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Concetti Chiave

  • L'ars dictaminis è una tecnica di scrittura che si evolve dalla retorica antica, utilizzata per costruire la prosa sia in latino che in volgare.
  • Una delle innovazioni chiave è l'uso del cursus, che fornisce ritmo alle composizioni attraverso schemi di successioni sillabiche.
  • I destinatari principali dell'ars erano il personale politico delle città comunali italiane e i funzionari del regno, rispondendo a esigenze di natura propagandistica.
  • I principali maestri dell'ars dictaminis includono Boncompagno da Signa, Guido Fava e Bene da Firenze, tutti professori universitari che offrivano consigli sulla scrittura di lettere e discorsi.
  • Il dibattito sulla continuità o rottura tra i modelli del Tardo Medioevo e l’Umanesimo è acceso, con alcuni studiosi come Maire Vigueur che sostengono la continuità, definendo gli autori medievali come "preumanisti".

La seconda tipologia di opere appartiene al genere dell’ars dictandi, o dictaminis; l’ars dictaminis è un’attualizzazione della retorica antica e consiste in una tecnica per la costruzione della prosa e la disposizione della materia (per la scrittura in prosa), dapprima in latino e dalla metà del Duecento anche in volgare.

Innovazioni e definizioni

Una delle più celebri innovazioni di questa arte è l’uso del cursus (velox o planus), una serie di schemi di successioni sillabiche volti a dare un certo ritmo alla composizione (che rientra fra le tecniche di composizione dei testi). Troviamo una definizione dell’ars in uno scritto di Tommaso di Capua, arcivescovo di Napoli, autore di una Summa dictaminis: si tratta di una «digna verborum artificiosa congeries» costituita da tre tipologie: il dictamen prosaycum, metricum e ritmicum.

Destinatari e maestri dell'ars

Il destinatario comune di queste tre tipologie era il personale politico delle città comunali per quanto riguarda l’Italia comunale e i funzionari del regno per quanto riguarda il regnum. L’ars nasce intorno al 1080 per esigenze di natura propagandistica (questo vale anche per Pier delle Vigne, il cui epistolario è infarcito di temi antipontici e filoimperiali); i principali maestri dell’ambiente comunale sono Boncompagno da Signa, Guido Fava e Bene da Firenze: costoro sono tutti professori universitari, perciò quando Maire Vigueur si riferisce all’ars dictaminis parla di «professori di retorica» che «danno consigli utili per la stesura delle lettere e la composizione dei discorsi» (ma in questo ne riduce la portata all’ambiente comunale, limitandosi a parlare dei tre professori universitari e non tenendo conto delle precedenti opere propagandistiche, come quella di Pier delle Vigne. Infatti, per quanto si tratti di consigli su come scrivere le lettere e preparare i discorsi, si capisce dai testi qual è il modello ideale degli autori, che cosa pensano sia meglio a livello politico).

Continuità e rottura con l'Umanesimo

Alcuni studiosi sostengono la continuità fra i modelli scrittori del Tardo Medioevo (Due/Trecento) e l’Umanesimo, altri evidenziano la rottura; Maire Vigueur, parlando degli autori medievali come di “preumanisti”, sostiene chiaramente l’ipotesi della continuità.

Bibliografia:

Progetti di trasformazione della società nei regimi di Popolo, Jean-Claude Marie Vigueur

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di ars dictaminis e quali sono le sue principali innovazioni?
  2. L'ars dictaminis è una tecnica per la costruzione della prosa, attualizzando la retorica antica, e include l'uso del cursus per dare ritmo alla composizione. Secondo Tommaso di Capua, è una «digna verborum artificiosa congeries» che comprende tre tipologie: dictamen prosaycum, metricum e ritmicum.

  3. Chi erano i destinatari principali dell'ars dictaminis e quali figure ne rappresentavano i maestri?
  4. I destinatari principali erano il personale politico delle città comunali e i funzionari del regno. I principali maestri dell'ars includevano Boncompagno da Signa, Guido Fava e Bene da Firenze, tutti professori universitari che fornivano consigli utili per la scrittura di lettere e discorsi.

  5. Qual è il dibattito riguardo alla continuità tra il Tardo Medioevo e l'Umanesimo?
  6. Alcuni studiosi vedono una continuità tra i modelli scrittori del Tardo Medioevo e l'Umanesimo, mentre altri evidenziano una rottura. Maire Vigueur sostiene l'ipotesi della continuità, definendo gli autori medievali come “preumanisti”.

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