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  1. QUALCHE  DATO  SULL’AUTORE:  

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Giovanni  Verga  nasce   a   Catania  (Sicilia)   nel   1840  da  una   famiglia   benestante   aristocratica  di  idee  

liberali.  Intraprende  il  suo  cammino  scolastico  presso  un  certo  Antonio  Abate,  giovane  narratore  e  

poeta,   il   quale   gli   trasmetterà   l’amore   per   i   romanzi   storico-­‐patriottici.   Si   iscrive   all’università   di  

Catania   per   iniziare   gli   studi   di   legge,   che   non   termina.   La   chiusura   provinciale   dell’ambiente  

siciliano   si   fa   soffocante   per   lo   stesso   Verga,   il   quale   tanto   aveva   amato   quei   luoghi.   Decide   di  

dedicarsi  al   mestiere   dello   scrittore,  abbandona  gli  studi  e  si  trasferisce   a   Firenze  (1869).  Nel  1872  

si  trasferisce  poi  a  Milano,  vero  centro  della  cultura  nazionale  e  dell’industria  editoriale.  Verga  si  

integra  bene  nell’ambiente  metropolitano:  frequenta  salotti  intellettuali  e  si  dà  alla  vita  mondana  

e   agli   amori.   Uomo   di   personalità   introversa,   taciturno,   cortese,   si   sente   a   disagio   nella   grande  

metropoli   e   rimpiange  ‘‘le  cose  care  e  lontane’’,   la   quiete   tranquilla   della   sua   Sicilia.   Milano   resta  

comunque  il  luogo  di  maggior  produzione  letteraria,  nella  quale  sono  molto  presenti  sia  i  paesaggi,  

i   personaggi   che   i   dialetti   tipici   siciliani.   L’autore   continuerà   a   fare   il   pendolare   Milano-­‐Catania &

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Verga, Giovanni - Vita e verismo Pag. 1
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Sintesi

Vita di Giovanni Verga

Giovanni Verga nasce a Catania (Sicilia) nel 1840 da una famiglia benestante aristocratica di idee liberali. Intraprende il suo cammino scolastico presso un certo Antonio Abate, giovane narratore e poeta, il quale gli trasmetterà l’amore per i romanzi storico-patriottici. Si iscrive all’università di Catania per iniziare gli studi di legge, che non termina. La chiusura provinciale dell’ambiente siciliano si fa soffocante per lo stesso Verga, il quale tanto aveva amato quei luoghi. Decide di dedicarsi al mestiere dello scrittore, abbandona gli studi e si trasferisce a Firenze (1869). Nel 1872 si trasferisce poi a Milano, vero centro della cultura nazionale e dell’industria editoriale. Verga si integra bene nell’ambiente metropolitano: frequenta salotti intellettuali e si dà alla vita mondana e agli amori. Uomo di personalità introversa, taciturno, cortese, si sente a disagio nella grande metropoli e rimpiange ‘‘le cose care e lontane’’, la quiete tranquilla della sua Sicilia. Milano resta comunque il luogo di maggior produzione letteraria, nella quale sono molto presenti sia i paesaggi, i personaggi che i dialetti tipici siciliani. L’autore continuerà a fare il pendolare Milano-Catania proprio perché necessitava dell’ispirazione che solo quei luoghi meridionali riuscivano a donargli. Si trasferisce poi nel 1893 a Catania, ove morirà nel 1922.

Il verismo

Come nasce

Il verismo nasce in Italia nella seconda metà del 1800 come conseguenza degli influssi del Positivismo (→ la filosofia doveva limitarsi ad organizzare i dati delle scienze sperimentali) e del Naturalismo francesi, per cui si interpreta la vita e tutti i suoi aspetti in chiave scientifica. La corrente di pensiero nasce in Francia nell’’800 e si diffonde grazie al francese A. Comte e all’inglese C. Darwin. L’influenza del positivismo e del naturalismo si manifesta in vari settori, fra cui la letteratura.

In quest’ultimo settore lo scrittore per rappresentare gli aspetti veri deve tirarsi indietro e lasciare che i fatti parlino da soli: come se l’opera fosse fatta da sé.

