Concetti Chiave
- La storia di Jean Calas, pastore protestante, coinvolge un'accusa di omicidio nei confronti del padre, che cerca di proteggere la reputazione del figlio trovato impiccato.
- Voltaire critica la condanna a morte di Calas, sostenendo che è stata influenzata da fattori religiosi e fanatismo, creando un "inferno sulla Terra".
- Secondo Voltaire, la pena di morte è sia inutile che inumana, poiché elimina potenziali contributori alla società e trasforma lo stato in un'entità violenta.
- La tortura è vista da Voltaire come inumana e degradante, causando sofferenza sia a chi la subisce che a chi la infligge, risultando quindi inefficace.
- La tolleranza è presentata come una virtù fondamentale, necessaria per riconoscere le imperfezioni umane e promuovere rapporti pacifici tra le persone.
Indice
La tragedia di Jean Calas
Il libro si apre con la vicenda di Jean Calas, un pastore protestante padre di quattro figli, che è stato accusato di aver ucciso il figlio trovato impiccato nella sua casa. Il figlio maggiore, nonostante aveva studiato legge, a causa della sua religione non riusciva a trovare lavoro, così decise di convertirsi. La sera prima del battesimo però, il fratello con un amico trovano il ragazzo impiccato alla trave della cantina.
Il padre, Jean Calas, impedisce ai presenti di rivelare che il figlio si è suicidato perché a quell'epoca i suicidi venivano denudati, messi a faccia in giù e trascinati per le strade. Jean Calas in realtà voleva risparmiare al figlio tale umiliazione, ma facendo ciò si iniziò a diffondere la voce che era stato lui stesso ad uccidere il figlio perché non era d'accordo con la sua conversione. Il pastore fu quindi condannato a morte.
Voltaire e la pena di morte
Voltaire è contrario alla decisione presa dai giudici(quella di condannare Jean Calas a morte) perché le prove che loro hanno considerato sono state date dai fanatici delle autorità religiose.
Continua inoltre dicendo che la società, che si definisce civile, uccide spinta dal fanatismo religioso, per fare una cosa grata a Dio e per liberare la terra dal male, ma facendo ciò hanno creato l'inferno sulla Terra.
Voltaire pensa che la pena di morte sia inutile ed inumana:
1. Inutile- Elimina il colpevole che potrebbe essere utile alla comunità per dei lavori utili allo Stato, ovvero per il bene pubblico;
- Ciò potrebbe inoltre anche riabilitarlo nella società;
2. Inumana- Trasforma lo stato in uno stato “Barbaro e violento”.
- Voltaire diceva: “La morte è un diritto naturale e quando non lo è, è quando qualcuno ti uccide: un ladro, lo stato che ti manda in guerra [… ] Tutto ciò che non è naturale è violento”.
Significato: per voltaire lo stato è un serial killer, perché uno stato che ti insegna a non uccidere ma poi lui stesso uccide lo rende un assassino. Per voltaire, per i crimini più violenti lo Stato dovrebbe dare l’ergastolo
- Semplice: la pena di morte viene data da un giudice, un essere umano, quindi è soggetta ad errore. Se per errore il giudice punisse un innocente, l’errore sarebbe irreversibile quindi non potrebbe essere corretto.
La tortura secondo Voltaire
Voltaire definisce la tortura inumana e degradante sia per chi la subisce che chi per la commette. Chi la commette diventa un sadico , una bestia. Inoltre è anche inutile torturare qualcuno, perché pur di far smettere chi lo frusta, ammetterà di aver compiuto anche crimini che non ha mai commesso.
1.
Qual è il valore della tolleranza?
La tolleranza è una forma di indulgenza nei confronti delle imperfezioni e dei fallimenti umani:
“È prerogativa dell'umanità; siamo tutti intrisi di debolezze ed errori; perdoniamoci a vicenda la nostra stoltezza, è la prima legge di natura”.
La tolleranza è una virtù che deve guidare gli uomini nei loro rapporti:
La tolleranza è un concetto universale che dovrebbe essere abbracciato da tute le società:
Il principio fondamentale su cui si basa la tolleranza è il probabilismo.
Poiché la verità è inaccessibile e le nostre credenze sono solo probabili, il dogmatismo è privo di significato:
Nessuna delle mie convinzioni o credenze può affermare di essere basata su una certezza assoluta. Di conseguenza, nessuno può arrogarsi il diritto di imporsi esclusivamente a scapito degli altri, e tanto meno di soffocarli o condannarli:
Poiché ogni credenza è necessariamente accompagnata da un margine di incertezza, è necessaria la tolleranza reciproca.
Il trattato sulla tolleranza
Il trattato sulla tolleranza come un inno alla ragione
Nel capitolo 5 apprendiamo che la ragione è Nel capitolo 11 si invoca questo dio che “Predicava solo la dolcezza e la pazienza”.
Il capitolo successivo non manca di invocare questo Gesù Cristo che “Predica la mansuetudine, la pazienza, l'indulgenza”.
Infine, al capitolo 24, l'autore del Trattato ricorda di aver lavorato alla sua opera “al solo scopo di rendere gli uomini più pietosi e più dolci”.
Domande da interrogazione
- Qual è la vicenda centrale che coinvolge Jean Calas?
- Qual è la posizione di Voltaire riguardo alla pena di morte?
- Come definisce Voltaire la tortura?
- Qual è il significato della tolleranza secondo Voltaire?
- Qual è l'obiettivo del "Trattato sulla tolleranza"?
Jean Calas, un pastore protestante, è accusato ingiustamente di aver ucciso il figlio, trovato impiccato. La sua decisione di nascondere il suicidio per evitare umiliazioni porta alla sua condanna a morte, nonostante la mancanza di prove concrete.
Voltaire si oppone fermamente alla pena di morte, considerandola inutile e inumana. Sostiene che essa elimina potenziali contributi alla società e trasforma lo Stato in un'entità violenta e barbarica.
Voltaire considera la tortura inumana e degradante, sia per la vittima che per il carnefice, e la ritiene inutile poiché costringe le persone a confessare crimini che non hanno commesso.
La tolleranza è vista da Voltaire come una virtù fondamentale che deve guidare le relazioni umane, riconoscendo le imperfezioni e gli errori di ciascuno, e basandosi sul principio del probabilismo, che implica che nessuna credenza possa essere considerata assoluta.
Il "Trattato sulla tolleranza" è un inno alla ragione e alla pietà, mirato a rendere gli uomini più dolci e comprensivi, invocando valori come la pazienza e l'indulgenza, come esemplificato nei capitoli che citano la figura di Gesù Cristo.