Concetti Chiave
- La vita a Sparta era caratterizzata da durezza e semplicità, con leggi che vietavano l'ingresso a stranieri per preservare la propria cultura.
- Gli Spartani erano noti per la loro ignoranza rispetto ad altre città greche, ritenendo le arti e la scrittura distrazioni dall'attività militare.
- Apprezzavano solo opere come l'Iliade, considerata appropriata per il suo tema di guerra, e limitavano la musica a inni di battaglia.
- I bambini venivano esaminati alla nascita dai padri; quelli considerati deboli venivano abbandonati, mentre i robusti erano allevati secondo i valori spartani.
- Le madri educavano i figli fino ai sette anni, dopo i quali l'istruzione passava sotto il controllo dello stato.
La vita spartana
La vita nella «polis» di Sparta fu dunque dura, difficile, in un’atmosfera di timore.
Mentre nelle altre «poleis» la rinascita si rifletteva in benessere esteso a strati sempre più vasti della popolazione, e si manifestava anche nella raffinatezza dei gusti e nello sviluppo della cultura, a Sparta si viveva in modo semplice, rozzo. Per molto tempo fra le leggi di Sparta fu quella che vietava l’ingresso nella «polis» ad ospiti stranieri, per timore che costoro, recando usi e costumi forestieri, corrompessero la severità spartana.
Cultura e ignoranza a Sparta
Così gli Spartani restarono a lungo i più ignoranti fra i Greci: per essi scrivere racconti o poesie, dipingere, erano attività effeminate, che distoglievano l'uomo dall’azione, dalla attività militare. Fra le pochissime opere della letteratura greca che finirono per accettare, ammirarono soprattutto l’Iliade, che è un poema di guerra; in campo musicale ammisero solo inni di battaglia ed una strana, stridula musica con la quale si accompagnavano le truppe in combattimento.
Che cos'è l'educazione spartana?
A questo concetto della vita venivano educate le generazioni di giovani. I bambini, appena nati, erano presentati al padre, il quale li esaminava attentamente: se presentavano difetti fisici, o erano troppo gracili, venivano abbandonati a morte sicura sul monte Taigeto. I bambini robusti venivano invece affidati alle madri, anche esse depositarie del concetto spartano della vita. Infatti le bambine spartane erano addestrate a sopportare freddo, fame, a non abbandonarsi alla vanità, a compiere rudi esercizi fisici insieme con i maschi. Una volta madri, queste donne educavano i figli alla stessa scuola alla quale erano state.
I piccoli Spartani restavano con le madri sino al settimo anno di età, poi la loro educazione passava allo stato.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali della vita a Sparta?
- Come veniva percepita la cultura e l'arte a Sparta?
- Qual era il sistema educativo spartano per i giovani?
La vita a Sparta era dura e difficile, caratterizzata da un'atmosfera di timore e da una semplicità rozza, in contrasto con il benessere delle altre poleis greche. Gli Spartani temevano l'influenza di usi e costumi stranieri, vietando l'ingresso a ospiti non spartani.
Gli Spartani erano considerati i più ignoranti tra i Greci, ritenendo attività come la scrittura e la pittura effeminate e distrattive rispetto all'azione militare. Ammiravano solo opere come l'Iliade, legate alla guerra, e accettavano solo inni di battaglia nella musica.
I bambini spartani venivano esaminati dai padri alla nascita; quelli con difetti fisici venivano abbandonati, mentre i robusti venivano educati dalle madri e, a partire dal settimo anno, passavano sotto l'educazione statale, che enfatizzava la resistenza e l'addestramento fisico.