Concetti Chiave

  • I Goti, originari di Gotland, si divisero in Ostrogoti e Visigoti e migrarono verso sud nel III secolo d.C.
  • Nel IV secolo, molti Visigoti si convertirono all'arianesimo grazie all'intervento del vescovo Ulfila.
  • Dopo aver attraversato il Danubio nel 376, i Visigoti ottennero terre nella Mesia inferiore dall'imperatore Valente.
  • Il sacco di Roma del 410 portò a una vasta fuga di abitanti e al sequestro di Galla Placidia da parte dei Visigoti.
  • La presenza dei Visigoti in Italia terminò con Ataulfo, che si stabilì in Gallia e fondò un governo gallo-romano.

Origini e migrazioni dei Goti

I Goti, originari delle regioni baltiche, ed esattamente dall’isola di Gotland, intorno al III secolo d.C., emigrarono verso il sud e si divisero in due rami, Ostrogoti e Visigoti: questi ultimi si stanziarono a nord del Mar Nero.

Conversione e insediamento dei Visigoti

Nel IV secolo, una gran parte di essi si convertì all’arianesino, soprattutto a seguito dell’intervento del vescovo Ulfila.

Nel 376, spinti dagli Unni, i Visigoti abbandonato il territorio dell’antica Dacia romana, dove si erano in seguito insediati, attraversarono il Danubio e l’imperatore Valente concesse loro il permesso di insediarsi nella Mesia inferiore, corrispondente a parte dell’odierna Romania e Bulgaria.

Conflitti con l'Impero Romano

L’anno successivo si misero ancora in marcia e sconfissero l’esercito romano prima a Marcianopoli poi a Adrianopoli (oggi Edirne) dove lo stesso imperatore Valente perse la vita. Nonostante l’attacco dell’imperatore Teodosio, i Visigioti rimasero nella penisola balcanica.

Alla fine del 382, essi accettarono di diventare foederati dell’Impero e in cambio ottennero la concessione di terre situate nella Mesia e nella Pannonia (parte occidentale dell’odierna Ungheria). La pace fu di breve durata e una nuova rottura degli accordi avvenuta nel 395, spinse i Visigoti fino davanti a Costantinopoli. I Balcani furono allora devastati e il re visigoto Alarico, dopo aver saccheggiato la Grecia, arrivò fino in Illiria. L’Imperatore romano non oppose alcuna resistenza e si rassegnò a lasciare nelle mani visigote la regione dell’Epiro (odierna Albania) dando ad Alarico anche i pieni poteri militari sulla parte occidentale della penisola. Contemporaneamente, un altro gruppo di Visigoti, guidati da un ufficiale che a lungo era stato a servizio di Roma, si sollevò ed arrivo a Costantinopoli. Per fermare i nuovi invasori, l’imperatore dovette ricorrere agli Unni.

Alarico e l'invasione dell'Italia

Nel frattempo, Alarico decise di far avanzare il suo popolo fino in Italia dove rimase 11 anni. Prima, quasi senza combattere, i Visigoti si stabilirono nell’odierno Veneto, poi marciarono verso Milano dove aveva la residenza l’imperatore Onorio che fu costretto a rifugiarsi a Ravenna, allora dominio dei Bizantini.

Dopo un periodo di voluto indugio, nel 402, il generale romano Stilicone riuscì a fermare i Visigoti a Pollenzo, sul Tanaro.Il successivo trattato costrinse i barbari a ritirarsi in Dalmazia. Alla morte di Stilicone, Alaricio ruppe il trattato, invase di nuovo la pianura Padana reclamando la soma di 4000 libbre d’oro.

Nel 408, senza incontrare resistenza, i Visigoti giunsero a Roma con l’intento di chiedere un enorme tributo che ottennero in parte. Successivamente, Alarico si ritirò in Toscana, conducendo con l’imperatore delle interminabili trattative.

Sacco di Roma e conseguenze

Vista l’impossibilità di arrivare ad un accordo, i Visigoti decisero allora di saccheggiare Roma. Il 24 agosto 410, Roma fu quindi messa a sacco e moltissimi abitanti furono costretti a fuggire. L’episodio ebbe un’eco vastissima, anche al di là dei dai tanti danni materiali subiti. Il sacco di Roma durò 3 giorni e quando, infine, i Visigoti se ne andarono, condussero in ostaggio Galla Placidia, sorella dell’imperatore. Essi avevano intenzione di attraversare il Mediterraneo e di sbarcare in Africa, ma una tempesta distrusse la loro flotta, allestita a Reggio. Ad Alarico successe Ataulfo che stipulò un accordo con l’imperatore, risalì la penisola italiana, sposò Galla Placidia e si stanziò definitivamente nei territori intorno a Tolosa, Bordeaux e Narbonne. Qui dette vita ad un governo gallo-romano.

Sembra che da questa regione si sia poi spinto in Spagna a causa dei continui contrasti con Ravenna e dell’opposizione ancora molto tenace del suo popolo contro una politica di stanziamento stabile.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine dei Goti e come si sono divisi?
  2. I Goti sono originari delle regioni baltiche, precisamente dall'isola di Gotland, e intorno al III secolo d.C. si divisero in due rami: Ostrogoti e Visigoti, con questi ultimi che si stanziarono a nord del Mar Nero.

  3. Quale ruolo ha avuto il vescovo Ulfila nella conversione dei Visigoti?
  4. Nel IV secolo, una gran parte dei Visigoti si convertì all'arianesimo grazie all'intervento del vescovo Ulfila, che influenzò profondamente la loro fede.

  5. Come si sono svolti i conflitti tra i Visigoti e l'Impero Romano?
  6. I Visigoti, spinti dagli Unni, sconfissero l'esercito romano in diverse battaglie, tra cui quelle di Marcianopoli e Adrianopoli, e, nonostante gli attacchi dell'imperatore Teodosio, rimasero nella penisola balcanica.

  7. Quali furono le conseguenze del sacco di Roma nel 410?
  8. Il sacco di Roma, avvenuto il 24 agosto 410, portò a enormi danni materiali e alla fuga di molti abitanti. I Visigoti, dopo tre giorni di saccheggio, portarono in ostaggio Galla Placidia, sorella dell'imperatore.

  9. Cosa accadde dopo il sacco di Roma e quale fu il destino di Alarico?
  10. Dopo il sacco di Roma, Alarico tentò di attraversare il Mediterraneo verso l'Africa, ma una tempesta distrusse la sua flotta. Successivamente, gli successe Ataulfo, che stipulò un accordo con l'imperatore e si stabilì nei territori intorno a Tolosa, dando vita a un governo gallo-romano.

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