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Uomo e natura nella filosofia del Settecento
Nel Discorso preliminare all’Enciclopedia del 1751, il matematico e filosofo Jean-Baptiste d’Alembert espose una delle idee fondamentali dell’Illuminismo: tutte le conoscenze umane derivano dai sensi, cioè dalle sensazioni che riceviamo attraverso il contatto con il mondo esterno.Questa teoria si ispirava al filosofo inglese John Locke, secondo il quale la mente umana, alla nascita, è come un foglio bianco, che viene riempito progressivamente dalle esperienze sensoriali. In seguito, la ragione interviene per confrontare e combinare le sensazioni, formando idee più complesse, come quelle di spazio, tempo e causa.Da questa concezione derivava il rifiuto della metafisica, cioè delle spiegazioni della realtà che non fossero sostenute dall’osservazione e dall’esperienza.
L’empirismo, il sensismo e il materialismo
Il pensiero di Locke fu sviluppato dal filosofo francese Étienne Bonnot, abate di Condillac, che elaborò il sensismo: una teoria secondo cui tutte le conoscenze umane derivano dalle sensazioni. Nel Trattato sulle sensazioni del 1754, Condillac immaginò una statua simile a un essere umano, dotata progressivamente della capacità di sentire. Attraverso questo esempio voleva dimostrare che le sensazioni sono alla base di tutta la lunga vita mentale.Alcuni filosofi si spinsero ancora oltre, sostenendo il materialismo, secondo cui tutto ciò che esiste, compreso l’uomo e le sue facoltà mentali, può essere ricondotto alla materia. Un esempio importante è il filosofo francese Julien Offray de La Mettrie, autore dell’opera L’uomo macchina (1747), nella quale descrisse l’essere umano come una realtà interamente materiale.
Un’altra interpretazione dell’empirismo fu proposta dal filosofo scozzese David Hume. Secondo lui, noi conosciamo direttamente soltanto le nostre sensazioni e non possiamo conoscere con certezza l’essenza delle cose.
Hume mise in discussione anche il principio di causalità. Possiamo osservare che un fenomeno ne segue regolarmente un altro, ma non possiamo dimostrare razionalmente che il secondo debba necessariamente verificarsi dopo il primo o che ciò continuerà ad accadere in futuro.
L’utilitarismo
Un altro importante orientamento dell’Illuminismo, strettamente legato all’empirismo e al sensismo, fu l’utilitarismo.Secondo questa concezione, il bene non è qualcosa di astratto e indipendente dall’esperienza, ma è legato a ciò che procura piacere, soddisfa i bisogni e riduce il dolore.Tuttavia, se ogni individuo cercasse di soddisfare esclusivamente i propri desideri senza considerare gli altri, la convivenza sociale diventerebbe impossibile. Inoltre, questo comportamento finirebbe per danneggiare anche gli stessi individui. Per questo motivo, molti pensatori del Settecento cercarono di elaborare una morale fondata sull’utile correttamente inteso, capace di conciliare il benessere personale con quello collettivo.