Concetti Chiave
- Il ciclo dei Vinti di Verga si propone di rappresentare la società italiana moderna, evidenziando le sue diverse componenti sociali e il dramma dei "vinti".
- Il principio della lotta per la sopravvivenza, influenzato dalle teorie di Darwin, è centrale nel ciclo, mostrando come i più forti schiacciano i più deboli.
- Nei romanzi, Verga affronta la rottura dell'equilibrio di mondi tradizionali, come nel caso de I Malavoglia, a causa dell'irrompere del progresso nella storia.
- La tecnica narrativa di Verga è caratterizzata dall'impersonalità, con il narratore che adotta stili e linguaggi diversi in base ai livelli sociali dei personaggi.
- Verga critica il progresso, evidenziando i suoi aspetti negativi e concentrandosi sui "vinti", senza giudicare il loro destino nella lotta per l'esistenza.
Il progetto del ciclo dei Vinti
Verso il 1878 Verga inizia a progettare un ciclo di romanzi, intitolato ciclo dei Vinti. Riprende il modello dei Rougon-Macquart di Zola. Però, quest'ultimo pone al centro del suo ciclo l'intento scientifico di seguire gli effetti dell'ereditarietà. Invece, Verga intende tracciare un quadro generale della società italiana moderna in tutte le sue componenti (dai ceti popolari alla borghesia terriera all'aristocrazia).
Lotta per la sopravvivenza
Elemento fondamentale del ciclo è il principio della lotta per la sopravvivenza. Lo scrittore è influenzato dalle teorie di Darwin sull'evoluzione delle specie animali. Verga applica la selezione naturale alla società umana, dominata da conflitti di interesse: il più forte trionfa, schiacciando i più deboli. Questo progetto pone al centro della narrazione coloro che vengono schiacciati in questo perenne conflitto, i "vinti".
Prefazione ai Malavoglia
La prefazione ai Malavoglia fa da prefazione all'intero ciclo e chiarisce gli intenti generali dello scrittore:
I Malavoglia: motivazioni dei comportamenti umani a livello più semplice, quello della "lotta pei bisogni materiali" dell'ambiente popolare;
Mastro-don Gesualdo: avidità di ricchezza della borghesia di provincia;
La Duchessa de Leyra (solo abbozzato): la vanità aristocratica;
L'onorevole Scipioni e L'uomo di lusso (mai realizzati): l'ambizione politica e aristocratica.
Lo stile e il linguaggio si modificano gradualmente, adattandosi a materia e personaggi: Malavoglia = linguaggio semplice dell'ambiente popolare, Mastro-don Gesualdo = ambienti sociali più elevati.
Temi dei romanzi del ciclo
Il primo paragrafo è dedicato a I Malavoglia, e ne indica il tema di fondo: la rottura dell'equilibrio di un mondo tradizionale e immobile, quello di una famiglia di un piccolo villaggio di pescatori, “vissuta sino allora relativamente felice”, per l'irrompere della storia in quel sistema arcaico.
Nel paragrafo successivo lo sguardo si allarga al complesso dei romanzi del ciclo. Anche qui al centro dell'attenzione si pone la “fiumana del progresso”, cioè il grande processo di trasformazione della realtà contemporanea, in particolare dell'Italia dopo l'Unità (1861). La forza motrice di questo processo è identificata nella “ricerca del meglio”, cioè nei desideri e nelle ambizioni degli uomini, da quelli più elementari (lotta per i bisogni materiali dell'esistenza) a quelli più complessi, salendo nella scala sociale.
È evidente l'impostazione duramente materialistica, che esclude i moventi "ideali" dall'agire dell'uomo. Il “meccanismo” dei processi sociali e psicologici sarà semplice e facile da studiare nelle “basse sfere” e diverrà invece più difficile nelle sfere superiori della società.
Impersonalità e tecnica narrativa
Verga tocca poi il problema formale. L'analisi dei meccanismi psicologici e sociali deve seguire il principio dell'impersonalità. Ciò condizione fondamentale fosse la tecnica narrativa: in ogni romanzo del ciclo il narratore adotta un modo di pensare e di esprimersi che corrisponde al livello sociale rappresentato.
Verga non condivide i falsi miti progressisti del nuovo Stato liberale e insiste proprio sugli aspetti negativi del progresso, scegliendo di soffermarsi sui “vinti”, schiacciati dalle leggi dello sviluppo moderno.
In chiusura della Prefazione, secondo la sua poetica dell'impersonalità e alla tecnica della regressione, afferma che chi osserva questo spettacolo della “lotta per l'esistenza” non ha il diritto di giudicarlo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'intento principale del ciclo dei Vinti di Verga?
- Qual è il principio fondamentale che guida la narrazione nel ciclo dei Vinti?
- Come si differenziano i temi dei romanzi all'interno del ciclo dei Vinti?
- Qual è la posizione di Verga riguardo al progresso e ai suoi effetti sulla società?
- Qual è la tecnica narrativa adottata da Verga nel ciclo dei Vinti?
Il ciclo dei Vinti mira a tracciare un quadro generale della società italiana moderna, analizzando le diverse componenti sociali, dai ceti popolari alla borghesia e all'aristocrazia, piuttosto che seguire un intento scientifico come nel caso dei Rougon-Macquart di Zola.
Il principio fondamentale è la lotta per la sopravvivenza, influenzata dalle teorie di Darwin, dove i più forti trionfano a scapito dei più deboli, i "vinti", che sono al centro della narrazione.
I temi variano da una rottura dell'equilibrio tradizionale in I Malavoglia, all'irrompere della storia in un sistema arcaico, fino alla "fiumana del progresso" che trasforma la realtà italiana post-unitaria, evidenziando la ricerca del meglio e le ambizioni umane.
Verga non condivide i miti progressisti del nuovo Stato liberale e si concentra sugli aspetti negativi del progresso, evidenziando la condizione dei "vinti" schiacciati dalle leggi dello sviluppo moderno.
Verga utilizza una tecnica narrativa di impersonalità, dove il narratore adotta un modo di pensare e di esprimersi che riflette il livello sociale dei personaggi, evitando di giudicare la "lotta per l'esistenza" che osserva.