Concetti Chiave
- La poesia "Soldati" di Ungaretti è scritta nel 1918 e riflette il contesto della Prima guerra mondiale, segnato dalla morte di molti soldati del suo reggimento.
- L'analogia tra i soldati e le foglie d'autunno evidenzia la precarietà della vita, con entrambe le immagini che simboleggiano una condizione di vulnerabilità.
- Il verso iniziale "si sta come" suggerisce una condizione di attesa e impotenza sia per i soldati che per l'intera umanità.
- Il secondo verso introduce l'autunno, sottolineando la transitorietà della vita e la connessione con l'idea di precarietà esistenziale.
- La struttura circolare della poesia collega i soldati e le foglie, trasmettendo un messaggio universale sulla caducità dell'esistenza umana.
Bosco di Courton luglio 1918
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie
Contesto Storico della Poesia
La lirica, tratta dalla raccolta L’Allegria, è stata composta nel 1918, quando Ungaretti fu spostato sul fronte francese durante la Prima guerra mondiali. L’occasione è data al poeta dalla morte di 5.000 soldati, sorpresi durante una tregua dall’artiglieria tedesca. I soldati caduti facevano parte delle stesso reggimento di fanteria di cui faceva parte anche Ungaretti. Queste indicazioni sono utili per capire lo stato d’animo in cui il poeta si trovava quando ha scrittola poesia.
Analogia tra Soldati e Foglie
La poesia si fonda su un’analogia: la vita dei soldati è precaria quanto quella delle foglie che d’autunno cadono al minimo soffio di vento. I soldati si trovano in trincea, una condizione di guerra molto logorante dal punto di vista fisico e psicologico. Il verbo iniziale ”si sta” indica la condizione dei soldati che aspettano l’attacco nemico. Tale condizione è anche il simbolo della condizione esistenziale di tutta l’umanità e della vita dell’uomo che è sempre così precaria.
Il titolo della lirica “Soldati” indica immediatamente il 1° termine della similitudine. (Il 2° è costituito dalle foglie)
Ecco come si articolano i versi:
- Il primo verso (“ si sta come) imposta il paragone e utilizza il verbo alla forma impersonale. Il “si” può avere una duplice interpretazione; potrebbe riferirsi ai soldati che attendono di rispondere al nemico, quindi col significato di “stare in piedi in attesa di combattere”; tuttavia potrebbe indicare anche tutti gli uomini, tutta l’umanità che si trova nella stessa condizione precaria dei soldati della trincea.
- Il secondo verso ci fornisce un’indicazione di tempo (l’autunno): l’autunno è una stagione di passaggio, di attesa e quindi anch’esso si ricollega all’idea di precarietà.
- Il terzo verso ci fornisce un’indicazione relativa allo spazio (gli alberi).
- Finalmente, nell’ultimo verso abbiamo il 2°termine di paragone che ci rimanda al titolo (soldati = foglie). Per questo motivo si può dire che la lirica ha un andamento circolare.
Significato del Secondo Verso
Conclusione e Andamento Circolare
Condizione Universale dell'Uomo
L’analogia non si riferisce soltanto a quel tragico momento che ha vissuto Ungaretti sul fronte francese e quindi contingente: la condizione di foglie che cadono non è solo quella dei soldati della Prima guerra mondiale, bensì quella di tutti gli uomini per cui si potrebbero scrivere l’uguaglianza seguente: foglie che cadono d’autunno = soldati che muoiono combattendo = condizione precaria dell’esistenza umana e sentimento del fatto che tutto è provvisorio (concetto di caducità dell’uomo).
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico in cui Ungaretti ha scritto la poesia "Soldati"?
- Qual è l'analogia principale presente nella poesia?
- Che significato ha il verbo "si sta" nel primo verso della poesia?
- Qual è il messaggio universale che si può trarre dalla poesia?
La poesia è stata composta nel 1918, durante la Prima guerra mondiale, in seguito alla morte di 5.000 soldati, tra cui molti del reggimento di Ungaretti, colpiti dall'artiglieria tedesca durante una tregua.
L'analogia principale è tra la vita dei soldati e le foglie d'autunno, entrambe caratterizzate da una precarietà che le rende vulnerabili e soggette a cadere al minimo soffio di vento.
Il verbo "si sta" indica la condizione di attesa dei soldati in trincea, ma può anche riferirsi a tutta l'umanità, sottolineando la precarietà dell'esistenza umana.
La poesia esprime la condizione precaria dell'esistenza umana, suggerendo che la caducità della vita, simboleggiata dalle foglie che cadono, è un'esperienza condivisa da tutti gli uomini, non solo dai soldati della Prima guerra mondiale.