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Concetti Chiave

  • Nedda affronta l'emarginazione sociale dopo aver confessato la sua gravidanza al prete, venendo esclusa dalle sue amiche e condannata dalla comunità.
  • La novella evidenzia il tema dello sfruttamento economico, con Nedda pagata meno dai datori di lavoro a causa della sua vulnerabilità sociale.
  • Con "Nedda", Verga segna una svolta nella sua carriera, introducendo un'opera che rappresenta in modo realistico il mondo contadino siciliano.
  • La trama si svolge in un contesto di miseria e tradizioni secolari, influenzando profondamente la vita e i bisogni essenziali di Nedda.
  • Verga adotta uno stile narrativo più essenziale, cercando di riflettere il linguaggio popolare siciliano e abbandonando l'eleganza della letteratura tradizionale.

Emarginazione e solitudine di Nedda

In questo breve passo della novella, Nedda, dopo aver confessato al prete di essere rimasta incinta pur non essendo sposata, subisce l’emarginazione da parte della comunità del paese.

Il breve testo offre uno scorcio del mondo popolare siciliano, prima grande novità di Nedda. L’autore è molto attento a delineare i rapporti sociali: la protagonista viene emarginata dalle sue amiche perché dopo la confessione e la mancata comunione si è sparsa la voce del peccato commesso con Janu, condannato dalla morale del tempo. Nessuno le rivolge più la parola: esclusione e solitudine sono il destino a cui va incontro Nedda.

Tematica economica e sfruttamento

Da queste poche righe emerge anche la tematica economica, che sarà sempre cara al Verga verista: i datori di lavoro di Nedda la pagano di meno, approfittando della sua debole posizione sociale. Alla solitudine si aggiunge lo sfruttamento.
Per quanto riguarda la narrazione, osserviamo uno sforzo di essenzialità: dal racconto non emerge infatti alcun giudizio esplicito; a parlare sono i fatti. Infine, a livello stilistico, l’espressione «pensavano a chissà che peccatacci, e le volgevano le spalle inorridite» (rr. 9-10) anticipa la tecnica verghiana del narratore popolare: la forma peggiorativa «peccatacci» sembra infatti scaturire non dell’autore, ma direttamente dal giudizio delle compaesane.

Svolta nella carriera di Verga

Una svolta decisiva nella carriera letteraria di Verga avviene nel giugno 1874, con l’uscita su una rivista milanese della novella Nedda, un’opera completamente nuova a partire dall’ambientazione. Si presenta infatti come un «bozzetto siciliano», cioè un breve racconto che raffigura in modo vivido e realistico il mondo della Sicilia contadina: la vicenda è infatti ambientata in un piccolo centro del catanese (una realtà dove Verga abitualmente ritorna per le vacanze estive), in un contesto di miseria e ignoranza, cristallizzato nelle sue tradizioni secolari e immutabili, come la rassegnazione dei suoi abitanti. Mentre i precedenti romanzi mettevano in scena amori impossibili, nobili passioni e desideri artistici, in Nedda i bisogni si riducono ai più essenziali: ciò che conta è riuscire a sopravvivere, anche in condizioni difficilissime.

Trama e ambientazione di Nedda

Protagonista del racconto è Bastianedda o Nedda, un’umile raccoglitrice di olive detta «la varannisa» perché viene dal borgo di Viagrande (in dialetto “Varanni”). La donna lascia il lavoro e, con i pochi soldi della paga settimanale, torna a casa dalla madre gravemente malata e prossima alla morte. Durante il viaggio s’innamora del giovane Janu e rimane incinta. Anche Janu, però, si ammala di malaria; debole com’è, cade da un ulivo e muore. Nedda rimane sola con la sua bambina, nata rachitica e destinata a morire dopo breve tempo. La novità di Nedda riguarda anche lo stile, perché Verga cerca di aderire linguisticamente al mondo da lui raccontato, imitando alcuni elementi della sintassi parlata e del dialetto siciliano: per esempio, «A te non ti fanno nulla tre o quattro soldi, non ti fanno». Per la prima volta l’autore abbandona l’eleganza della letteratura mondana per calarsi nel modo di pensare e di esprimersi di un personaggio umile. Almeno in parte, è un tentativo riuscito, anche se talvolta qualche commento compassionevole tradisce il giudizio dell’autore: la conquista della completa oggettività avverrà solo con i successivi capolavori veristi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il destino di Nedda dopo la sua confessione al prete?
  2. Nedda subisce l'emarginazione dalla comunità, venendo esclusa dalle sue amiche e condannata per il peccato commesso, portandola a una vita di solitudine (emarginazione e solitudine di Nedda).

  3. Come viene rappresentato lo sfruttamento economico nella vita di Nedda?
  4. Nedda è pagata meno dai suoi datori di lavoro a causa della sua debole posizione sociale, evidenziando la tematica dello sfruttamento che accompagna la sua solitudine (tematica economica e sfruttamento).

  5. Qual è la novità introdotta da Verga con la novella "Nedda"?
  6. "Nedda" segna una svolta nella carriera di Verga, presentando un "bozzetto siciliano" che ritrae in modo realistico la vita contadina, focalizzandosi su bisogni essenziali e condizioni di miseria (svolta nella carriera di Verga).

  7. Chi è la protagonista di "Nedda" e qual è la sua storia?
  8. La protagonista è Bastianedda, una raccoglitrice di olive che, dopo aver lasciato il lavoro per prendersi cura della madre malata, si innamora di Janu e affronta una serie di tragedie, culminando nella solitudine con la sua bambina (trama e ambientazione di Nedda).

  9. In che modo Verga cerca di rappresentare il linguaggio del suo personaggio?
  10. Verga imita la sintassi parlata e il dialetto siciliano per aderire linguisticamente al mondo di Nedda, abbandonando l'eleganza della letteratura mondana e cercando una maggiore oggettività (trama e ambientazione di Nedda).

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