Concetti Chiave
- Il trifoglio bianco presenta due varietà, una di taglia ridotta per pascolo e una di taglia maggiore per prati, con fiori bianco-rosati e un apparato radicale superficiale.
- La semina del trifoglio bianco avviene entro marzo o a settembre in consociazione con graminacee, richiedendo irrigazione e concimazione specifica per una buona resa.
- Il trifoglio pratense ha un apparato radicale profondo e steli eretti, fiorisce con infiorescenze di colore azzurro-violetto e si adatta a terreni con pH fino a 6.
- La semina del trifoglio pratense si effettua a marzo o aprile, e la pianta è sensibile all'umidità, che può causare malattie fungine come il Mal de lo sclerozio.
- Il foraggio del trifoglio pratense è difficile da affienare a causa degli steli grossi e ricchi d'acqua, ma è ottimo per l'insilato grazie al suo contenuto di zuccheri solubili.
Trifoglio bianco (Trifolium repens)
Caratteristiche del trifoglio bianco
Il trifoglio bianco comprende due specie: Trifolium repens var hollandicum(t nano)di taglia ridotta utilizzato soprattutto come prato pascolo, e il Trifolium repens var gigante(t ladino), di tagli maggiore utilizzato per prati.
Il trifogli bianco ha dapprima un apparato radicale fittonante che viene poi sostituito da un apparato avventizio fascicolato molto superficiale. Gli steli sono striscianti.Le fogli sono trifogliate e portate da un picciolo che nelle piante da pascolo è lungo 5-10 cm mentre nelle piante da sfalcio è lungo 40-60 cm. L’infiorescenza è a capolino e presenta fiori bianco-rosati. Il legume contiene 3-4 semi di forma cuoriforme e di colore giallo-rosso. È una pianta che predilige gli ambienti freschi e che non resiste alla siccità in quanto ha un apparato radicale molto superficiale. Sopporta le alte temperature solo se l’umidità dei primi strati di terreno è ottima. Richiede molta luce quindi la consociazione con graminacee può essere un fatto negativo in quanto queste la potrebbero privare di luce.
Produzione e resa del trifoglio bianco
La semina è eseguita entro marzo, ma se si esegue una consociazione con graminacee viene eseguita a settembre. Vengono seminati 7-8 kg/ha di semi, a file distanti 12-25 cm e alla profondità massima di 1 cm. È fondamentale l’irrigazione che spesso viene eseguita per scorrimento. La concimazione nell’anno d’impianto viene eseguito distribuendo 150-200 kg/ha di P2O5 e K2O se non si è eseguita letamazione. Se all’aratura di è eseguita letamazione invece, vengono distribuiti 80-100 kg/ha dei due concimi. Per quanto riguarda la concimazione negli anni successivi, a fine inverno vengono distribuiti 80-100 kg/ha dei due concimi e dopo il secondo taglio ne vengono distribuiti 40-50kg/ha.il foraggio prodotto è ottimo in quanto è composto solamente da fiori,foglie e piccioli. Gli steli vengono eliminati. La produzione di sostanza secca nel primo anno è pari a 5-6t/ha, nel secondo anno di 15-18t/ha e nel terzo anno di 10-12t/ha. Vengono eseguiti 4-6 sfalci all’anno.
Trifoglio pratense(Trifolium pratense)
Caratteristiche del trifoglio pratense
Il trifoglio pratense ha un apparato radicale fittonante profondo, ma meno della medica. Le foglie sono trifogliate e sulla pagina superiore è presente un disegno a forma di V. Gli steli sono eretti e grossolani e la pianta in fioritura raggiunge un’altezza di 60-70cm. Le infiorescenze sono a capolino e sono costituite da più di 100 fiori di colore azzurro-violetto. Il frutto è un legume che contiene un seme giallo.
Coltivazione e sfide del trifoglio pratense
Il trifoglio pratense predilige ambienti freschi, non sopporta la siccità e le temperature oltre 1 35°C. Si adatta a terreni con pH sino a 6. Viene coltivato in ambienti poco adatti alla Medica. La semina viene eseguita a marzo, mentre in collina ad aprile. Vengono seminati 20-24 kg/ha di semi, in file distanti 12-15 cm alla profondità massima di 1 cm. Il trifoglio violetto viene spesso coltivato in consociazione con graminacee, soprattutto Loiessa. Fattore molto pericoloso per il trifoglio violetto è l’umidità, perché favorisce il diffondersi del Mal de lo sclerozio, una malattia funginea che provoca marciume radicale e del colletto. Resiste ai ritorni di freddo più della Medica. Il foraggio prodotto è difficile da affienare in quanto gli steli sono grossi e ricchi d’acqua. È quindi consigliato l’uso della falcia condizionatrice a rulli. È molto adatto invece all’insilato in quanto è ricco di zuccheri solubili. Nel primo anno vengono prodotti 5-8 t/ha di sostanza secca, mentre nel secondo anno, ne vengono prodotte 12t/ha. Dopo di che è meglio interrompere il prato.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali varietà di trifoglio bianco e le loro caratteristiche?
- Qual è l'importanza dell'irrigazione nella coltivazione del trifoglio bianco?
- Come si differenzia il trifoglio pratense dal trifoglio bianco in termini di apparato radicale?
- Quali sono le sfide principali nella coltivazione del trifoglio pratense?
- Qual è la resa di sostanza secca del trifoglio pratense nei primi anni di coltivazione?
Il trifoglio bianco comprende due varietà: Trifolium repens var hollandicum, di taglia ridotta e utilizzato come prato pascolo, e Trifolium repens var gigante, di taglia maggiore per prati. Ha un apparato radicale superficiale e foglie trifogliate, con infiorescenze a capolino di fiori bianco-rosati.
L'irrigazione è fondamentale per il trifoglio bianco, poiché la pianta non resiste alla siccità e richiede umidità nei primi strati di terreno. L'irrigazione viene spesso eseguita per scorrimento.
Il trifoglio pratense ha un apparato radicale fittonante profondo, ma meno profondo rispetto alla medica, mentre il trifoglio bianco ha un apparato radicale superficiale che non resiste alla siccità.
Le principali sfide per il trifoglio pratense includono la sensibilità alla siccità e alle alte temperature, oltre al rischio di malattie funginee come il Mal de lo sclerozio, che può causare marciume radicale.
Nel primo anno, il trifoglio pratense produce 5-8 t/ha di sostanza secca, mentre nel secondo anno la produzione aumenta a 12 t/ha. Dopo il secondo anno, è consigliabile interrompere il prato.