momento in cui effettuano la immatricolazione rispetto al conseguimento della maturità; (ii) voto conseguito alla maturità; (iii) localizzazione della sede universitaria in cui si sono immatricolati (per verificare la loro “mobilità” rispetto alla regione di residenza); nonché alcune caratteristiche degli iscritti per: (i) età e (ii) impegno a tempo pieno e tempo parziale.
Successivamente, si analizza l’offerta didattica e la sua organizzazione, iniziando con la presentazione sintetica del principale fattore che la condiziona, cioè il personale docente3. L’analisi riguarderà distintamente l’offerta dei corsi di laurea e di laurea specialistica e la loro distribuzione sul territorio, nonché l’offerta di insegnamenti.
Il risultato dei processi formativi, e della loro “efficienza”, è poi esaminato sia con riguardo al percorso prima di arrivare alla laurea (in termini di abbandono, “dispersione” e attività o inattività degli studenti), sia in termini di risultato complessivo dei percorsi formativi misurato dal numero di laureati (di primo e secondo livello) e dal tasso di laurea.
Infine, un ultimo paragrafo è dedicato alla presentazione di alcune stime di indicatori di efficienza “comparabili” che consentono di verificare le difficoltà che si incontrano quando si utilizzano, anche per la ripartizione dei fondi, indicatori “parziali” di efficienza, cioè indicatori calcolati non a parità di condizioni (di risorse, di fattori di contesto, ecc.).
Come si vedrà, nel periodo di riferimento, i laureati del primo ciclo di lauree triennali sono presenti dal 2004 ed i primi laureati delle lauree specialistiche dal 20064.
Quantunque siano passati sette anni dall’introduzione generalizzata dei nuovi corsi di studio sulla base della riforma degli ordinamenti didattici (DM 509/99 e DM 270/04), l’intero sistema di formazione universitaria non può ancora considerarsi pienamente a regime, sia per la presenza di corsi del vecchio ordinamento accanto a corsi del nuovo ordinamento, sia per i passaggi di studenti dai corsi del vecchio a quelli del nuovo ordinamento, senza considerare che dopo tale data vi sono stati ulteriori cambiamenti istituzionali riguardanti la progettazione e la modifica degli ordinamenti didattici5.
1 I dati presentati si riferiscono a 93 istituzioni universitarie, statali e non statali. Le università non statali comprendono anche le università telematiche.
2 Per la descrizione delle fonti e delle caratteristiche dei dati si rinvia alla Nota Informativa contenuta in Appendice.
3 Un’analisi dettagliata della situazione e dell’evoluzione del personale delle università è riportata nel capitolo 5 destinato alle risorse umane.
4 Va precisato che, seppure in minima parte, sono presenti laureati triennali anche negli anni 2002 e 2003.
5 Il DM. 26.7.2007, n. 386 sulle linee guida per la progettazione dei nuovi ordinamenti didattici e il DM 31.10.2007, n. 544 sui Requisiti necessari hanno dato avvio all’ulteriore modifica degli ordinamenti didattici. Tale revisione ha previsto l’avvio parziale dei nuovi corsi dall’a.a. 2008/09 e quindi sarà praticamente impossibile valutare gli effetti netti della riforma partita nel 2001/2002.
2.1 La domanda potenziale e quella effettiva: i maturi, gli immatricolati e gli iscritti
Nell’anno accademico 2008/09, prosegue la tendenza alla diminuzione, sia pure modesta, di nuovi ingressi nel sistema universitario, confermata anche dai dati provvisori del 2009/10, mentre si arresta quella relativa al numero complessivo degli iscritti (Tabella 2.1).
Nel dettaglio, il numero degli immatricolati per la prima volta ad un corso di laurea universitario ha raggiunto il massimo di oltre 338mila immatricolati nell’anno accademico 2003/04 per poi però diminuire progressivamente fino a quota 294.933 nel 2008/09 (Tabella 2.1 e Figura 2.1), con una ulteriore diminuzione nel 2009/10, per attestarsi a 293.179 immatricolati.
Praticamente quasi tutti gli immatricolati (il 99,2%) accedono a corsi del nuovo ordinamento (Tab. 2.4).
Il numero totale di iscritti, che permane nel corso degli anni sempre di poco superiore a 1.800 mila, aveva raggiunto un picco di quasi 1.824 mila iscritti nell’anno accademico 2005/06 ridottisi nell’anno accademico 2007/08 a poco più di 1.809 mila, per risalire nel 2008/09 a 1.812 mila. I dati provvisori 2009/10 fanno registrare una diminuzione di circa 15mila unità del numero totale degli iscritti, che così scendono, sia pure di poco, sotto il milione e ottocentomila.
