Concetti Chiave
- Filologia e filosofia si intrecciano, con la filologia che fornisce concretezza e la filosofia che offre una comprensione universale dei fatti storici.
- Vico critica Tacito per la sua mancanza di analisi delle ragioni ideali nella storia e Platone per la sua visione astratta e utopistica.
- La teoria dei "corsi e ricorsi storici" di Vico evidenzia come la storia umana si sviluppi attraverso tre epoche che si ripetono ciclicamente.
- L'età primitiva è caratterizzata da passione e violenza, con uomini dominati dagli istinti e una comunicazione basata su gesti e simboli religiosi.
- Nella seconda età, la fantasia emerge come forza creativa, trasformando le emozioni in poesia e mito, e dando origine a governi aristocratici e figure eroiche.
L'unione di filologia e filosofia
La filologia offre la concretezza perché, mediante documenti e testimonianze, presenta i fatti accaduti nella loro particolarità; la filosofia fornisce l’universalità perché, penetrando i fatti nelle loro intime ragioni, ne spiega il significato e coglie i principi eterni dello spirito umano attraverso il suo operare. In questo modo filologia e filosofia sono intimamente unite e si completano a vicenda per cui il fatto (il certo, la filologia) si invera con la filosofia ed il vero (la filosofia) si accerta con la filologia in modo che giustamente Vico può asserire che verum et factum convertuntur.
Errori storici di Tacito e Platone
Vico osserva che, nel passato, filologi e filosofi hanno mancato per metà avendo lasciato separate e divise filologia e filosofia: i primi sono rimasti chiusi nell’ambito del particolare e del soggettivo perché hanno rifiutato di applicare alle proprie esperienze le ragioni filosofiche; i secondo sono caduti nell’astrattezza perché hanno ricusato di convalidare i loro principi filosofici con fatti particolari. Così hanno mancato Tacito e Platone. Tacito ha esaminato la storia da filologo perché ha esposto semplicemente gli avvenimenti, trascurandone le ragioni ideali; Platone, da filosofo sognatore, ha immaginato una repubblica utopistica, non tenendo in alcun conto la realtà concreta.
Qual è la teoria dei corsi e ricorsi storici?
Anche Vico immagina che la storia dell'uomo sia stata attraversata da tre epoche, che si ripresentano eternamente le stesse: per questo è illustre la sua teoria dei "corsi e ricorsi storici".
L'età primitiva dell'umanità
La prima età è caratterizzata dal senso, dalla passione e dalla violenza, per cui gli uomini, simili ad enormi bestioni, sono dominati dalle impressioni immediate ed agiscono trasportati dall’istinto incontrollato. Non possiedono ancora un linguaggio articolato e comunicano mediante gesti, disegnando con geroglifici ciò che intendono significare. Abitano spelonche e caverne e più tardi scoprono l’uso rudimentale della pietra. Si formano una famiglia, di cui il padre è re e sacerdote. Considerano i fenomeni naturali, che non riescono a comprendere, come manifestazioni della divinità alla quale offrono sacrifici con l’intento di placarla e di propiziarsela, preoccupati dal timore della vendetta: sorge così la religione. Simbolo di tale età è Polifemo.
Questo è lo stato primitivo dell’umanità: primitivo non solo perché è anteriore cronologicamente agli altri successivi, ma anche perché è originario e permanente nella vita umana in quanto rimane come fondi indistruttibile che può essere frenato e superato, ma non distrutto.
La descrizione di questa età ferina riprende la concezione dello stato di natura di Hobbes.
Scrive Vico nella "Scienza nuova": "La prima natura fu creatrice, lecito ci sia dire divina, la quale ai corpi diede l'essere di sostanze animate di dei, e gliele diede dalla sua idea."
La seconda età e la fantasia
La seconda età è caratterizzata dalla fantasia, mediante la quale gli uomini, non riuscendo ancora a dominare le impressioni sensibili ed a renderle chiare con la forza della ragione, esprimono la loro meraviglia e la loro commozione con le forme del linguaggio, della poesia e del mito, che costituiscono la sapienza poetica dei popoli, cioè la creazione spontanea ed immediata, priva di riflessione.
In questa età coloro che si sentono deboli e indifesi si affidano alla protezione dei più forti e diventano famuli o clienti. I più forti, che sono chiamati eroi e considerati semidei perché discendenti dalla divinità, danno origine così a governi aristocratici.
Le passioni non vengono distrutte ma sono regolate e rivolte allo sviluppo ed al progresso: dalla ferocia nasce l’eroismo, dall’avarizia deriva l’attività economica, dall’ambizione trae origine l’abilità politica.
Simboli di quest’età sono Achille e Romolo.
Scrive Vico nella “Scienza nuova”: “La seconda fu natura eroica, creduta da essi eroi di divina origine; perché, credendo che tutto facessero gli dei si tenevano essere figli di Giove, siccome quelli erano stati generati con gli auspici di Giove. Nel quale eroismo essi, con giusto senso, riponevano la naturale nobiltà. La quale natural nobiltà essi vantavano sopra quelli che si erano riparati ai loro asili.”
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra filologia e filosofia secondo Vico?
- Quali errori storici hanno commesso Tacito e Platone?
- Come si articola la teoria dei corsi e ricorsi storici di Vico?
- Quali sono le caratteristiche dell'età primitiva dell'umanità secondo Vico?
- In che modo la seconda età dell'umanità si differenzia dalla prima?
Vico sostiene che filologia e filosofia si completano a vicenda; la filologia fornisce concretezza attraverso documenti e fatti, mentre la filosofia offre universalità spiegando il significato profondo di tali fatti. In questo modo, il vero e il fatto si convalidano reciprocamente.
Tacito ha analizzato la storia senza considerare le ragioni ideali, mentre Platone ha immaginato una repubblica utopistica ignorando la realtà concreta. Entrambi hanno fallito nel coniugare filologia e filosofia, rimanendo intrappolati nei loro ambiti.
Vico propone che la storia umana si sviluppi attraverso tre epoche che si ripetono ciclicamente, evidenziando un modello di continuità e ripetizione nel progresso umano.
L'età primitiva è caratterizzata da passione e violenza, con uomini dominati da istinti e privi di linguaggio articolato. Vivono in caverne e sviluppano una religione basata sulla paura dei fenomeni naturali, considerati manifestazioni divine.
Nella seconda età, gli uomini iniziano a esprimere la loro meraviglia attraverso la fantasia, il linguaggio e il mito, dando origine a governi aristocratici. Le passioni vengono regolate e trasformate in eroismo, attività economica e abilità politica, rappresentate da figure come Achille e Romolo.