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Concetti Chiave

  • Carlo V tentò di stabilire un'egemonia imperiale in Europa, ereditando un vasto territorio che includeva la corona spagnola e i possedimenti borgognoni.
  • Il conflitto con la Francia si accese principalmente per la rivendicazione della Borgogna e la Lombardia, culminando con la cattura di Francesco I durante le ostilità in Italia.
  • La Lega di Cognac, formata da Francesco I e alleati, si oppose a Carlo V, mentre il sacco di Roma nel 1527 aumentò le tensioni tra l'Impero e la Francia.
  • La Pace di Cambrai del 1529 portò alla rinuncia della Francia su Napoli e Milano e alla restaurazione dei Medici a Firenze, ma le ostilità ripresero nel 1535.
  • Dopo l'abdicazione nel 1555, Carlo V divise i suoi possedimenti tra il figlio Filippo II e il fratello Ferdinando, segnando la fine del suo sogno di supremazia universale cristiana.

Qual è l'ascesa di Carlo V?

Con Carlo V si assistette all’ultimo tentativo di dare vita ad un’egemonia imperiale in Europa. Nel 1515 Carlo V aveva ereditato dalla nonna paterna i possedimenti borgognoni; nel 1516 era stato proclamato, con il nome di Carlo I, re di Spagna (in quanto figlio di Giovanna la Pazza, figlia di Ferdinando d’Aragona e di Isabella di Castiglia) e nel 1519 fu eletto imperatore con il nome di Carlo V (in quanto figlio di Filippo d’Asburgo, figlio dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo e di Maria di Borgogna). Il suo potere si estendeva, quindi, su un vasto territorio che, oltre all’Impero, comprendeva: i possedimenti borgognoni, la corona spagnola (Aragona, Castiglia, regno di Napoli, Sicilia e Sardegna) e i possedimenti asburgici. L’elezione imperiale completava il disegno provvidenziale di Carlo V, cioè quello di riprendere la funzione che era già stata di Carlo Magno: assicurare l’ordine e la pace a tutto il mondo cristiano e guidarlo contro i suoi nemici. Riaffiorava, così, il sogno di un Impero universale. In realtà, le province che formavano l’Impero non furono mai un’unità organica e Carlo V aveva dovuto lasciare intatte le loro autonomie e le loro istituzioni.

Conflitti con la Francia

La scena politica europea fu dominata per molto tempo dallo scontro tra Carlo V e i re di Francia. Oggetto dei contrasti furono inizialmente la Borgogna (che Carlo rivendicava come parte dell’eredità borgognona) e la Lombardia (il milanese era sotto il dominio francese dal trattato di Noyon del 1516). Le ostilità si aprirono nel 1521 e i fatti più importanti si verificarono in Italia: i Francesi persero l’Italia (il re Francesco I fu fatto prigioniero).

La lega di Cognac e il sacco di Roma

L’Inghilterra appoggiò la Francia, temendo che l’intera Europa venisse conquistata da Carlo V. Francesco I firmò nel 1526 la Pace di Madrid che prevedeva la rinuncia da parte della Francia di Milano, Napoli e della Borgogna.

Quando Francesco I fu liberato, formò una lega anti-imperiale, la Lega di Cognac

(1526) a cui aderirono:

- il papa Clemente VII;

- Venezia;

- gli Sforza;

- i Medici;

- Enrico VIII.

In questo clima, nel 1527 alcuni reparti di mercenari tedeschi (i lanzichenecchi), in prevalenza luterani, si spinsero di propria iniziativa verso Roma e la saccheggiarono. Il “sacco di Roma” non era stato preordinato da Carlo V, ma neppure impedito.

Pace di Cambrai e restaurazioni

Nel 1529 fu firmata la Pace di Cambrai in base alla quale la Francia rinunciava alle pretese su Napoli e su Milano e l’imperatore abbandonava la richiesta della Borgogna. Carlo V, sempre nel 1529, si impegnò a garantire la restaurazione dei Medici a Firenze e di Francesco II Sforza a Milano. Le ostilità tra la Francia e l’Impero si riaccesero però nel 1535.

Abdicazione e divisione dei possedimenti

Carlo V, alla morte dello Sforza, si era annesso Milano ed Enrico II, re di Francia, appoggiò i principi tedeschi riuniti nella Lega di Smalcalda. A questo punto, Carlo V rinunciò al suo sogno di supremazia universale cristiana e decise

di abdicare (nel 1555) e di dividere i suoi possedimenti tra:

- il figlio Filippo II (Spagna, colonie americane, possedimenti italiani, Paesi Bassi);

- il fratello Ferdinando (le terre familiari degli Asburgo e l’elezione ad imperatore).

Pace di Augusta e Cateau-Cambrésis

La Pace di Augusta del 1555 concluse il conflitto con i protestanti e la Pace di Cateau-Cambrésis del 1559 pose fine al conflitto con la Francia stabilendo:

- che il re francese Enrico II avrebbe riconfermato le sue rinunce territoriali in Italia (Napoli e Milano);

- che la Spagna avrebbe avuto il predominio in Italia (Milano, Napoli, Sardegna, Sicilia).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Carlo V nell'egemonia imperiale in Europa?
  2. Carlo V tentò di stabilire un'egemonia imperiale in Europa, ereditando vasti territori e cercando di riprendere la funzione di Carlo Magno, ma le province dell'Impero rimasero autonome e non formarono un'unità organica.

  3. Quali furono le cause dei conflitti tra Carlo V e la Francia?
  4. I conflitti tra Carlo V e i re di Francia furono inizialmente causati dalle rivendicazioni su Borgogna e Lombardia, culminando in ostilità che portarono alla cattura del re Francesco I e alla perdita dell'Italia da parte dei Francesi.

  5. Che cos'è la Lega di Cognac e quale fu il suo impatto?
  6. La Lega di Cognac, formata nel 1526 da Francesco I e altri alleati, mirava a contrastare l'imperialismo di Carlo V, ma portò anche al sacco di Roma nel 1527, un evento non preordinato ma non impedito dall'imperatore.

  7. Quali furono le conseguenze della Pace di Cambrai del 1529?
  8. La Pace di Cambrai portò alla rinuncia della Francia su Napoli e Milano e all'abbandono da parte di Carlo V delle pretese sulla Borgogna, ma le ostilità ripresero nel 1535.

  9. Come si concluse il regno di Carlo V e quali furono le sue decisioni finali?
  10. Carlo V abdicò nel 1555, dividendo i suoi possedimenti tra il figlio Filippo II e il fratello Ferdinando, segnando la fine del suo sogno di supremazia universale cristiana.

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