Lezione di storia 23/2/2016 Liceo Artistico di Verona: “Il tramonto dell’Occidente”: II secolo dopo Cristo
La crisi coinvolge la struttura economico-sociale e politico-militare dello Stato.
Le campagne si avviano, alla fine dell’età repubblicana, verso una crisi produttiva ancor più drammatica nel III secolo d.C. Essa fu causata dal blocco tecnologico dovuto all’abbondanza di manodopera schiavile, dalla diffusione del latifondismo e dalle caratteristiche ambientali dell’area mediterranea.
Vi era anche la crisi monetaria: l’oro giungeva a Roma dalle province duramente colpite dalle imposizioni fiscali, ma vi rifluiva rapidamente perché venivano acquistati i prodotti di lusso.
Gli imperatori furono obbligati a far circolare monete svalutate, con conseguente aumento dei prezzi, che diventano insostenibili soprattutto per i contadini, costretti a vendere la terra.
Dal 166 comparve la peste, diffusa dai soldati romani di ritorno da una guerra contro i Parti. La seconda epidemia del 252 d.C. provocò un’ulteriore crisi demografica, un aumento delle terre incolte e la carenza di manodopera.
Dalla metà del II sec. d.C. iniziò la barbarizzazione delle legioni.
Gli imperatori dovevano controllare i confini dello Stato, minacciato a Est dai Parti e dai Goti sul Reno e sul Danubio.
Pertanto, essendo carenti di soldati romani, assunsero quelli barbari, che, tra il III ed il IV secolo, o in qualità di liberi agricoltori di terre altrui o come foederati, cioè soldati preposti a difendere i confini in cambio di una ricompensa, vennero assorbiti pacificamente nella struttura statale.
Il tramonto dell’Occidente
“Il tramonto dell’Occidente”: II secolo dopo Cristo: la crisi coinvolge la struttura economico-sociale e politico-militare dello Stato. Le campagne si avviano, alla fine dell’età repubblicana, verso una crisi produttiva ancor più drammatica nel III secolo d.C. Essa fu causata dal blocco tecnologico dovuto all’abbondanza di manodopera schiavile, dalla diffusione del latifondismo e dalle caratteristiche ambientali dell’area mediterranea.
Vi era anche la crisi monetaria: l’oro giungeva a Roma dalle province duramente colpite dalle imposizioni fiscali, ma vi rifluiva rapidamente perché venivano acquistati i prodotti di lusso. Gli imperatori furono obbligati a far circolare monete svalutate, con conseguente aumento dei prezzi che diventano insostenibili soprattutto per i contadini, costretti a vendere la terra.
Dal 166 comparve la peste, diffusa dai soldati romani di ritorno da una guerra contro i Parti. La seconda epidemia del 252 d.C. provocò un’ulteriore crisi demografica, un aumento delle terre incolte e la carenza di manodopera.
Dalla metà del II sec. d.C. iniziò la barbarizzazione delle legioni. Gli imperatori dovevano controllare i confini dello Stato, minacciato a est dai Parti e dai Goti sul Reno e sul Danubio. Pertanto, essendo carenti di soldati romani, assunsero quelli barbari, che, tra il III ed il IV secolo, o in qualità di liberi agricoltori di terre altrui o come foederati, cioè soldati preposti a difendere i confini in cambio di una ricompensa, vennero assorbiti pacificamente nella struttura statale.