Concetti Chiave
- La subordinata soggettiva funge da soggetto rispetto al predicato della reggente e è retta da verbi impersonali o predicati nominali.
- La subordinata oggettiva svolge la funzione di complemento oggetto e si lega a verbi che esprimono affermazioni, opinioni, percezioni e sentimenti.
- La proposizione interrogativa indiretta esprime domande in forma indiretta e dipende da verbi che indicano richiesta o dubbio.
- La proposizione temporale indica il momento in cui avviene l'azione della reggente e può mostrare relazioni di anteriorità, posteriorità o contemporaneità.
- La proposizione causale spiega le ragioni di un fatto, mentre la proposizione finale indica l'obiettivo dell'azione espressa nella reggente.
Subordinate soggettive e oggettive
La subordinata soggettiva è la subordinata che svolge la funzione di soggetto rispetto al predicato della reggente.
Le subordinate soggettive sono rette:
- da verbi impersonali o usati in forma impersonale: importa, sembra, basta, accade, si dice, si teme…;
- da predicati nominali: è necessario, è importante, è vero, è usanza, è bene… .
La proposizione oggettiva è la subordinata che svolge la funzione di complemento oggetto rispetto al predicato della reggente.
Le subordinate oggettive sono rette da verbi ke esprimono:
- affermazioni, dichiarazioni, conoscenze: dire, dichiarare, sapere, informare…;
- opinioni: pensare, ritenere, credere, supporre…;
- percezioni o ricordi: vedere, sentire, percepire, ricordare, dimenticare…;
- volontà e sentimenti: desiderare, sperare, ordinare, permettere, temere… .
Interrogative indirette e relative
La proposizione interrogativa indiretta è la subordinata che esprime una domanda o un dubbio in forma indiretta.
Le interrogative indirette dipendono da:
- verbi che esprimono un domanda: chiedere, domandare, informarsi;
- verbi di tipo assertivo-enunciativo: dire, sapere, spiegare;
- verbi che esprimono un dubbio o un’incertezza: dubitare, ignorare, nn sapere.
Proposizioni temporali, causali e finali
La proposizione relativa è una subordinata introdotta da un pronome o da un avverbio relativo che completa o chiarisce il significato di un elemento della reggente.
La proposizione temporale è la subordinata che indica il tempo o la circostanza in cui avviene quanto è espresso dalla reggente.
Tra la reggente e la temporale può esserci un rapporto di:
- anteriorità: prima di partire...;
- posteriorità: dopo che c’era stato...;
- contemporaneità: mentre papà lavora... .
La proposizione causale è la subordinata che indica la causa o la ragione del fatto o della situazione espressi nella reggente.
Es: per aver mangiato troppi cioccolatini sono stato male tutto il giorno.
La proposizione finale è la subordinata che indica il fine, l’obiettivo dell’azione espressa nella reggente.
Es: richiamerò Luca perchè vi raggiunga al campo da calcio.
Domande da interrogazione
- Qual è la funzione della subordinata soggettiva?
- Come si distingue una proposizione oggettiva?
- Qual è la caratteristica delle proposizioni temporali?
La subordinata soggettiva svolge la funzione di soggetto rispetto al predicato della reggente ed è retta da verbi impersonali o da predicati nominali, come "sembra" o "è necessario".
La proposizione oggettiva svolge la funzione di complemento oggetto rispetto al predicato della reggente ed è retta da verbi che esprimono affermazioni, opinioni, percezioni o volontà, come "dire" o "desiderare".
Le proposizioni temporali indicano il tempo o la circostanza in cui avviene quanto espresso dalla reggente e possono avere rapporti di anteriorità, posteriorità o contemporaneità, come in "prima di partire".