Concetti Chiave
- La trombolisi è indicata solo in caso di STEMI, se la PCI non può essere effettuata entro 120 minuti, ma comporta rischi emorragici significativi.
- Le controindicazioni alla fibrinolisi includono età superiore ai 75 anni, ictus emorragico pregresso, grave ipertensione e recenti interventi chirurgici.
- La gestione di un infarto miocardico non rivascolarizzato può avvenire tramite terapia di supporto, con rischi di emorragia endocranica associati alla trombolisi.
- L'ECG è cruciale per la diagnosi di sindrome coronarica acuta, sebbene il 45% delle registrazioni iniziali possa non mostrare alterazioni diagnostiche chiare.
- È importante considerare una diagnosi differenziale del dolore toracico tramite la "regola delle 3P" per identificare se il dolore è di origine cardiaca.
Indice
Indicazioni e rischi della trombolisi
Viene effettuata solo in caso di Stemi, quando non si possa ricorrere alla Pci entro 120 minuti. È da sottolineare che la trombolisi espone il paziente ai rischi emorragici correlati alla fibrinolisi sistemica, in particolare ad emorragia endocranica.
Controindicazioni alla fibrinolisi
Le principali controindicazioni alla fibrinolisi sono quindi rappresentate da:
- età maggiore ai 75 anni, parametro oggi sempre più discusso a fronte del buono stato di salute di molti soggetti con età avanzata; è pertanto più indicata una valutazione del contesto clinico globale del paziente (parametro C dell’Acs);
- precedente ictus emorragico;
- ictus ischemico nei 2 mesi precedenti;
- ipertensione grave;
- intervento chirurgico negli ultimi 20 giorni;
- gravidanza;
- epatopatie gravi;
- retinopatia diabetica/emorragica grave;
- Sanguinamento GI recente (
Qual è la diagnosi e gestione dell'infarto?
Potrebbe infatti essere meno dannoso un infarto miocardico non rivascolarizzato, ma gestito con sola terapia di supporto, responsabile di un’eventuale riduzione della frazione d’eiezione, rispetto al rischio di provocare un sanguinamento endocranico con invalidità permanente.
Importanza dell'ecg e diagnosi differenziale
Quindi sulla base di clinica, Ecg, e marcatori di citolisi si andrà a fare una diagnosi di probabilità. Davanti a noi possiamo avere una vasta gamma di sfumature della presenza o meno delle caratteristiche di Sca: ci possono essere dei casi in cui certamente si può dire che il dolore non è di origine cardiaca con dolore puntorio esacerbato da palpazione, Ecg normale e marcatori di miocardio citolisi negativi; altri casi in cui invece senza dubbio si deve chiamare urgentemente la cardiologia poiché presentano dolore tipico, ECG sopraslivellato e troponina marcatamente aumentata. In mezzo invece c’è una zona grigia in cui è difficile capire se si tratti si Sca o meno e si cerca di ricoverare per sicurezza. Importante è ricordare che dipende molto anche da quando si fa il primo tracciato, e spesso (45% dei casi) l’Ecg iniziale non è diagnostico (presenta delle alterazioni ma non sono il classico sopraslivellamento del tratto St) e bisogna quindi ricorrere alla misurazione seriata oppure anche porre attenzione alle alterazioni precoci che precedono la comparsa del sopraslivellamento del tratto St come per esempio delle onde T più elevati del complesso Qrs dette “iperacute”, la cui presenza non è mai normale.
Il caso tipico di Scs è rappresentato dall’immagine del Netter in cui è presente un signore di mezza età che si porta la mano al petto mentre sta uscendo dal ristorante. Questo è un caso tipico, facile da individuare e che presenta una sintomatologia classica con dolore anginoso, ma non è sempre così. Per avere un metodo di lavoro è importante la “regola delle 3P” che ci permette di effettuare una diagnosi differenziale delle cause di dolore toracico, permettendoci di vedere se le caratteristiche del dolore presente ci consente di rendere meno probabile la diagnosi di Sca.
Domande da interrogazione
- Quali sono le indicazioni principali per la trombolisi in caso di infarto?
- Quali sono le controindicazioni alla fibrinolisi?
- Come si gestisce un infarto miocardico non rivascolarizzato?
- Qual è l'importanza dell'ECG nella diagnosi di infarto?
La trombolisi è indicata solo in caso di ST-elevated myocardial infarction (STEMI) quando non è possibile effettuare la percutaneous coronary intervention (PCI) entro 120 minuti. Tuttavia, comporta rischi emorragici, in particolare emorragia endocranica.
Le principali controindicazioni includono età superiore ai 75 anni, precedente ictus emorragico, ictus ischemico recente, ipertensione grave, interventi chirurgici recenti, gravidanza, epatopatie gravi e sanguinamenti gastrointestinali recenti.
Un infarto miocardico non rivascolarizzato può essere gestito con terapia di supporto, che potrebbe risultare meno dannosa rispetto al rischio di sanguinamento endocranico, che può causare invalidità permanente.
L'ECG è fondamentale per la diagnosi differenziale dell'infarto. È importante effettuare un tracciato iniziale e, se necessario, misurazioni seriati, poiché il 45% degli ECG iniziali non è diagnostico e potrebbero presentarsi alterazioni precoci che richiedono attenzione.