Concetti Chiave
- Il principio dell'utilità marginale decrescente aiuta a spiegare le scelte di spesa dei consumatori in base al valore attribuito ai beni acquistati.
- Il prezzo pagato riflette l'utilità marginale che il consumatore percepisce dall'ultima unità di prodotto acquistato.
- All'aumentare delle porzioni consumate, l'utilità marginale diminuisce, spingendo il consumatore a cercare beni con un'utilità maggiore per ogni euro speso.
- Il consumatore inizia ad acquistare il bene che offre la massima utilità, ma cambia le sue scelte quando l'utilità di altri beni supera quella del bene attualmente consumato.
- Il principio dell'utilità marginale decrescente giustifica perché un consumatore non è disposto a pagare lo stesso prezzo per quantità aggiuntive di un bene.
Il principio dell'utilità marginale
Il principio dell'utilità marginale decrescente può fornire un criterio per capire le scelte di spesa del consumatore in termini di tipo e quantità dei beni acquistati.
Infatti, il prezzo pagato dal consumatore misura futilità, marginale che egli ottiene dall’ultima porzione che acquista di un prodotto. Se per esempio acquistiamo un kilogrammo di pane per 2,50 euro, significa che 2,50 euro è il valore che noi attribuiamo all'utilità che ricaviamo da un kilogrammo di pane. Ma se nella nostra credenza ci fossero già dieci kilogrammi di pane, non saremmo disposti a spendere 2,50 euro per avere l'undicesimo kilogrammo. Quest'ultimo infatti, per la legge dell'utilità marginale decrescente, non sarebbe in grado di darci un'utilità pari al primo e per tale ragione noi non saremmo disposti a pagarlo lo stesso prezzo.
Scelte di spesa del consumatore
Così il consumatore, poiché all'aumentare delle porzioni consumate di un bene ne ricava un'utilità marginale via via decrescente acquisterà di volta in volta il bene che è in grado di offrire l'utilità maggiore per ogni euro di spesa.
Se per esempio il pane è il bene che in quel momento fornisce l'utilità più alta, il consumatore inizierà acquistando pane. Tuttavia, poiché man mano procede nel consumo del pane la sua utilità marginale diminuisce, prima o poi finirà per passare l'acquisto di un altro bene, la cui utilità sarà ora superiore a quella del pane.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio dell'utilità marginale decrescente e come influisce sulle scelte di spesa del consumatore?
- Come si determina il valore che un consumatore attribuisce a un bene?
- Cosa succede quando l'utilità marginale di un bene diminuisce?
Il principio dell'utilità marginale decrescente suggerisce che man mano che un consumatore acquista più unità di un bene, l'utilità che ricava da ciascuna unità aggiuntiva diminuisce. Questo porta il consumatore a scegliere di acquistare beni che offrono la maggiore utilità per euro speso, spostandosi verso altri beni quando l'utilità del bene attuale non giustifica più il prezzo (come spiegato nel testo).
Il valore attribuito a un bene è misurato dal prezzo che il consumatore è disposto a pagare per l'ultima unità acquistata. Ad esempio, se un kilogrammo di pane costa 2,50 euro, questo è il valore che il consumatore assegna all'utilità di quel kilogrammo, che può variare in base alla quantità già posseduta (come indicato nel testo).
Quando l'utilità marginale di un bene diminuisce, il consumatore smette di acquistarlo e inizia a cercare altri beni che offrono un'utilità maggiore. Questo cambiamento avviene perché il consumatore cerca sempre di massimizzare la propria utilità per ogni euro speso, come descritto nel testo.