Concetti Chiave
- Mena ama in silenzio Alfio, ma è costretta dai familiari a fidanzarsi con un altro giovane, riflettendo le limitazioni sociali dell'epoca.
- La scena dell'addio tra Mena e Alfio è caratterizzata da gesti e silenzi, creando un forte contrasto tra le emozioni interiori e l'ambiente circostante.
- Alfio esprime i suoi sentimenti principalmente attraverso gesti imbarazzanti, che rivelano il suo dramma interiore senza parole esplicite.
- La narrazione di Verga è impersonale, lasciando che i gesti e le azioni dei personaggi parlino da soli, senza interventi o commenti dell'autore.
- Il contrasto tra la gioiosa natura e la sofferenza umana sottolinea la profondità del legame tra Mena e Alfio, nonostante le circostanze avverse.
Amore Silenzioso e Costretto
Mena, nipote di padron ‘Ntoni, ama in silenzio Alfio, il carrettiere che abita vicino alla “casa del nespolo”, la casa dei Malavoglia. Ma questi, che pure la riama, è troppo povero, e la ragazza è costretta dai familiari a fidanzarsi con un altro giovane.
Nella società dell’epoca, infatti, una donna non può far valere le proprie ragioni, esprimendole. Quando Alfio si trasferisce lontano, i due innamorati devono rinunciare perfino a manifestare con chiarezza il loro sentimento e il loro rimpianto. Ecco la scena dell’addio. Malgrado tutto, Mena è riuscita a congedarsi da Alfio con una delicata e commovente dichiarazione d’amore.
Qual è la Scena dell'Addio?
Verga ha costruito la scena, giudicata una delle più efficaci del romanzo, soprattutto disseminando sapientemente una serie di indizi che sta al lettore cogliere. Di Mena, infatti, non vengono descritti i pensieri, ma i gesti e le poche parole, quasi senza commenti: la ragazza “si fa bianca”, tace in presenza di Alfio, non gli stringe la mano e gli parla solo quando resta sola con lui, chiedendogli perché si debba recare dove c’è la malaria (sottintendendo che non dovrebbe partire), lo guarda intensamente, gli dice addio.
Infine, trasforma l’immagine della finestra chiusa in una semplice ma intensa metafora e piange “cheta cheta” sotto la volta di un cielo illuminato dalla luna, con la natura a fare da contrasto (nella gioiosità di quel sabato sera) con la sofferenza umana e lo strazio della separazione.
Gesti e Sentimenti
Anche i sentimenti di Alfio emergono principalmente attraverso i suoi gesti. Sono gesti forzati e imbarazzanti, che rivelano il dramma interiore prima ancora delle parole che, quando i due restano soli, egli trova il coraggio di rivolgere a Mena.
Narrazione Impersonale di Verga
In questo brano de I Malavoglia non si trova alcuna descrizione dei personaggi: nel caso della narrazione impersonale bastano i gesti a rivelare personalità e sentimenti. Alfio e Mena sono visti attraverso la semplice successione di una serie di sguardi, di silenzi, di discorsi riportati sena commenti da parte della voce narrante. In Verga, come si è detto, la convenzione narrativa è quella dell’autore che, volendo essere impersonale e obiettivo, non interviene nel racconto, non commenta i fatti e lascia che siano i gesti e le parole a parlare da soli e a rappresentarci la realtà, anche a costo a volte di assumere apparentemente un punto di vista che non condivide.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale dell'amore tra Mena e Alfio?
- Come viene descritta la scena dell'addio tra Mena e Alfio?
- In che modo i sentimenti di Alfio vengono rivelati nel testo?
- Qual è la peculiarità della narrazione di Verga in questo brano?
L'amore tra Mena e Alfio è caratterizzato da un silenzio forzato e da una costrizione sociale che impedisce loro di esprimere liberamente i propri sentimenti, costringendo Mena a fidanzarsi con un altro giovane nonostante il suo amore per Alfio.
La scena dell'addio è costruita con grande efficacia da Verga, attraverso gesti e parole misurate di Mena, che esprime il suo dolore e il suo amore in modo sottile, senza commenti espliciti, culminando in una metafora intensa della finestra chiusa e delle sue lacrime.
I sentimenti di Alfio emergono attraverso gesti imbarazzanti e forzati, che rivelano il suo dramma interiore, prima ancora che egli trovi il coraggio di esprimere le sue emozioni a Mena quando sono soli.
La narrazione di Verga è impersonale e obiettiva, priva di descrizioni dirette dei personaggi; i sentimenti e le personalità di Alfio e Mena sono rivelati esclusivamente attraverso i loro gesti e le loro parole, senza interventi o commenti da parte dell'autore.