Concetti Chiave
- Nedda è una giovane raccoglitrice di olive che si prende cura della madre malata, mettendo in evidenza la sua innocenza e rassegnazione.
- La storia si complica con la morte di Janu, il suo amore, che rappresenta la dura realtà del quarto stato e la lotta per la sopravvivenza.
- Dopo la morte di Janu, Nedda affronta l'ingiuria del popolo e la sfruttamento del prete, rimanendo sola e incinta.
- La nascita della figlia di Nedda culmina in tragedia, poiché la mancanza di nutrimento porta alla morte della neonata.
- Verga critica la cattiveria di chi vive nell'agiatezza, contrapponendola all'umiltà e alla rassegnazione dei suoi personaggi, paragonati a animali pazienti.
La vita di Nedda e Janu
La storia narrata nella novella è incentrata su Nedda, una ragazza semplice, rassegnata e innocente che lavora come raccoglitrice di olive, impiego che svolge per avere la possibilità di curare la madre. Dopo la morte di quest’ultima, Nedda, affranta e disperata, è sostenuta solamente dall’amore per Janu, contadino che lavora con lei. Malato di febbre malarica, Janu è costretto ugualmente a salire sugli alberi per la rimondatura degli ulivi.
(Il fatto che il ragazzo, nonostante le condizioni di salute in cui versa, sia costretto a svolgere l’impiego, mette in luce in modo drastico la realtà in cui vivono i personaggi rappresentati da Verga: essi appartengono al quarto stato, non possiedono i mezzi materiali per vivere e devono letteralmente guadagnare del denaro oggi per prolungare la loro vita domani. Essi, dunque, non vivono, ma si limitano a sopravvivere).
La tragedia di Nedda
Un giorno Janu cade da un albero e perde la vita, lasciando Nedda in attesa di una bambina. Così la ragazza resta sola, in cinta e accompagnata dalle ingiurie del popolo e, cosa più grave, del prete, che la sfrutta, costringendola a lavorare nel suo orto. L’unico che si comporta bene con lei è lo zio Giovanni, che svolge le veci del prete. Nella parte finale della novella si assiste alla nascita della figlia di Nedda, che però muore poco dopo essere venuta al mondo perché, dato che la madre non ha la possibilità di mangiare, non ha nemmeno quella di allattare la figlia. Nella parte conclusiva del racconto, Nedda ringrazia la madonna per aver fatto morire la figlia, risparmiandole la sofferenza della vita.
Il messaggio di Verga
Tramite questa novella Verga si propone di mettere in luce la cattiveria, l’aridità d’animo e l’incomprensione di coloro che vivono nell’agiatezza di soldi, oro e argento. L’autore confronta l’umiltà, la timidezza e la rassegnazione dei personaggi a cui dà voce nel racconto con gli animali che rappresentano la pazienza, il silenzio e la mancanza di protesta e di critica. Dunque, l’animale non simboleggia un grado più basso di umanità, ma al contrario dimostra sentimenti più umili della santità.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Nedda nella novella e quali sono le sue principali difficoltà?
- Come si manifesta la tragedia nella vita di Nedda?
- Qual è il messaggio principale che Verga intende trasmettere attraverso la novella?
Nedda è una ragazza semplice e rassegnata che lavora come raccoglitrice di olive per curare la madre. Dopo la sua morte, affronta la solitudine e la disperazione, sostenuta solo dall'amore per Janu, un contadino malato costretto a lavorare nonostante le sue condizioni (testo).
La tragedia si complica quando Janu muore dopo un incidente, lasciando Nedda incinta e sola. La ragazza è costretta a subire le ingiurie del popolo e a lavorare per il prete, mentre la sua figlia appena nata muore per mancanza di cibo, portando Nedda a ringraziare la Madonna per averle risparmiato la sofferenza della vita (testo).
Verga mette in luce la cattiveria e l'aridità d'animo di chi vive nell'agiatezza, confrontando l'umiltà e la rassegnazione dei suoi personaggi con la pazienza degli animali. L'autore suggerisce che gli animali rappresentano sentimenti più umili e autentici rispetto alla superficialità degli uomini (testo).