Urbanistica lezione 17 - 11/12/20
La costruzione della città pubblica
Dall'esproprio alla perequazione urbanistica per garantire il welfare urbano
Gli standard urbanistici definiti dal DM 1444 sono stati realizzati per conferire miglior qualità allo spazio urbano. La città deve garantire una dotazione minima di 18 mq/ab. Altre regioni, come la Lombardia, hanno esteso tale dotazione a 24 mq/ab. I dimensionamenti di tali criteri sono stati realizzati grazie a vari studi urbanistici relativi alla quantità di popolazione che usufruisce di tale servizio. Es: su 4000 ab ci possono essere 50 bambini che usufruiscono del servizio asilo.
Tali ragionamenti sullo spazio pubblico sono sorti agli inizi degli anni ’60 e si sono protratti fino a noi oggi parlando di “città pedonale”: una città che garantisce molti servizi a brevi distanze fornendo così delle opportunità che arricchiscano la vita urbana. Ricordiamo che però non tutti i servizi sono disponibili a distanze brevi: concessionari, fabbriche, campi sportivi…
Ci sono anche città denominate come "città dei 15/20 minuti": ogni cittadino Parigino deve poter trovare in 15 minuti, in forma pedonale, tutti i servizi di cui ha bisogno che gli possano garantire una buona qualità di vita. La città può essere suddivisa in quartieri, in settori ognuno organizzati in modo tale da garantire dei servizi (in un raggio di 800 metri).
Urbanizzazioni e nuovi standard
Oltre ai servizi pubblici, c’è bisogno anche delle:
- Urbanizzazioni primarie: strade, fognature, gas, energia
- Urbanizzazioni secondarie: asili, scuole, mercati
Alle quali si aggiungono:
- Nuovi standard: piste ciclabili, percorsi pedonali, lavanderie pubbliche, spazi di gestione delle acque piovane, infrastrutture verdi e blu (fiumi)
- Servizio ecosistemico: aria, piante, acqua
Ad oggi si definiscono gli standard urbanistici del passato come “dotazioni territoriali”.
Edilizia residenziale sociale
Ci possono essere due tipi di edilizia:
- La prima dove gli immobili sono di proprietà pubblica e quindi il comune mette a disposizione tali immobili alle famiglie che non hanno capacità di reddito a canoni ribassati (case popolari).
- L’altra invece: alloggi di proprietà privata i cui proprietari, facendo un accordo con il comune, cedono in affitto a terzi a prezzi più bassi di quelli di mercato.
Ciò che oggi deve fare l’urbanistica è quello di garantire maggiori spazi pubblici. La città è un bene pubblico: realizzato con denaro pubblico. Il bene pubblico può anche essere “ben