Vie di controllo antinocicettive
Esempio molto banale: se state appendendo un quadro e vi date una martellata sul dito, avrete l’istinto di stringerlo forte, strofinarlo, metterlo in bocca e stringere. State dando in questo modo una serie di stimoli tattili molto intensi che viaggiano lungo le vie afferenti tattili e dovrebbero chiudere il cancello per gli stimoli degli afferenti dolorifici. Quindi nella pratica applichiamo la teoria del cancello, così come dal punto di vista medico, scientifico. Ci sono oggi metodologie per curare il dolore che si affidano all’impianto di stimoli elettrici sul midollo, sui nervi periferici, che continuamente mandano queste scariche tattili per chiudere il cancello del dolore di questo tipo di dolori o dolori cronici intrattabili. Anche se non riusciamo a dimostrarla veramente, sembra essere un sistema funzionale.T è il neurone ad ampio spettro dinamico che manda lo stimolo a bassa frequenza, quindi non doloroso, o ad alta frequenza, doloroso, alle vie centrali, sul quale convergono le fibre nervose large (L) o small (S). Prima di arrivare su queste cellule possono o eccitare o inibire, attraverso l’interneurone, e loro stesse mandano delle collaterali a questi interneuroni. Quello superiore manda un interneurone eccitatorio, che a sua volta inibisce, quello più in basso manda un’inibizione che a sua volta si traduce in una inibizione di questo segnale.
L’inibizione serve a rifinire il segnale.
Vie spinotalamiche
A questo punto il dolore è passato, era utile che passasse perché una spina per esempio si è infilata nel dito e noi dobbiamo rimuoverla. Una volta che è entrato, superando il neurone ad ampio spettro dinamico, la via spinotalamica subito si incrocia dall’altro lato, risale lungo il midollo spinale controlaterale fino al bulbo dove andrà a congiungersi al secondo neurone talamico e poi al neurone talamo-corticale. La via spinotalamica, che è una via laterale, si divide in due vie: una più laterale e una mediale; come al solito quella laterale è “più nuova” geneticamente, l’altra più vecchia. Quella mediale va ai nuclei talamici e poi al sistema limbico, parte emozionale del cervello. Quindi la parte mediale è quella che ci dà quella forte partecipazione emotiva al dolore. L’altra è più localizzatoria, deve andare alla corteccia somato-sensoriale e ci deve dire dove nasce il dolore, non sempre viene localizzato bene il dolore, soprattutto quando riguarda gli organi interni (dolore di pancia); quando è più cutaneo allora gli altri recettori stimolanti ci aiutano a localizzare.Abbiamo compreso che quindi c’è il gate control periferico, sistema che ci può essere utile per chiudere il cancello al dolore. Poi ci sono anche le endorfine, degli oppioidi, che possono avere un’efficacia antidolorifica, prodotte dal nostro organismo. Queste sostanze provengono da una zona grigio-periacqueduttale, nel tronco encefalo, cellule che stanno intorno all’acquedotto, il sistema ventricolare già citato. Queste cellule emettono dei neuroni che scendono e che possono essere neuroni di encefaline che poi vanno ad agire anche a livello del corno posteriore del midollo spinale, su quella circuiteria precedentemente definita. Ma possono agire su questa anche la serotonina, la noradrenalina, altri trasmettitori del sistema nervoso. Per esempio la serotonina è legata al nostro tono dell’umore, contro la depressione; la noradrenalina dà la “voglia di fare”, però anche agitazione e ansia. Tutti questi neurotrasmettitori influiscono sulle vie del dolore.