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Concetti Chiave

  • Negli anni sessanta del Settecento, Voltaire intensifica la sua lotta contro l'intolleranza, il fanatismo e la superstizione, criticando anche un sistema giuridico basato su di essi.
  • Il grido di battaglia di Voltaire, «Écrasez l'Infâme!», evidenzia la sua opposizione al fanatismo religioso, specialmente quello della religione cristiana, presente in molti dei suoi scritti.
  • Voltaire si definisce deista e critica le religioni "positive" che sfociano in superstizione, sostenendo che una religione razionale è necessaria per l'ordine sociale.
  • La sua affermazione «Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo» riflette la convinzione che una religione popolare e razionale sia preferibile all'ateismo per la società.
  • La polemica di Voltaire si manifesta in opere come il "Dizionario filosofico" e i "Quesiti sull'Encyctopédie", dove difende il valore della tolleranza e critica la religione giudaico-cristiana.

Voltaire e la lotta contro l'intolleranza?

Negli anni sessanta del Settecento, alle polemiche filosofiche Voltaire unisce una lotta sempre più accesa contro l'intolleranza, il fanatismo, la superstizione e contro le aberrazioni di un sistema giuridico che su questa intolleranza si fonda (il tema della difesa della tolleranza da parte di Voltaire si trova nella "La tolleranza in Inghilterra e nell'Illuminismo").

Il grido di battaglia di Voltaire

«Écrasez l'Infâme!», «Schiacciate l'Infame» è il vero e proprio grido di battaglia che Voltaire ripete ossessivamente in questi anni. L'Infâme è per Voltaire il fanatismo religioso così come si incarna particolarmente nella religione cristiana, e gli scritti di questi anni dal Dizionario filosofico (1764) ai Quesiti sull'Encyctopédie (177032) sono tutti pervasi da una violenta polemica contro la religione giudaico-cristiana.

La visione deista di Voltaire

Voltaire, come sappiamo, è deista, ed è proprio a partire da questa sua convinzione nell'esistenza di un Essere supremo che muove il suo attacco nei confronti delle religioni "positive". E' la lotta contro la religione degenerata in superstizione, non contro la religione in quanto tale. Al contrario, Voltaire si dice convinto che la religione sia anche socialmente necessaria come elemento di ordine e di coesione. Una religione "popolare", razionale e deista, è più augurabile dell'ateismo dal punto di vista della collettività umana: «Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo», suona il forse più celebre epigramma voltairiano.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale obiettivo della lotta di Voltaire contro l'intolleranza?
  2. Voltaire si oppone all'intolleranza, al fanatismo e alla superstizione, criticando un sistema giuridico che si basa su tali aberrazioni, come evidenziato nella sua opera "La tolleranza in Inghilterra e nell'Illuminismo".

  3. Cosa rappresenta il grido di battaglia "Écrasez l'Infâme!" per Voltaire?
  4. Questo grido simboleggia la sua lotta contro il fanatismo religioso, in particolare quello cristiano, e permea i suoi scritti del periodo, come il "Dizionario filosofico" e i "Quesiti sull'Encyctopédie".

  5. Qual è la visione deista di Voltaire riguardo alla religione?
  6. Voltaire sostiene l'esistenza di un Essere supremo e critica le religioni "positive" che degenerano in superstizione, ritenendo che una religione razionale e deista sia necessaria per l'ordine sociale, come espresso nel suo famoso epigramma: «Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo».

Domande e risposte

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