La maggior parte degli studenti iscritti lo è ora a corsi del nuovo ordinamento. Gli studenti iscritti al vecchio ordinamento continuano a diminuire, a causa dell’uscita dal sistema degli studenti dei corsi pre-riforma (Tab. 2.4 e Fig. 2.3) e la loro percentuale rispetto al totale degli iscritti scende a quota 9,1%, oltre due punti in meno del precedente anno. Permangono gli oltre tremila immatricolati al vecchio ordinamento di Scienze della formazione primaria.
A parte questi dati di carattere generale, è certamente interessante verificare quanta parte della domanda “potenziale”, misurata, sia pure approssimativamente, dai maturi della scuola secondaria superiore, si trasforma in domanda “effettiva”, cioè in immatricolati. A questo riguardo, per comprendere bene il processo, in realtà è necessario considerare come domanda “potenziale” iniziale il numero dei giovani della classe di età corrispondente all’età teorica di conseguimento del diploma di maturità e, successivamente, il numero dei maturi che sono coloro che in pratica si possono iscrivere all’università.
I tre indicatori calcolati sulla base di tali informazioni e riportati nelle Tabelle 2.2 e 2.3 e nelle Figure 2.1 e 2.2 consentono di verificare quanto è accaduto dall’anno accademico 1980/81 al 2008/09.
Come si può vedere, il rapporto percentuale tra Maturi e 19enni - cioè l’indicatore di conseguimento del diploma d’istruzione superiore - dopo un aumento dall’a.a. 2001/2002 all’a.a. 2006/07 fino al 77,5%, negli ultimi due anni è sceso a quota 74,0%.
Il rapporto percentuale tra Immatricolati e Maturi - cioè l’indicatore di proseguimento agli studi dalla scuola superiore all’università, che indica quanta parte della domanda potenziale si trasforma in domanda effettiva - dopo il picco del 2002/03 (74,5%) subisce anch’esso una progressiva diminuzione, fino al 66,0% nel 2008/09, circa due punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente. La diminuzione è confermata anche dai dati provvisori del 2009/10.
Tabella 2.1 - Diciannovenni, maturi, immatricolati, totale degli iscritti, iscritti regolari, laureati e diplomati universitari nell’università italiana, dall’a.a. 1980/81 al 2009/10
Laureati e diplomati (anno t)
Iscritti Iscritti
19enni Maturi Immatricolati di cui in corsi di
Anno a. t/t+1 totali * regolari**
(31.12.t) (a. s. t-1/t) (a.a. t/t+1) N. laurea specialistica
(a.a.t/t+1) (a.a.t/t+1) totale non a ciclo unico
1980/81 858.959 328.825 244.071 1.060.274 776.443 73.927
1981/82 889.383 338.823 244.645 1.072.674 785.925 73.735
1982/83 917.523 347.125 245.219 1.085.074 795.407 73.544
1983/84 970.925 375.559 245.794 1.097.475 804.889 73.353
1984/85 951.466 378.762 246.368 1.109.875 814.371 73.161
1985/86 946.539 382.216 246.
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XI Rapporto del CNVSU sullo stato del sistema universitario

Dai dati del XI Rapporto del CNVSU sullo stato del Sistema Universitario risulta che il numero dei neodiplomati che decidono di iscriversi all’università nel 2009/2010 è sceso al 65,7% (-0,3% rispetto all'a.a. precedente). E se si guarda più indietro nel passato, negli ultimi otto anni le matricole sono calate drasticamente: da oltre 338mila nel 2003/2004 a 293.179 nel 2009/2010.
Abbandoni e fuoricorso
La percentuale di abbandono fra il primo e il secondo anno cala dal 17,5% al 16,7%. Tuttavia aumenta il tempo di permanenza degli studenti all’università: circa il 40% è fuoricorso, e solo nelle facoltà a numero chiuso la situazione è migliore.
Borse di studio
Anche i fondi per le borse di studio sono diminuiti e piuttosto bassa risulta essere anche la percentuale degli studenti idonei che riescono ad ottenere il pagamento della borsa a loro favore: si parla di una media nazionale dell’81,8%.
Studio all'estero
Non andiamo bene neanche nei programmi di scambio culturale (vedi Erasmus). Solamente 4 iscritti su 100 al biennio di laurea specialistica partono per un periodo di studio all’estero; peggio gli iscritti alla triennale perché appena l'1% sceglie un’università straniera per perfezionare i suoi studi.
Per approfondire scarica il XI Rapporto del CNVSU sullo stato del Sistema Universitario