Concetti Chiave

  • “Uno, nessuno e centomila” è un romanzo psicologico di Luigi Pirandello che esplora la crisi d'identità del protagonista, Vitangelo Moscarda, attraverso il conflitto tra la percezione di sé e l'immagine che gli altri hanno di lui.
  • La narrazione si sviluppa interamente nella città di Richieri e utilizza tecniche narrative come il monologo interiore e la pausa per riflessioni, creando una tensione tra il tempo del racconto e il tempo della storia.
  • I personaggi, tra cui Dida, la moglie di Vitangelo, e Quantorzo, un banchiere, sono dinamici e rappresentano le diverse prospettive sui temi dell'identità e della percezione sociale.
  • Il tema centrale del romanzo è l'impossibilità di conoscere il proprio “io” interiore, evidenziando la pluralità dell'identità e la ricerca di una consapevolezza autentica.
  • Il libro, pur nella sua complessità psicologica, affronta questioni attuali e universali, come il giudizio sociale e la casualità della vita, rendendolo rilevante anche per i lettori contemporanei.

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Analisi del libro "Uno, nessuno e centomila" di Luigi Pirandello
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Scheda bibliografica:
“Uno, nessuno e centomila” è un romanzo psicologico di Luigi Pirandello edito inizialmente a puntate nella rivista “Fiera letteraria” nel 1926 e ristampato dalla casa editrice “Biblioteca ideale Giunti” nel 2011 in un edizione che conta 188 pagine includendo anche l'introduzione all'autore e quella al libro di Rita Guerricchio, la storia è divisa in otto libri, segmentati a loro volta in diversi capitoli, numerati e titolati.

La narrazione:
Il protagonista è Vitangelo Moscarda, figlio di un banchiere di Richieri che gli ha lasciato in eredità la sua banca grazie alla quale permette a Vitangelo di vivere di rendita senza nemmeno lavorarvi poiché, gli affari, vengono amministrati da Firbo e Quantorzo, ex collaboratori del padre. Un giorno, in seguito all'appunto della moglie che gli fa notare quanto il suo naso penda verso destra, nasce in lui una crisi d'identità che lo porta a rendersi conto di come sia diversa l'immagine che gli altri hanno di lui rispetto a quella che lui ha di sé stesso. Da quel momento l'obiettivo per Vitangelo è dunque quello di scoprire chi è veramente lui e di distruggere i Vitangelo altrui cioè le idee erronee che gli altri hanno di lui. Decide dunque di provare a estinguere la fama di usuraio che lo caratterizza tra la gente regalando una delle sue case e un ingente somma di denaro a Marco di Dio e la moglie che da tempo non riuscivano a pagare l'affitto. Questo gesto però non fece altro che alimentare voci sulla sua pazzia oltre che mandare su tutte le furie Firbo e Quantorzo poiché aveva rischiato la rovina economica e il fallimento della banca. Successivamente Vitangelo decide di liberarsi dello stesso istituto bancario facendo crollare così
l'innocente Gengè della moglie (cioè l'alter ego che quella gli aveva affibbiato) e lo sciocco incapace “caro Vitangelo” che apparteneva alle idee di Quantorzo. La moglie scappa di casa e, insieme ad altre persone, inizia un'azione legale contro Vitangelo forti dell'idea di pazzia che pendeva sulla sua testa e che gli ultimi eventi avevano aggravato. Solo un'amica della moglie, Anna Rosa, rimane dalla parte del malcapitato che però si ritrova vittima dei colpi di pistola della sua stessa alleata, spaventata dai ragionamenti suoi ragionamenti sulle mille personalità di ognuno. Vitangelo sembra trovar tregua ai suoi pentimenti solo nel conforto di Monsignor Pantanna che gli consiglia di rinunciare ai suoi beni in favore dei meno fortunati. L'uomo si rifugia dunque nell'ospizio che egli stesso ha donato alla città dove può ritrovare la serenità a contatto con la natura e lontano dalle mille maschere che gli altri gli hanno imposto.

