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Concetti Chiave

  • La tragedia ha radici antiche che affondano nel ditirambo, un canto in onore di Dioniso durante le celebrazioni della vendemmia.
  • Il ditirambo si evolve nel VII secolo a.C. con l'introduzione di attori e un coro che interagiva, dando vita a spettacoli itineranti.
  • Le maschere utilizzate nelle tragedie avevano colori specifici: bianco per personaggi femminili, nero per demoni e rosso per uomini.
  • Le rappresentazioni avvenivano di giorno in spazi all'aperto, con un palcoscenico rettangolare e pubblico disposto su scalinate.
  • Il teatro greco era visto come un'importante esperienza educativa, mentre a Roma prevalevano spettacoli più popolari come le corse e il circo.

Origini della tragedia

La tragedia ha origini antichissime e deriva dal ditirambo, un canto in onore del dio Dioniso che veniva intonato durante la festa della vendemmia. Questa festa iniziava col sacrificio di un capretto , all’aperto, in mezzo ad un campo; la gente che assisteva,, cantava e ballava per giorni interi; a volte, per identificarsi con lo stesso Dioniso (dio dell’arte), gli spettatori si mascheravano con pelli di capra. I canti intonati erano accompagnati dal suono della cetra e dall’aulos (trombe).

Evoluzione del ditirambo

Alla fine del VII secolo a.C., il ditirambo si trasformò: c’era un attore che cantava il canto introduttivo mentre il coro disposto a semicerchio rispondeva con domande, commenti, e accennava passi di danza. A poco a poco si pensò di portare lo spettacolo della tragedia in giro per la Grecia trasportando tutto l’occorrente su di un carro che poi serviva anche da palcoscenico (questa usanza è continuata fino ai tempi nostri con mezzi più moderni).

Maschere e significati

Si confezionarono vere e proprie maschere di tela, di colore bianco, nero e rosso, maschere che in seguito furono fatte con sughero e legno e vennero usate sempre durante le rappresentazioni. I colori delle maschere avevano un significato: bianco per interpretare personaggi femminili; nero per gli attori che impersonavano i demoni, rosso per i personaggi maschili.

La tragedia si svolgeva durante le ore del giorno perché la rappresentazione teatrale era la conclusione dei riti sacri.

Luoghi e pubblico delle tragedie

I luoghi in cui avevano luogo le tragedie erano dotati di un palcoscenico senza sipario di forma rettangolare. Di fronte era previsto uno spazio aperto detto orchestra, riservato al coro. Attorno all’orchestra vi erano le scalinate su cui sedeva il pubblico per questo motivo il più delle volte si fruttava il pendio di una collina.

Talvolta attorno all’orchestra vi era un piccolo canale d’acqua che consentiva una migliore riflessione del suono (non esistevano infatti ne microfoni ne altoparlanti).

I pubblico era quasi esclusivamente maschile ed erano esclusi gli schiavi. Gli spettatori applaudivano in segno di approvazione, oppure facevano versacci con la bocca, fischiavano e battevano i piedi disapprovando lo spettacolo.

Differenze tra Grecia e Roma

Se in Grecia lo spettacolo teatrale era ritenuto molto importante in quanto momento educativo, nell’antica Roma la situazione era diversa perché i romani non amavano gli spettacoli raffinati, ma preferivano il circo, le corse delle bighe e le gare di lotta.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine della tragedia e come si è evoluta nel tempo?
  2. La tragedia ha origini antichissime, derivando dal ditirambo, un canto in onore di Dioniso. Con il tempo, alla fine del VII secolo a.C., il ditirambo si trasformò in una forma teatrale con attori e cori, portando alla creazione di spettacoli che venivano rappresentati in tutta la Grecia.

  3. Qual è il significato dei colori delle maschere utilizzate nella tragedia?
  4. Le maschere, inizialmente di tela e poi di sughero e legno, avevano significati specifici: il bianco rappresentava i personaggi femminili, il nero i demoni e il rosso i personaggi maschili, contribuendo così a definire i ruoli durante le rappresentazioni.

  5. Quali erano le caratteristiche del pubblico e dei luoghi di rappresentazione delle tragedie?
  6. Le tragedie si svolgevano in spazi aperti senza sipario, con un pubblico quasi esclusivamente maschile, mentre gli schiavi erano esclusi. Gli spettatori esprimevano le loro reazioni applaudendo o disapprovando con fischi e versacci, rendendo l'esperienza teatrale interattiva.

Domande e risposte

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