Cosa è

Il verismo è un movimento letterario. Il termine ‘’verismo’’ deriva dalla parola ‘‘vero’’ e come detto lo scrittore ha il compito di riprodurre la realtà in modo oggettivo, e di far emergere la verità senza esprimere giudizi né partecipare emotivamente. Seguendo le ideologie del Naturalismo, la natura diventa un modello da rispettare e da comprendere, pertanto lo stesso artista deve riprodurre la realtà con la massima fedeltà, mimetizzandosi nelle sue opere e non facendo quindi sentire la sua presenza. Lo scrittore diventa così scienziato o tecnico della letteratura che ha il compito di produrre ‘‘studi sociali’’.

Lo stesso Verga sceglierà di raccontare il mondo meridionale che negli anni ’70 era al centro di inchieste, analisi sociologiche e dibattiti. Verga ne racconterà i fatti ‘’nudi e crudi’’, nella più totale impersonalità. Ciò che conta è che il mondo rappresentato sia vero e che parli di sé.

Quando

Il verismo si colloca in un’epoca storica in cui trionfa la borghesia industriale: in questi anni si fanno grandi scoperte scientifiche (si inventano nuove macchine, continuo progresso della tecnologia,…) e si sviluppa la ‘’questione sociale’’ → le masse di lavoratori prendono coscienza dei loro diritti e delle disuguaglianze sociali e cercano di lottare contro il capitalismo.

Verga nel verismo

Verga presentando i fatti nudi e crudi ha intenzione di denunciare il materialismo di una società tutta orientata al guadagno e ai piaceri. Ciò attraverso lo sviluppo di due temi principali: la volontà di rappresentare impietosamente le imperfezioni della società e la consapevolezza della crisi della figura sociale dello scrittore.

L’autore nei racconti cerca di sparire, di mimetizzarsi. Questo sforzo nello sparire è motivato con la profonda diversità e lontananza della vita di città dai ‘’sentimenti miti’’, semplici del mondo rurale. In altre parole la città è frenetica, falsa e ipocrita, soltanto la vita di campagna è reale, è mite e semplice. E per riuscire a comprendere le dinamiche sociali dei ‘’piccoli uomini’’ (uomini di poco conto, contadini, appartenenti al mondo rurale) è bene che l’intellettuale di città si ‘’faccia piccino’’ anche lui e guardi col microscopio le piccole cose che fanno battere i ‘’piccoli cuori’’.

Campagna siciliana = mondo di piccoli → deboli di fronte alla vita

MA: provano sentimenti veri e profondi (sconosciuti alla nullità spirituale della città)

Verismo

Narrativa elastica, impersonale e scientifica che non lascia trapelare nessun intervento né giudizio da parte del narratore.

Privilegia le descrizioni di ambienti regionali e municipali di gente della campagna. La piccola provincia e la campagna, con la miseria e l’arretratezza, gli stenti e le ingiustizie sociali diventano i luoghi e i temi prediletti da Verga e contribuirono in modo decisivo a svelare aspetti profondi o addirittura sconosciuti della realtà sociale.

Naturalismo

Ambienti metropolitani e classi (dal proletariato all’alta borghesia) legate alle grandi città e al loro sviluppo.

Narrativa elastica, impersonale e scientifica che non lascia trapelare nessun intervento né giudizio da parte del narratore.

Caratteristiche del verismo

  • Descrizione particolare del luogo, dei personaggi e dei paesaggi, fatta cercando di non tralasciare nessuna spiegazione importante
  • Introduzione frequente del discorso diretto (rende la storia più vera)
  • Uso di un linguaggio semplice, popolare, nel quale spesso sono introdotte delle espressioni tipiche di qualche dialetto del luogo in cui si svolge la vicenda
  • Il regionalismo, gli scrittori veristi, tra cui Verga, analizzano le realtà sociali tipiche di una regione
  • Il pessimismo, poiché viene espressa una concezione pessimista della vita e del destino del popolo
  • L’impersonalità, perché la realtà viene rappresentata in modo oggettivo, senza alcun commento o interpretazione dell’autore

→ questi aspetti dovranno poi essere individuati e citati nell’analisi di una qualsiasi novella durante l’esame orale in modo da ampliare il discorso

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