Concetti Chiave
- Il 18 maggio segna la “ripartenza” in Italia, con la riapertura di attività come bar e ristoranti, segnando un ritorno parziale alla normalità ma con regole da rispettare.
- La Fase 2 è percepita come una scelta economica, suscitando preoccupazioni per la salute pubblica e suscitando emozioni contrastanti tra chi ha perso familiari e chi cerca di tornare al lavoro.
- La gestione dello Stato ha contribuito a una significativa diminuzione dei contagi, ma si suggerisce l'adozione di misure regionali per bilanciare economia e salute, considerando le diverse situazioni locali.
- La pandemia può essere lenta o veloce; una pandemia lenta è preferibile in quanto consente una migliore assistenza sanitaria e riduce il numero di morti, richiedendo un maggiore rispetto per la scienza.
- La ripartenza economica non è stata sufficiente per risolvere i problemi, poiché il turismo è in crisi e i piccoli imprenditori continuano a lottare, sottolineando la necessità di affrontare la dura realtà collettivamente.
La ripartenza in Italia
Il 18 maggio segna, in Italia, il giorno della “ripartenza” dopo la fase più dura dell’emergenza Coronavirus. Riaprono bar, ristoranti, parrucchieri e le persone sono più libere di circolare, pur dovendo rispettare alcune regole importanti. Ansia, felicità, desiderio di ritornare alle vecchie abitudini, determinazione ad acquisirne di nuove.
Elabora un testo argomentativo esprimendo la tua opinione sulla Fase 2 : ritieni adeguati i tempi e le modalità proposte dal governo oppure pensi che la “ ripartenza” abbia sancito soltanto la vittoria dell’economia sulla scienza?
Media e Fase 2
Giornali, telegiornali e social network hanno abusato dell’emergenza Coronavirus per attirare pubblico facendo terrorismo mediatico. Dopo i termini “mascherina” e “gel igienizzante”, la parola che viene ripetuta numerosissime volte è “Fase 2”.
La Fase 2 sembra una beffa a tutti i familiari di coloro che hanno contratto il Covid-19, ma un vero e proprio miracolo per i lavoratori che non hanno potuto svolgere il proprio lavoro in modalità “smart working”.
Economia e salute
La Fase 2 è stata solo una mossa economica attraverso la quale cercare di attenuare la complicazione dovuta al “lockdown”. Non bisogna mentirci: il virus esiste e ancora ci sono moltissimi casi in tutto il mondo. Come possiamo pensare all’economia se ciò che manca è la salute? La salute non si può comprare e, nonostante possiamo pagare le spese mediche, queste saranno solo uno pesce in un immenso mare di predatori.
Il ruolo dello Stato
Ciononostante sappiamo tutti quanti che non tutte le famiglie hanno la fortuna di avere qualche soldo messo da parte per poter affrontare questa crisi economica; è ovvio che pensare anche a queste situazioni sia un dovere dello Stato. In linea generale, lo Stato si è comportato in maniera diligente obbligando immediatamente le persone a rimanere nelle proprie case per evitare una maggiore diffusione di casi, e, ciò malgrado ci siano ancora persone infette dal virus e nuovi contagi di giorno in giorno, questi ultimi sono diminuiti veramente tanto dall’inizio della quarantena. E a parer mio, come l’Italia ha agito nel primo periodo, dovrebbe proporre ordinanze diverse di regione in regione, in modo tale da far ripartire l’economia evitando di danneggiare la sanità degli Italiani. Gli stessi Italiani dovrebbero avere un forte senso civico così da non diffondere il virus anche svolgendo azioni quotidiane.
Pandemia lenta o veloce
Inoltre è da precisare che la pandemia può essere di due tipi: lenta o veloce. L’obiettivo da proporci è che la pandemia sia lenta perché questa sarebbe quella in grado di fare meno morti, infatti, una pandemia lenta, garantisce assistenza sanitaria a tutte le persone contagiate. Ma questo tipo di pandemia si può avere solo con pochi contagi, che si sarebbero ridotti ancora di più se si fosse dato più importanza alla scienza, tralasciando per un attimo l’economia. Infatti, anche solo posticipare la Fase 2 avrebbe prodotto una maggiore ripresa che, ad esempio, non avrebbe obbligato vari tassisti e lavoratori del mondo del trasporto a decidere di smettere di lavorare per un determinato arco di tempo.
Conclusioni sulla ripartenza
Infine penso che questa mossa non sia stata la scelta più giusta perché l’economia non è comunque ripartita del tutto: il turismo, fondamentale in Italia, non è un fattore su cui possiamo aggrapparci per uscire da questa foresta piena di problemi economici; e i piccoli imprenditori non si sono comunque potuti rialzare. Quindi apriamo gli occhi alla dura realtà e affrontiamola tutti insieme per ringraziare coloro che sono morti salvando altre vite umane indifferentemente se ci fosse tra loro un legame o no.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della "ripartenza" in Italia dopo il lockdown?
- Come hanno influito i media sulla percezione della Fase 2?
- Qual è il rapporto tra economia e salute nella Fase 2?
- Qual è il ruolo dello Stato nella gestione della crisi?
- Perché si parla di pandemia lenta o veloce e quale impatto ha sulla salute?
La "ripartenza" in Italia, avvenuta il 18 maggio, segna la riapertura di bar, ristoranti e parrucchieri, consentendo una maggiore libertà di circolazione, ma con regole da rispettare. È un momento di ansia e felicità, dove si desidera tornare alle vecchie abitudini e acquisirne di nuove.
I media hanno abusato dell'emergenza Coronavirus, creando un clima di terrorismo mediatico. La ripetizione ossessiva del termine "Fase 2" ha contribuito a una percezione distorta della situazione, rendendo la fase una beffa per le famiglie colpite dal virus e un miracolo per i lavoratori in difficoltà.
La Fase 2 è vista come una mossa economica per attenuare le conseguenze del lockdown, ma la salute rimane prioritaria. Non si può pensare all'economia senza considerare la salute, che non può essere comprata, e la crisi economica colpisce anche le famiglie meno fortunate.
Lo Stato ha agito in modo diligente imponendo il lockdown per contenere il virus. Tuttavia, è necessario che le ordinanze siano adattate alle diverse regioni per far ripartire l'economia senza compromettere la salute pubblica, richiedendo anche un forte senso civico da parte dei cittadini.
La pandemia può essere lenta o veloce; una pandemia lenta riduce il numero di morti garantendo assistenza sanitaria. Posticipare la Fase 2 avrebbe potuto contribuire a una ripresa più sicura, evitando che lavoratori del trasporto smettessero di lavorare a causa dei contagi.