Concetti Chiave

  • Il trattamento della sincope mira a prolungare la sopravvivenza, limitare i danni fisici e prevenire le ricorrenze, specialmente in caso di sincopi cardiogene.
  • Per la sincope cardiogena, è fondamentale trattare la patologia cardiaca sottostante e, se necessario, somministrare farmaci antiaritmici o impiantare dispositivi come pacemaker e defibrillatori.
  • La sincope può avere legami con patologie neuropsichiatriche, dove alcuni farmaci possono causare aritmie, e i pazienti psichiatrici possono confondere gli episodi sincopali con eventi epilettici.
  • Il looprecorder ha aumentato l'identificazione di casi di sincope di eziologia ignota, che oggi rappresentano circa il 20% dei casi.
  • È importante educare i pazienti a riconoscere i prodromi della sincope e insegnare manovre fisiche per gestire gli episodi, come il tilt training e altre tecniche di contropressione.

Obiettivi del trattamento sono:

    • Prolungare la sopravvivenza (vero soprattutto per le cardiogene)

    • Limitare i danni fisici- traumatismi

    • Prevenire ricorrenze.

Inoltre Per la sincope cardiogena:

    • Trattare la patologia cardiaca sottostante eventuale

    • Somministrare farmaci antiaritmici

    • Se bradicardia significativa: impianto di pacemaker

    • Se c'è rischio di innesco di Tv: impianto del defibrillatore.

    • Per la sincope riflessa e intolleranza all'ipotensione ortostatica.

Indice

  1. Sincope e neuropsichiatria
  2. Ruolo del looprecorder

Sincope e neuropsichiatria

Per quanto riguarda l’ultimo punto è importante l’associazione tra sincope e neuropsichiatria in quanto:

    • I farmaci che vengono assunti per le suddette patologie possono allungare il qt e quindi favorire aritmie e torsione di punta

    • Il paziente psichiatrico può fingere sia di sincopare oppure che la sincope sia un attacco epilettico (pseudosincope o pseudoepilessia, ma rispettivamnte senza ipopefusione e senza riduzione pressione o senza attività anomala all’elettroencefalogramma). Il tilt test può essere associato all’Eeg per valutare eventuale patologia neurologica epilettica sottostante, disautonomie o eventuale patologia psichiatrica. La pseudosincope ha una durata prolungata (può durare alcuni minuti, mentre nella sincope il paziente si riprende dopo pochi secondi o minuti); ha una frequenza di attacchi rapida e di solito non c’è un evento scatenante; di solito il paziente si fa meno male con la pseudosincope anche se sono possibili leggere lesioni o traumatismi; nella pseudosincope, inoltre, il pz tende a chiudere gli occhi, mentre nell’evento sincopale gli occhi sono chiusi.

Ruolo del looprecorder

Detto questo, grazie soprattutto al ruolo del looprecorder, ad oggi la percentuale di casi di sincope ad eziologia ignota arriva al 20%.

È importante rassicurare il pz circa la benignità della sua condizione, educarlo a riconoscere i prodromi e ad evitare situazioni trigger e condizioni connesse ad un abbassamento della PA. E' importante insegnare al pz con ipotensione ortostatica, soprattutto anziano, di evitare la disidratazione. Bisogna prestare attenzione all’assunzione di antiipertensivi, vasodilatatori e valutare i fattori di rischio. Possono essere insegnate delle manovre/posizioni da assumere che potrebbero contenere l'evoluzione dell'episodio qualora fossero riconosciuti i prodromi: acquisizione di una posizione supina o esecuzione delle Pcm - handgrip / legcrossing e armtensing (PhysicalCounterpressureManoeuvres). (vengono lette le manovre nell’immagine). Viene riportata poi la tecnica del "tilt training": il pz viene "desensibilizzato" al riflesso vasovagale tramite sedute ripetute con lettino del tilt-test. Sono stati ottenuti scarsi risultati, eventualmente più validi in adolescenti. Dall'immagine è possibile capire come la manovra di handgrip in assenza di disautonomie permetta di aumentare la Pa e Fc, contrastando la tendenza al calo pressorio. Non sempre le manovre sono efficaci.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono gli obiettivi principali del trattamento della sincope cardiogena?
  2. Gli obiettivi principali del trattamento della sincope cardiogena sono prolungare la sopravvivenza, limitare i danni fisici e prevenire ricorrenze.

  3. Quali interventi sono previsti per la sincope cardiogena?
  4. Per la sincope cardiogena, è fondamentale trattare la patologia cardiaca sottostante, somministrare farmaci antiaritmici, e in caso di bradicardia significativa o rischio di innesco di tachicardia ventricolare, considerare l'impianto di un pacemaker o di un defibrillatore.

  5. Come si distingue la pseudosincope dalla sincope vera?
  6. La pseudosincope si distingue dalla sincope vera per la sua durata prolungata, l'assenza di ipopefusione, e il fatto che il paziente tende a chiudere gli occhi, mentre nella sincope vera gli occhi sono chiusi e il recupero avviene rapidamente.

  7. Qual è il ruolo del looprecorder nella diagnosi della sincope?
  8. Il looprecorder ha un ruolo cruciale nella diagnosi della sincope, contribuendo a identificare il 20% dei casi di sincope ad eziologia ignota, e aiutando a rassicurare il paziente sulla benignità della sua condizione.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community