Tempo e spazio:
La storia si sviluppa interamente in uno spazio reale entro le mura della città di Richieri in un epoca non ben definita, nello spazio di qualche anno seguendo l'ordine cronologico degli avvenimenti. Grazie all'uso dei sommari il tempo del racconto è inferiore rispetto a quello della storia che però si ferma quando vengono presentate le riflessioni di Vitangelo mediante l'uso dello stratagemma narrativo della pausa, inoltre è presente l'uso delle scene (dove il tempo del racconto e uguale a quello della storia) per presentare le parti narrate e quelle dialogate. Oltre a ciò bisogna dire che sono presenti anticipazioni e retrospezioni che denotano la non coincidenza fra fabula e intreccio.

Personaggi:
Il personaggio su cui si impernia la vicenda è Vitangelo Moscarda, giovane sulla trentina, appartenente alla media borghesia cittadina che, all'interno della storia rappresenta un personaggio a tutto tondo e dinamico poiché passa dalla tranquillità iniziale al tormento psicologico che caratterizza il libro. Pirandello lo descrive come un uomo non molto alto con i capelli rossicci e gli occhi verdastri caratterizzato da dei baffi anch'essi rubicondi nonché da un naso aquilino leggermente pendente verso destra e da altri difetti ravvisabili in una gamba più arcuata dell'altra e nelle sue mani non proprio perfette. Sotto il profilo psicologico Vitangelo ci appare come un personaggio di rara complessità poiché egli manifesta uno sconvolgimento interiore fuori dal comune che ha la sua genesi nel riconoscimento, da parte del personaggio stesso, di non essere “uno” come egli credeva bensì “nessuno”, poiché, nel rapporto con gli altri, assumeva le sembianze di “centomila” diversi Vitangelo. Dalla presa coscienza di ciò egli diventa schiavo del proprio pensiero e volge la sua vita all'“eliminazione” dei suoi alter ego e alla ricerca di un'identità personale assoluta che lo liberasse dalla sua percezione di subordinazione rispetto agli altri ravvisabile nella similitudine con cui Vitangelo, durante una riflessione, si riferisce a sé stesso: “come un cieco davo il mio corpo in mano agli altri”.
Altro personaggio che da subito riveste un ruolo importante è Dida, la moglie di Vitangelo che era solita chiamare suo marito Gengè, appellativo che identificava una visione dell'uomo come di un individuo ingenuo e tutt'altro che scaltro. Anch'ella si figura come un personaggio dinamico poichè trasforma l'apatia iniziale dimostrata nei confronti di Vitangelo in avversione quando si tratta di salvaguardare i propri interessi economici.
Di rilievo è anche il ruolo di Quantorzo, personaggio pratico e materialista, anch'egli appartenente alla borghesia cittadina in quanto banchiere che, all'interno della vicenda, figura dapprima come comparsa e poi si trasforma, insieme a Dida, al padre di lei e al suo collega Firbo, in un antagonista sviluppando lo stesso tipo d'avversione scaturita da interessi economici che caratterizza ogni personaggio nominato poc'anzi.
Verso la fine del romanzo entra in scena Anna Rosa, zitella venticinquenne amica di Dida e alleata di Vitangelo nel momento della solitudine dovuta alle accuse di pazzia. E' affascinata dalle scoperte di Gengè ma allo stesso tempo ne è impaurita perché ne riconosce la validità. Lo spavento la porta a sparare a Vitangelo e a prendere le caratteristiche del personaggio dinamico poiché cade, nel momento dell'aggressione, la tranquillità che l'aveva caratterizzata.

Narratore:
Gli interventi dell'autore nella narrazione sono assenti, il narratore è interno e coincide col protagonista della vicenda che parla in prima persona e non si può considerare onnisciente poiché non guarda nella mente degli altri personaggi e non può dunque conoscerne il pensiero e le idee.

Tecniche narrative, usi linguistici e stilistici:
Viene utilizzato un registro linguistico medio che non esclude però né vocaboli prestati dalla lingua parlata né espressioni abbastanza ricercate. Le sequenze riflessive abbinate allo stratagemma narrativo del monologo interiore preponderano in tutto il romanzo ma non mancano parti narrative e descrittive così come i dialoghi fra personaggi. La struttura sintattica è prevalentemente ipotattica e ciò ben sta con la con la complessità generale ravvisabile nel romanzo.

