Concetti Chiave
- La letteratura classica distingue nettamente tra tragico e comico, associando il primo a temi elevati e il secondo a temi quotidiani.
- Nel Medioevo, i generi tragici e comici iniziano a fondersi, permettendo una coesistenza di elementi di entrambi all'interno delle stesse opere.
- La Divina Commedia di Dante è un esempio di questa fusione, mescolando argomenti elevati e parole di registro basso.
- Fino all'Ottocento, la poesia tende a mantenere un focus su soggetti elevati, considerandoli superiori e evitando argomenti comici.
- Il Romanticismo sfida le regole classiche, promuovendo una maggiore mescolanza tra tragico e comico nelle opere letterarie.
Distinzione tra Tragico e Comico
In letteratura esiste una distinzione, ereditata dal mondo classico, fra due ambiti: il tragico da una parte e il comico dall’altra. È una distinzione che riguarda gli argomenti, i personaggi e le parole stesse. Tragici, vale a dire elevati, sublimi, sono per esempio argomenti e parole legati al valore, alla guerra, alla riflessione, all’amore spirituale, e personaggi come divinità, eroi e nobili. comici, cioè bassi, quotidiani, sono per esempio argomenti e parole legati all’amore fisico, alle attività manuali, al corpo, e personaggi realistici come popolani.
Evoluzione nel Medioevo
La distinzione tra i due ambiti è rigorosissima nel mondo classico: ci sono generi letterari tragici e generi letterari comici, che non si possono mescolare. I generi tragici sono considerati più difficili e migliori. Nel Medioevo la situazione cambia: i generi letterari cominciano a fondersi e a contaminarsi tra loro e nella stessa opera possono convivere elementi – situazionali e linguistici – tragici e comici. Un buon esempio è la Divina Commedia di Dante Alighieri, che mescola angeli e diavoli, santi e peccatori e – a livello linguistico – parole elevate e parole basse (a volta addirittura “parolacce”).
Influenza Classica e Romanticismo
Tuttavia il richiamo dell’eredità classica per la poesia, specialmente per la lirica, è così forte che fino all’inizio dell’Ottocento si tenderà comunque a trattare solo soggetti elevati e spirituali e si considererà impoetico affrontare argomenti comici (il corpo, il sesso, il cibo, …) e usare parole di registro basso o relative ad argomenti bassi.
Ancora più malvista sarà la contaminazione, vale a dire la mescolanza, di tragico e di comico nella stessa opera. Queste regole saranno definitivamente poste in discussione solo dal Romanticismo e in seguito saranno, almeno in parte, abbandonate.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale distinzione tra il tragico e il comico in letteratura?
- Come è cambiata la distinzione tra generi letterari nel Medioevo?
- Qual è l'impatto dell'eredità classica sulla poesia fino all'Ottocento?
La distinzione si basa su argomenti, personaggi e parole: il tragico è legato a temi elevati come il valore e l'amore spirituale, con personaggi nobili, mentre il comico si riferisce a temi quotidiani e realistici, come l'amore fisico e i popolani.
Nel Medioevo, i generi tragici e comici iniziano a fondersi, permettendo la coesistenza di elementi tragici e comici all'interno della stessa opera, come dimostra la "Divina Commedia" di Dante Alighieri.
Fino all'inizio dell'Ottocento, l'eredità classica porta a trattare solo soggetti elevati e spirituali, considerandosi impoetico affrontare argomenti comici e mescolare tragico e comico nella stessa opera.