Concetti Chiave

  • Il cratere, utilizzato nell'antica Grecia per mescolare vino e acqua, è stato scoperto nel 1884 da Alessandro François e noto come vaso François.
  • Nonostante i colori siano in gran parte scomparsi, il vaso è riconosciuto come un capolavoro dell'arte della ceramica greca arcaica e classica, firmato da Kleitías ed Ergótimos.
  • Le figure sono dipinte in nero su un fondo giallognolo, con dettagli incisi che riflettono lo stile e le caratteristiche dell'epoca, come il naturalismo e la linearità.
  • Il vaso François rappresenta diverse scene mitologiche, tra cui le nozze di Peleo e Tetide e il ritorno di Efesto nell'Olimpo, evidenziando la narrativa complessa dell'opera.
  • Nonostante il vaso sia stato ricostruito, la sua condizione è compromessa a causa di un incidente avvenuto nel 1900, che ha portato alla sua frantumazione.

Il cratere e il vaso François

Al tempo degli antichi greci, nel corso dei banchetti, al centro della stanza veniva posto un recipiente di ceramica, dalla forma tondeggiante con due anse. Esso veniva riempito di vino, mescolato con acqua per ridurne il contenuto alcoolico. Tale recipiente prende il nome di “cratere”, dal greco “κρατήρ”, che significa “mescolare”. Nel 1884, il pittore Alessandro François ne rinvenne uno a Fonte Rodella, presso Chiusi e da lui l’oggetto ha preso il nome di “vaso François”. Esso è decorato con le imprese mitologiche di Achille e Teseo. Quando fu trovato, era in frammenti e nel 1900 fu mandato in frantumi da un pazzo. Per questo motivo, il cratere, pur essendo stato ricostruito, non si trova in buon stato.

Quali sono le decorazioni e i colori del vaso?

I colori sono andati in gran parte perduti anche se, probabilmente, alcune figure ne erano prive fin dall’origine. Tuttavia, i colori costituivano una policromia, non troppo ricca per le tinte, è vero, ma piena di effetti per i colori intensi, senza sfumature, anzi molto compatti, secondo il gusto dell’epoca che conosciamo da molti altri vasi coevi. Anche se in alcuni parti sono andate perdute delle figure, il vaso resta un capolavoro dell’arte della ceramica greca del periodo arcaico e classico. Reca la firma di Kleitías, come pittore, e di Ergótimos, come ceramista; uno si indica con la formula “disegnò” e l’altro con la parola “fece”. Lo stile di Kleitías rivela come dominante il gusto attico, per la sobrietà dell’ornato e per i particolari oltre che per la linearità e per il naturalismo del disegno.

Stile e caratteristiche del vaso

Le figure sono dipinte in nero su di un fondo giallognolo che richiama quello dell’argilla. Nel vaso, oltre ad alcune caratteristiche stilistiche dell’autore, si riscontrano anche delle caratteristiche comuni all’epoca. Questi ultimi sono: il colore della figura, l’uso dell’incisione per il disegno interno come per le costolature della criniera dell’elmo, per la corazza, per i capelli ondulati come nella figura di Ares. Anche l’occhio rotondo e grande si ricollega alla stilizzazione dell’epoca. Da sottolineare il valore plastico dei guerrieri raffigurati con cui sono rese le muscolature delle braccia, delle cosce, del naso ossuto, dell’aspetto asciutto del calcagno e della flessibilità naturale del piede di Ares. Il vaso è dipinto in ogni sua parte e quindi anche sul lato esterno dei manici, lungo l’orlo della bocca e del piede. La figura di Ares appartiene alla seconda fascia principale del corpo stesso del vaso in cui è rappresentato il ritorno di Efesto nell’Olimpo, mentre sulla faccia opposta del vaso è raffigurato l’episodio dell’uccisione di Troilo, eroe troiano. La prima fascia, che percorre il vaso lungo la sua circonferenza più ampia, rappresenta su di un lato le nozze di Peleo e di Tetide, mentre sull’altro, che ne costituisce la continuazione, troviamo il corteo delle divinità che rendono omaggio ai due sposi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la funzione principale del cratere nell'antica Grecia?
  2. Il cratere, dal greco “κρατήρ” che significa “mescolare”, veniva utilizzato durante i banchetti per mescolare vino e acqua, riducendo così il contenuto alcolico (testo).

  3. Chi ha scoperto il vaso François e dove?
  4. Il vaso François è stato rinvenuto nel 1884 dal pittore Alessandro François a Fonte Rodella, presso Chiusi (testo).

  5. Quali sono le caratteristiche stilistiche del vaso François?
  6. Il vaso François presenta figure dipinte in nero su un fondo giallognolo, con un uso dell'incisione per dettagli e una rappresentazione plastica dei guerrieri, evidenziando il naturalismo del disegno (testo).

  7. Quali episodi mitologici sono rappresentati sul vaso François?
  8. Sul vaso sono raffigurati episodi come le nozze di Peleo e Tetide, il corteo delle divinità, il ritorno di Efesto nell’Olimpo e l’uccisione di Troilo (testo).

  9. Qual è l'importanza artistica del vaso François nel contesto della ceramica greca?
  10. Nonostante alcune perdite, il vaso François è considerato un capolavoro dell'arte della ceramica greca del periodo arcaico e classico, evidenziando il gusto attico e la qualità del lavoro di Kleitías e Ergótimos (testo).

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