Concetti Chiave

  • Il trattamento conservativo è la prima linea per le sindromi femoro-rotulee, mirato a pazienti con scarsa predisposizione all'attività fisica e tono muscolare ridotto.
  • Un programma fisioterapico personalizzato è essenziale per riequilibrare le strutture muscolari della rotula, potenziando il quadricipite e allungando i flessori.
  • Il potenziamento del quadricipite deve avvenire in un arco di movimento ridotto per evitare il dolore, creando un circolo virtuoso per migliorare la deambulazione.
  • Dopo la risoluzione del dolore, si possono introdurre attività fisiche come la bicicletta e il nuoto, per mantenere il tono muscolare e prevenire recidive.
  • L'intervento chirurgico è necessario se il trattamento fisioterapico fallisce, mirando a correggere la malposizione del ginocchio piuttosto che la rotula stessa.

Indice

  1. Trattamento conservativo delle sindromi
  2. Programma fisioterapico personalizzato
  3. Potenziamento del quadricipite
  4. Attività sportive post-trattamento
  5. Intervento chirurgico per instabilità

Trattamento conservativo delle sindromi

La maggior parte delle sindromi femoro-rotulee e di instabilità di rotula prevede un trattamento di tipo conservativo. Il paziente tipico è una ragazza di costituzione lassa, non predisposta all’attività fisico-sportiva, quindi con poco tono muscolare, talvolta con qualche screzio di tipo depressivo che è legato all’andamento della patologia articolare. Questo perché il dolore di rotula a volte diventa talmente impegnativo da impedire una normale vita di relazione: la paziente non riesce a fare attività sportiva, fa fatica a fare le scale, ad alzarsi

dalla sedia, va a fare una passeggiata con le amiche e dopo un km lamenta dolore e deve fermarsi.

Programma fisioterapico personalizzato

È difficile trovare una soluzione sportiva di rafforzamento del tono muscolare perché i soggetti non hanno questa predisposizione. Allora si imposta un programma fisioterapico fatto apposta per riequilibrare le strutture muscolari della rotula: il quadricipite e i flessori sono infatti squilibrati.

Potenziamento del quadricipite

Nel momento in cui si instaura il dolore di rotula il quadricipite perde forza, prevalgono i flessori, con un deficit nell’estensione, il quale anche se minimo (anche di 5°) impedisce la corretta deambulazione; pertanto, il soggetto con questo deficit cammina male, alimentando ancora di più il dolore di rotula. Questo circolo vizioso è interrotto con la fisioterapia rinforzando il quadricipite e allungando i flessori. Per potenziare il quadricipite però bisogna lavorare in un grado di movimento molto modesto (dagli 0 ai 30°), perché aumentando i gradi di flessione la rotula viene a contatto col femore e venendo schiacciata provocherà dolore. Si parla di potenziamento del quadricipite “in arco non doloroso”. I tempi di rinforzo del quadricipite saranno quindi molto lunghi, e un’altra delle complicazioni di questo quadro è perciò l’abbandono della fisioterapia da parte dei pazienti.

Attività sportive post-trattamento

Una volta ottenuta la risoluzione del disturbo, in circa un paio di mesi, si cominciano a concedere alcune attività sportive: la bicicletta in piano e il nuoto senza lo stile rana. Se dopo un altro paio di mesi il paziente non ha dolore e sta bene, si introduce anche l’attività sportiva da lui desiderata (se presente), o si consiglia di proseguire con le attività di nuoto e bicicletta, perché il mantenimento del tono muscolare eviterà le recidive.

Intervento chirurgico per instabilità

Al fallimento del programma fisioterapico bisogna procedere con l’intervento chirurgico. Nella maggior parte dei casi la rotula è “spettatore innocente”, e il problema risiede nella malposizione del ginocchio, soprattutto nei difetti di rotazione degli arti inferiori. Non è però possibile riposizionare il femore o la tibia, quindi si sposta la rotula nella posizione “sbagliata”, ma coerente con l’arto: si corregge la rotula anche se non è la rotula che andrebbe corretta.

Nel caso di rotula tiltata, si fa una sezione del legamento alare esterno, il quale si “apre”, e si fa una plicatura dell’alare mediale con dei punti, rimettendo in asse la rotula.

Nel caso di sublussazione di rotula, quindi con un attacco del tendine rotuleo più laterale del dovuto, si fa una trasposizione della tuberosità tibiale: si stacca l’inserzione del tendine rotuleo dalla tuberosità tibiale e lo si medializza dai 7 ai 10mm, fissandolo con sistemi di ancoraggio costituiti da viti.

Nel caso di rotazione del tendine rotuleo, il quale è attaccato nella posizione corretta ma extraruotato, si fa un intervento di derotazione della tuberosità tibiale: si fa una piccola sezione (osteotomia) sotto al tendine rotuleo, si ruota, e si fissa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il trattamento principale per le sindromi femoro-rotulee?
  2. La maggior parte delle sindromi femoro-rotulee e di instabilità di rotula prevede un trattamento conservativo, mirato a riequilibrare le strutture muscolari della rotula attraverso un programma fisioterapico personalizzato.

  3. Quali sono le caratteristiche tipiche dei pazienti con sindromi femoro-rotulee?
  4. I pazienti tipici sono ragazze di costituzione lassa, non predisposte all'attività fisico-sportiva, con poco tono muscolare e talvolta con problemi di tipo depressivo legati al dolore articolare.

  5. Come si potenzia il quadricipite in caso di dolore di rotula?
  6. Il potenziamento del quadricipite avviene in un arco di movimento limitato (0-30°) per evitare il contatto doloroso con il femore, e richiede tempi lunghi, con il rischio di abbandono della fisioterapia da parte dei pazienti.

  7. Quali attività sportive sono consigliate dopo il trattamento?
  8. Dopo la risoluzione del disturbo, si possono iniziare attività come la bicicletta in piano e il nuoto (escludendo lo stile rana), per poi eventualmente introdurre l'attività sportiva desiderata se il paziente sta bene.

  9. Quando è necessario ricorrere all'intervento chirurgico?
  10. L'intervento chirurgico è necessario in caso di fallimento del programma fisioterapico, soprattutto quando la malposizione del ginocchio è la causa principale del problema, richiedendo correzioni specifiche della rotula.

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