Concetti Chiave
- Wertheimer identifica due strategie per risolvere problemi: tipo A, basata su creatività e intuizione, e tipo B, che applica erroneamente conoscenze preesistenti.
- L'esperimento del parallelogramma dimostra l'importanza dell'apprendimento cognitivo, evidenziando la necessità di ristrutturare i compiti scolastici per favorire soluzioni originali.
- Durante l'esperimento, alcuni alunni richiedevano spiegazioni, altri applicavano meccanicamente formule, mentre solo pochi trovavano soluzioni innovative trasformando il problema.
- Una bambina ha mostrato una ristrutturazione originale, trasformando il parallelogramma in un rettangolo, grazie alla sua intuizione e comprensione del problema nel suo insieme.
- È fondamentale distinguere tra soluzioni corrette e reale comprensione del problema, poiché i metodi logici possono essere applicati senza un vero ragionamento.
Quali sono le strategie di risoluzione dei problemi?
Wertheimer individua due strategie per la risoluzione dei problemi: quelle che conducono a soluzioni di tipo A, in cui prevalgono la creatività e l’intuizione, e quelle che conducono a soluzioni di tipo B, nelle quali vengono applicate in modo erroneo nozioni già note. È importante sottolineare che entrambi i tipi di strategie si fondano su esperienze precedenti ma solo le soluzioni di tipo A sono effettivamente caratterizzate da un’originalità organizzativo strutturale.
Esperimento del parallelogramma
L’esperimento del parallelogramma fu condotto con bambini della scuola elementare e costituisce una delle dimostrazioni degli straordinari risultati conseguibili tramite l’apprendimento cognitivo - e certamente non ottenibili attraverso quello di tipo applicativo -, a patto, però, che l’alunno sia effettivamente messo in grado, da parte dell’insegnante, di ristrutturare in maniera personale il compito scolastico. Sullo sfondo, la tesi di base della Gestalt: “Il tutto è ben più della somma delle sue parti”. Wertheimer iniziava l’esperimento spiegando come si ricava l’area di un rettangolo e per dimostrarlo divideva la figura in tanti quadratini; quindi mostrava come l’area fosse il prodotto del numero dei quadratini di una fila per il numero delle file che componevano il rettangolo.
Soluzioni di tipo A e B
Successivamente, veniva presentato un parallelogramma di carta e veniva chiesto agli alunni di trovarne l’area. Alcuni di loro esigevano delle spiegazioni riguardo la risoluzione del compito, sostenendo che si trattava di un problema nuovo che non erano in grado di risolvere autonomamente. Altri applicavano meccanicamente al secondo problema la formula già utilizzata per risolvere il primo, adoperando una strategia che conduceva a una classica soluzione di tipo B. Solo alcuni, infine, giunsero ad autentiche soluzioni di tipo A. Una bambina, in particolare, chieste delle forbici, tagliò i due lati obliqui del parallelogramma che creavano, all’estremità sinistra e all’estremità destra, due parti sporgenti dalla figura; dopodiché prese una delle due estremità e la spostò dall’altra parte della figura facendola combaciare con il lato opposto, ottenendo così l’effetto di trasformare il parallelogramma in un rettangolo.
Capacità di ristrutturazione originale
La bambina aveva dimostrato un’autentica capacità di cogliere la situazione nella sua interezza, risolvendo il problema con una soluzione non solo corretta ma soprattutto originale, che le aveva permesso di trasformare il nuovo problema in un problema a lei familiare e di cui conosceva la soluzione. Tale soluzione dipendeva certamente in buona parte dalle esperienze precedenti, ma era soprattutto il risultato di una ristrutturazione originale di quelle
esperienze operata grazie all’intervento dell’intuito. Era pervenuta a una soluzione di tipo A trasformando il parallelogramma in una forma (Gestalt) migliore, cioè quella di un rettangolo. Anche in presenza di una soluzione corretta, tuttavia, è importante riuscire a capire se tale soluzione è il risultato di una effettiva comprensione del problema. Sia il procedimento logico induttivo sia quello deduttivo, infatti, possono essere applicati meccanicamente, senza ragionare. Il metodo induttivo, peraltro, è sostanzialmente un procedimento per prove ed errori. La capacità – indispensabile - di percepire il problema come un tutto organico deve dunque andare di pari passo con la capacità di percepire i motivi per i quali un dato metodo ha condotto a un determinato risultato.
Domande da interrogazione
- Quali sono le due strategie di risoluzione dei problemi identificate da Wertheimer?
- Qual è l'importanza dell'esperimento del parallelogramma condotto da Wertheimer?
- Come si differenziano le risposte degli alunni nel risolvere il problema del parallelogramma?
- Qual è la chiave della ristrutturazione originale mostrata dalla bambina nell'esperimento?
- Perché è fondamentale comprendere il processo che porta a una soluzione, anche se corretta?
Wertheimer distingue tra strategie che portano a soluzioni di tipo A, caratterizzate da creatività e intuizione, e strategie di tipo B, che applicano erroneamente nozioni già note. Solo le soluzioni di tipo A mostrano un'originalità strutturale.
L'esperimento dimostra i risultati straordinari dell'apprendimento cognitivo, evidenziando che gli alunni devono essere in grado di ristrutturare il compito scolastico per ottenere risultati originali, in linea con la tesi della Gestalt.
Alcuni alunni chiedevano spiegazioni, altri applicavano meccanicamente la formula del rettangolo (soluzione di tipo B), mentre solo pochi, come una bambina, trovavano soluzioni originali di tipo A, trasformando il parallelogramma in un rettangolo.
La bambina ha dimostrato una capacità di percepire la situazione nella sua interezza, trasformando il parallelogramma in un rettangolo, il che evidenzia l'importanza dell'intuizione e dell'esperienza pregressa nella risoluzione dei problemi.
È essenziale capire se la soluzione deriva da una reale comprensione del problema, poiché sia il metodo induttivo che quello deduttivo possono essere applicati meccanicamente, senza un'effettiva analisi del problema come un tutto organico.