Concetti Chiave
- Alla fine del Settecento e all’inizio dell’Ottocento, il dramma in Francia e Italia si ispira alla poetica neoclassica, mentre in Germania emerge lo Sturm und Drang.
- Il conte di Carmagnola narra la storia di Francesco di Bartolomeo Bussone, un capitano di ventura ingiustamente accusato di tradimento e condannato a morte.
- Il conflitto centrale in Il conte di Carmagnola mette in evidenza l'opposizione tra l'ideale di giustizia e la corruzione della società, senza una vera risoluzione se non nella morte.
- In Adelchi, Manzoni esprime un forte pessimismo, esplorando il tema della malvagità del mondo e la contraddizione del protagonista, figlio di un re oppressore ma sognante giustizia.
- La tragedia Adelchi si conclude con la morte del protagonista, colpito mortalmente, e la morte di Ermengarda, simbolizzando la lotta tra sogno e realtà.
Influenze drammatiche in Europa
Alla fine del Settecento e all’inizio dell’ Ottocento, sia in Francia sia in Italia, il genere drammatico si ispirava ai princìpi della poetica neoclassica. Negli stessi anni invece la situazione era già cambiata in Germania con lo Sturm und Drang.
In questo paese si prendeva a modello Shakespeare e Schlegel teorizzava il nuovo tipo di dramma nel suo Corso di letteratura drammatica che Manzoni conobbe attraverso una traduzione francese. E infatti, nella prefazione al Conte di Carmagnola, Manzoni si rifà appunto a Schlegel.
Il conte di Carmagnola
Nella tragedia Il conte di Carmagnola il protagonista è un personaggio storico, Francesco di Bartolomeo Bussone, un capitano di ventura vissuto all’ inizio del Quattrocento. Dopo aver militato sotto il duca di Milano, filippo Maria Visconti, il Carmagnola, caduto in disgrazia, era passato ai servigi del nemico, la Repubblica di Venezia.
Al comando dell’ esercito veneziano, aveva sconfitto i milanesi poi però aveva permesso che i suoi soldati lasciassero liberi i prigionieri,
questi fatti indussero i Veneziani a sospettare che Carmagnola avesse stretto un patto segreto con il duca di Milano. Il conte venne accusato di tradimento e condannato a morte. Manzoni sostiene invece che il conte, liberando i prigionieri, si era comportato secondo il codice militare dell’ epoca ed era dunque senza colpa: egli è, piuttosto, una vittima innocente della ragion di Stato, della perfidia e della slealtà dei politici. Se il protagonista è un personaggio storico nella tragedia vi sono anche personaggi inventati: fra questi Marco, amico di Carmagnola.
Conflitto tra ideale e reale
Il protagonista è un uomo di potere che intenderebbe rispettare il codice militare e quello morale e vorrebbe essere giusto in un mondo politico dominato dall’ immoralità, dall’ ipocrisia. Il conflitto drammatico che interessa Manzoni oppone il giusto alla società ingiusta con il conflitto fra ”ideale” e “reale”.
Leggendo Il conte di Carmagnola si ha l’impressione di una difficoltà complessiva, da parte di Manzoni, a calare l’”ideale” nel “reale”.
E infatti il conflitto dei due termini non ha soluzione se non nella morte.
Pessimismo in Adelchi
Nell’ Adelchi si ritrova il pessimismo manzoniano.
Anzi, a indurre al pessimismo, oltre al tema morale e religioso della malvagità del mondo.
Inoltre Adelchi vive anche la contraddizione di essere figlio di un re oppressore e di coltivare invece sogni di giustizia e di fratellanza. Adelchi è figlio di Desiderio, re dei Longobardi.
Trama di Adelchi
La vicenda è ambientata negli anni fra il 772 e il 774. I personaggi e gli avvenimenti sono quasi tutti storici, anche se con qualche infrazione della verità dei fatti: per esempio, nel dramma Adelchi muore per le ferite riportate in battaglia, mentre in realtà si rifugiò a Costantinopoli.
Guerra e intrighi politici
Nell’ atto primo giunge ala corte longobarda di Pavia la notizia che Ermengarda, figlia di Desiderio e sorella di Adelchi, è stata ripudiata dal marito.
Desiderio vuole vendicarsi e pansa a un’azione di forza contro il papato per indurlo a incoronare re dei Franchi i nipoti di Carlo che questi ha allontanato dalla successione. Il ritorno di Ermengarda e l’ordine di Carlo Magno ai Longobardi di abbandonare le terre sottratte al papato fanno precipitare la situazione: Desiderio dichiara guerra ai Franchi.
Nell’ atto secondo la guerra è iniziata, ma le truppe di Carlo Magno sono bloccate alle Chiuse della Val Susa.
Al campo di Carlo giunge però il diacono Martino.
Egli ha raggiunto l’accampamento per un’altra via, non sorvegliata dai Longobardi. I Franchi possono quindi eludere il blocco.
Conclusione tragica di Adelchi
Nell’ atto terzo Adelchi confessa ad Anfrido, suo amico, la propria insoddisfazione e amarezza.
Intanto i Franchi dilagano, sconfiggono i Longobardi.
Alla fine compare il primo coro della tragedia, Dagli atrii muscosi, dai Fori cadenti.
L’atto quarto è dedicato a Ermengarda, rifugiatasi nel convento.
Qui le giunge la notizia che Carlo Magno si è sposato con Ildegarde.
La donna, ancora innamorata, cade in delirio e muore.
L’atto quinto si svolge a Verona, dopo la caduta di Pavia e la resa di Desiderio, caduto prigioniero dei Franchi. Adelchi tenta un’estrema difesa ma è ferito mortalmente. La tragedia si chiude con Adelchi morente.
Ermengarda e Adelchi sono i due protagonisti. Entrambi sono personaggi romantici, malinconici, divisi fra sogno e realtà, fra sentimento e dovere.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico e culturale del dramma in Europa alla fine del Settecento e all'inizio dell'Ottocento?
- Chi è il protagonista de "Il conte di Carmagnola" e quale è il suo destino?
- Qual è il conflitto centrale nella tragedia "Il conte di Carmagnola"?
- Quali sono i temi principali dell'opera "Adelchi"?
- Come si conclude la tragedia "Adelchi"?
Alla fine del Settecento e all'inizio dell'Ottocento, il genere drammatico in Francia e Italia si ispirava alla poetica neoclassica, mentre in Germania si sviluppava lo Sturm und Drang, influenzato da Shakespeare e dalle teorie di Schlegel.
Il protagonista è Francesco di Bartolomeo Bussone, un capitano di ventura che, dopo aver militato per il duca di Milano, viene accusato di tradimento dai Veneziani e condannato a morte, nonostante Manzoni lo consideri una vittima innocente delle circostanze politiche.
Il conflitto centrale oppone l'ideale di giustizia del protagonista a una società dominata dall'immoralità e dall'ipocrisia, evidenziando la difficoltà di Manzoni a conciliare l'ideale con la realtà, che si risolve tragicamente nella morte.
"Adelchi" esplora il pessimismo manzoniano, il tema della malvagità del mondo e la contraddizione del protagonista, figlio di un re oppressore, che sogna giustizia e fratellanza, riflettendo le tensioni tra sogno e realtà.
La tragedia si conclude tragicamente con la morte di Adelchi, dopo la sconfitta dei Longobardi e la resa del re Desiderio, mentre Ermengarda, in preda al delirio per la perdita del suo amore, muore nel convento, evidenziando il dramma dei due protagonisti divisi tra sentimento e dovere.