Concetti Chiave

  • Vitangelo Moscarda, inizialmente un uomo comune, vive una crisi esistenziale dopo un commento innocente della moglie sul suo aspetto fisico.
  • Decide di abbandonare la sua vita agiata e compie azioni drastiche, cercando di scoprire la sua vera identità, ma viene percepito come pazzo dalla società.
  • Il suo percorso di consapevolezza culmina nella realizzazione che non è un individuo unico, ma un insieme di molteplici identità riflettenti gli altri.
  • Il confronto con Monsignor Partanna lo guida a rinunciare ai suoi beni, portandolo a trovare un momento di pace e serenità nella natura.
  • La conclusione del romanzo sottolinea la frantumazione dell'io e il rifiuto delle etichette sociali, evidenziando il concetto di vita come un continuo divenire.

redir: https://www.skuola.net/libri/pirandello-uno-nessuno-4x.html

Uno, nessuno, centomila

trama

Inizialmente Vitangelo Moscarda (Gengé), il protagonista, ci viene presentato come un uomo del tutto comune e normale, senza nessun tipo di angoscia né di tipo esistenziale né materiale: conduce una vita agiata e priva di problemi grazie alla banca (e alla connessa attività di usuraio) ereditata dal padre. Un giorno questa piatta tranquillità viene però turbata: l’elemento disturbatore è un banale e innocente commento pronunciato dalla moglie di Vitangelo riguardo al fatto che il suo naso penda un po’ da una parte (a destra). Da questo momento la vita del protagonista cambia completamente, poiché Gengé si rende conto di apparire al prossimo molto diverso da come egli si è sempre percepito. Così decide di cambiare radicalmente il suo stile di vita, nella speranza di scoprire chi sia veramente, e a quale proiezione di sé corrisponda il suo animo. Nel processo di ricerca per trovare sé stesso compie azioni che vanno contro a quella che era stata la sua natura sino a quel momento: sfratta una famiglia di affittuari per poi donare loro una casa, si sbarazza della banca ereditata dal padre (inimicandosi ovviamente familiari e parenti), e inizia ad ossessionare chi gli sta vicino, con discorsi e riflessioni oscure che lo fanno passare per pazzo agli occhi della comunità. La situazione si aggrava al punto che la moglie abbandona la casa coniugale, e, insieme ad alcuni amici, inizia un'azione legale contro Vitangelo col fine d’interdirlo. Gli rimane fedele in un primo momento solo un’amica della moglie, Anna Rosa, che poco dopo però, spaventata dai ragionamenti di Vitangelo, arriva addirittura a sparargli, senza ucciderlo ma ferendolo in modo serio. Vitangelo, il cui "io" è ormai completamente frantumato nei suoi "centomila" alter ego, sembra trovare una tregua ai propri patimenti solo nel confronto con un religioso, Monsignor Partanna, che lo sprona a rinunciare a tutti i suoi beni terreni in favore dei meno fortunati. Il tormentato protagonista pirandelliano, rifugiatosi nell'ospizio ch'egli stesso ha donato alla città, riesce così a trovare un po’ di pace e di serenità solo nella fusione totalizzante (e quasi misticheggiante) con il mondo di Natura, l'unico in cui egli può abbandonare senza timori tutte le "maschere" che la società umana gli ha a mano a mano imposto. Vitangelo Moscarda conclude che, per uscire dalla prigione in cui la vita rinchiude, non basta cambiare nome: proprio perché la vita è una continua evoluzione, il nome rappresenta la morte. Dunque, l'unico modo per vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo continuamente in modo diverso.

Analisi

Il titolo del romanzo è una chiave di lettura per comprenderlo fino in fondo, infatti quella di Vitangelo Moscarda è la storia di una consapevolezza che si va man mano formando: la consapevolezza che l'uomo non è Uno, e che la realtà non è oggettiva. Il protagonista passa dal considerarsi unico per tutti (Uno, appunto) a concepire che egli è un nulla (Nessuno), attraverso la presa di coscienza dei diversi se stesso che via via diventa nel suo rapporto con gli altri (Centomila). In questo modo la realtà perde la sua oggettività e si sgretola nell'infinito vortice del relativismo.
Nel suo tentativo di distruggere i centomila estranei che vivono negli altri, le centomila concezioni che gli altri hanno di lui, viene preso per pazzo dalla gente, che non vuole accettare che il mondo sia diverso da come lo immagina. Vitangelo Moscarda è il "forestiere della vita", colui che ha capito che le persone sono "schiave" degli altri e di se stesse. Egli vede gli altri vivere in questa trappola, ma neanche lui ne è completamente libero: il fatto che la gente l'abbia preso per pazzo è la dimostrazione che non è possibile distruggere le centomila immagini, a lui estranee, che gli altri hanno di lui. È possibile solo farle impazzire.

La fine del romanzo è molto profonda, conclusione degna per un'opera di questa portata. Il rifiuto totale della persona comporta la frantumazione dell'io, perché esso si dissolve completamente nella natura. Pieno di significati è il rifiuto del nome, che falsifica ed imprigiona la realtà in forme immutabili, quasi come un'epigrafe funeraria. Al contrario della vita, che è un divenire perenne, secondo la concezione vitalistica di Pirandello.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'elemento scatenante che provoca il cambiamento nella vita di Vitangelo Moscarda?
  2. Il cambiamento nella vita di Vitangelo Moscarda inizia con un commento innocente della moglie riguardo al suo naso, che lo porta a rendersi conto di come gli altri lo percepiscano in modo diverso da come si vede lui stesso.

  3. Come si evolve la ricerca di Vitangelo per scoprire la sua vera identità?
  4. Vitangelo intraprende un percorso di cambiamento radicale, compiendo azioni contro la sua natura, come sfrattare affittuari e abbandonare la banca ereditata, nella speranza di scoprire chi sia realmente.

  5. Qual è il ruolo di Monsignor Partanna nella vita di Vitangelo?
  6. Monsignor Partanna rappresenta una figura di confronto per Vitangelo, spronandolo a rinunciare ai suoi beni terreni e a trovare pace nella fusione con la Natura, lontano dalle "maschere" imposte dalla società.

  7. Qual è il significato del titolo "Uno, nessuno, centomila"?
  8. Il titolo riflette il percorso di consapevolezza di Vitangelo, che passa dall'idea di essere unico (Uno) a quella di essere un nulla (Nessuno), fino a riconoscere le molteplici identità che gli altri hanno di lui (Centomila).

  9. Come si conclude la storia di Vitangelo Moscarda?
  10. La storia si conclude con la frantumazione del suo "io", che si dissolve nella Natura, evidenziando il rifiuto del nome come una liberazione dalla prigione della realtà, in un continuo divenire che contrasta con la staticità del nome stesso.

Domande e risposte

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