Temi:
Il tema fondamentale è essenzialmente uno ed è racchiuso in una frase del settimo libro dove si capisce anche la vera e profonda origine del dissesto psicologico di Vitangelo; egli si rivolge ad Anna Rosa con queste parole: “Lei non può conoscersi che atteggiata: statua: non viva. Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire”. Da queste parole possiamo evincere dunque l'impossibilità di ognuno di conoscere il proprio “io” interiore che è l'argomento principale sviluppato lungo tutto il romanzo. Il problema sollevato dallo stesso Vitangelo non è altro che il culmine dei suoi ragionamenti che si dipartono dalla presa coscienza della pluralità dell'“io”. Ciò avviene a seguito del tentativo di individuare una propria identità, cosa che lo pone davanti a tre domande: Chi siamo? Cosa crediamo di essere? Cosa siamo per gli altri? Su queste basi inizia la ricerca dell'“io”, altro tema fondamentale del romanzo. Entrambe queste questioni si possono configurare come attuali poiché l'io è da sempre argomento centrale delle riflessioni dell'uomo e attorno ad esso ruotano i grandi interrogativi che l'umanità si è posta già dalle sue origini.

Messaggi e contesto:
Lo scopo del romanzo è dimostrare quanto la vita di ognuno sia stereotipata e vittima del giudizio degli altri che la privano di un'autenticità intesa come l'identità unica e personale di ognuno. Il libro vuole mettere in risalto anche la casualità della vita che si esprime nelle parole di Vitangelo: “vi sentii dentro tutto lo sgomento delle necessità cieche, delle cose che non si possono mutare: la prigione del tempo, il nascere ora,e non prima e non poi; il nome e il corpo che ci è dato; la catena delle cause; il seme gettato da quell’uomo:mio padre senza volerlo;il mio venire al mondo dal quel seme, frutto involontario di quell’uomo, legato a quel ramo e espresso da quelle radici”. La visione del mondo di Pirandello risentì in maniera profonda della crisi del Positivismo e nacque sia dall’analisi della società contemporanea, che egli andò sviluppando in maniera autonoma, sia dalla lettura delle opere di Henry Bergson, Georg Simmel e di Alfred Binet (filosofi) dai quali prese la dottrina dello slancio vitale e cioè la visione della vita come di un perpetuo divenire.

Giudizi:
Il libro non è di immediata comprensione vista la sua complessità dovuta alla tematica psicologica e alla ricchezza di riflessioni, praticamente onnipresenti nel libro. D'altro canto è doveroso far riferimento alla straordinaria attualità degli argomenti trattati che lo rendono interessante e fonte di riflessioni. L'aria di novità che aleggiava intorno al romanzo al tempo della sua uscita è il propulsore del suo successo e della sua accettazione tra le file della borghesia nonché della successiva affermazione a livello internazionale.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del romanzo "Uno, nessuno e centomila"?
  2. Il tema centrale è l'impossibilità di conoscere il proprio "io" interiore, come evidenziato dalla frase di Vitangelo: “Conoscersi è morire”, che riflette la pluralità dell'identità e la ricerca dell'autenticità personale.

  3. Chi è il protagonista della storia e quale crisi affronta?
  4. Il protagonista è Vitangelo Moscarda, che affronta una crisi d'identità dopo che la moglie gli fa notare un difetto fisico, portandolo a rendersi conto della differenza tra come gli altri lo vedono e come lui si percepisce.

  5. Qual è il ruolo della moglie di Vitangelo, Dida, nella narrazione?
  6. Dida, inizialmente apatica, diventa antagonista di Vitangelo quando la sua avversione cresce a causa della minaccia ai suoi interessi economici, mostrando così la complessità delle relazioni interpersonali nel romanzo.

  7. Come si sviluppa la narrazione in termini di tempo e spazio?
  8. La narrazione si svolge in un tempo non ben definito all'interno della città di Richieri, seguendo un ordine cronologico con l'uso di sommari, scene e stratagemmi narrativi come anticipazioni e retrospezioni.

  9. Qual è il messaggio principale che Pirandello intende trasmettere attraverso il romanzo?
  10. Pirandello vuole dimostrare quanto la vita sia influenzata dai giudizi altrui, privando gli individui della loro autenticità e identità unica, evidenziando la casualità della vita e la prigione delle necessità.

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