Concetti Chiave
- La via non canonica coinvolge un complesso tra ubiquitina E3 ligasi e NIK, che fosforila IKKα e attiva NF-κB tramite la degradazione parziale di p100 a p52.
- Questa via, attivata da recettori come quello per la linfotossina β, è cruciale per la sopravvivenza cellulare in specifiche risposte immunitarie, in particolare nei linfociti B.
- Il TNF promuove l'infiammazione locale aumentando l'adesività delle cellule endoteliali e la permeabilità cellulare, facilitando il passaggio di fluidi ai tessuti.
- Le citochine influenzano l'endotelio incrementando l'espressione di integrine ed E-selectine, essenziali per l'adesione e la migrazione dei leucociti nel sangue.
- Il rilascio di chemochine dai macrofagi è stimolato sia dai PAMP che dalle citochine e gioca un ruolo fondamentale nel reclutamento di neutrofili e monociti nel sito infiammato.
Formazione del complesso ubiquitina
Una via aggiuntiva, un po’ più semplice, è quella non canonica. Riguarda anch’essa la formazione di un complesso fra una ubiquitina E3 ligasi e un’altra chinasi, in questo caso NIK, che fosforila un omodimero di IKKα. Successivamente, quest’ultimo fosforila un altro complesso NF-κB, formato dalla subunità p100 e da RelB. Il complesso è in forma inattiva perché, nella sua forma lunga, p100 non è in grado di traslocare. La fosforilazione di p100 permette una degradazione parziale, passando quindi dal precursore p100 alla proteina p52 che, rimanendo complessata a RelB, rappresenta la forma attiva capace di traslocare nel nucleo.
Attivazione della via non canonica
Le due vie appena descritte sono quindi differenti dal punto di vista del segnale che viene indotto e dei geni che vengono regolati. Infatti, la via non canonica, anche chiamata via alternativa per distinguerla da quella classica, viene attivata prevalentemente da recettori, come quello per la linfotossina β o il recettore BAF, portando generalmente a una funzione nella sopravvivenza cellulare in particolari eventi della risposta immunitaria. Per semplificare, è da considerare, più che come una via pro-infiammatoria, come importante per alcuni processi che riguardano la risposta linfocitaria e, nel caso del recettore di BAF, la risposta dei linfociti B (argomento che verrà approfondito).
Ruolo del TNF nell'infiammazione
L’azione prevalente del TNF, cioè quella paracrina e limitata al sito di produzione, insieme ad altre citochine, è la promozione dell’infiammazione locale. Come vedremo, ciò si sviluppa in una serie di tappe, le prime delle quali sono rappresentate in questa diapositiva.
L’azione più importante del TNF, insieme probabilmente ad IL-1, è l’aumento di adesività delle cellule endoteliali. Ciò si associa anche ad un aumento della permeabilità cellulare perché TNF, con IL-1, può portare a un’apertura delle giunzioni, permettendo così il passaggio di fluidi dal sistema vascolare ai tessuti. Sempre con azione locale, TNF e di IL-1 attivano anche le cellule dell’immunità innata, soprattutto leucociti (monociti, macrofagi ma anche neutrofili). Questa azione è fondamentale perché l’attivazione di questi fagociti innesca una serie di meccanismi di difesa, compresa anche un’ulteriore produzione di citochine, come IL-1, IL-6 e le chemochine, che completano il ciclo, già descritto nella fase iniziale dell’infiammazione.
Effetti delle citochine sull'endotelio
Nell’immagine a lato si evidenzia che l’effetto principale di queste citochine è sull’endotelio, che aumenta l’espressione di integrine e di E-selectine. Ciò è importante sia per la fase di adesione iniziale, sia per quelle successive di adesione stabile e di migrazione iniziale dei leucociti presenti nel vaso sanguigno. Questo processo viene anche favorito dal rilascio di chemochine da parte soprattutto dei macrofagi, stimolati in parte dai PAMP ma anche dalle stesse citochine prodotte nella fase iniziale, ad es. TNF. Sono anche indicate le chemochine principali (non le uniche) che, nel sito di infiammazione, reclutano neutrofili (nel caso di CXCL8) e monociti (nel caso di CCL2).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della via non canonica nella risposta immunitaria?
- Come il TNF contribuisce all'infiammazione locale?
- Qual è l'effetto delle citochine sull'endotelio?
- In che modo le chemochine influenzano la risposta infiammatoria?
La via non canonica, attivata da recettori come quello per la linfotossina β, è fondamentale per la sopravvivenza cellulare durante eventi specifici della risposta immunitaria, piuttosto che per una risposta pro-infiammatoria.
Il TNF promuove l'infiammazione locale aumentando l'adesività delle cellule endoteliali e la permeabilità cellulare, facilitando il passaggio di fluidi e l'attivazione delle cellule immunitarie innate, come i leucociti.
Le citochine aumentano l'espressione di integrine ed E-selectine sull'endotelio, essenziali per l'adesione e la migrazione dei leucociti nel sito di infiammazione.
Le chemochine, rilasciate dai macrofagi e stimolate da PAMP e citochine, reclutano leucociti come neutrofili e monociti nel sito di infiammazione, supportando così la risposta immunitaria.