Concetti Chiave

  • Il test di coagulazione globale è multiparametrico e analizza la fase di latenza e il tempo massimo, utile in contesti clinici specifici.
  • I nuovi anticoagulanti come Rivaroxaban, Apixaban, Edoxaban e Dabigatran non necessitano di monitoraggio continuo, ma solo di valutazioni periodiche della funzionalità epatica e renale.
  • I test di coagulazione sono di secondo livello e non possono essere utilizzati come screening, ma solo all'interno di un percorso diagnostico per pazienti con eventi trombotici pregressi.
  • Circa il 50% delle trombosi venose profonde presenta fattori di rischio evidenti, mentre l'altra metà necessita di ulteriori indagini.
  • Ogni provincia dispone di un centro di riferimento per la gestione degli anticoagulanti, che opera 24 ore su 24, come il centro Borgo Trento per Verona.

Valutazione della coagulazione globale

È un test che valuta la coagulazione globale, viene utilizzato in limitati contesti clinici. Si parte sempre con i fosfolipidi, il fattore tissutale ed è un test multiparametrico, che valuta:

- la fase di latenza;

- il tempo massimo.

È importante la standardizzazione. Questo esame consente di comprendere come la prima fase di una curva è la fase procoagulante (boost trombinico). La seconda fase è la fase anticoagulante.

Questo test prenderà progressivamente nei prossimi anni sempre un maggior utilizzo in determinati contesti.

Importanza dei nuovi anticoagulanti

I nuovi anticoagulanti sono Rivaroxaban, Apixaban, Edoxaban e Dabigatran. Essi sono anticoagulanti di largo utilizzo e non necessitano di nessun monitoraggio, salvo una valutazione ciclica (semestrale o annuale) di test di funzionalità epatica e renale. Il laboratorio ha la possibilità di misurare la concentrazione di questi farmaci, ma solamente in caso di urgenza, ad esempio per pazienti con trauma.

Quindi non è una misurazione finalizzata al monitoraggio, ma è una misurazione finalizzata alla valutazione dello stato del paziente, che si trova in una situazione con rischio di emorragia o di trombosi.

Utilizzo e limitazioni dei test

L’esame si compone di una serie di diciture: refertazione numerica quantitativa, eventuali commenti interpretativi dei laboratoristi, unità di misura e intervalli di riferimento/limiti decisionali nel caso dell’emoglobina ossigenata o meno.

Questi test sono test di secondo livello, dunque non si può fare screening con essi, e si trovano all’interno di un percorso diagnostico terapeutico e non possono essere utilizzati come esami a priori. Si tratta infatti di una popolazione che ha già subito un evento trombotico.

Screening e trombosi venose profonde

Il termine screening va infatti riservato ai programmi di screening che individuano situazioni molto stringenti: la malattia deve essere preceduta da uno stadio di percorso asintomatico, deve essere di efficace intervento terapeutico.

Il problema delle trombosi venose profonde è che circa la metà hanno un fattore di rischio evidente, ma c’è un’altra metà che sono ancora da investigare.

Per quanto riguarda i nuovi anticoagulanti ci sono dei farmaci che inibiscono direttamente o il fattore II o il fattore X attivato. Questi sono farmaci che non devono essere monitorati, ma nel momento in cui si ha un rischio emorragico si può valutare la concentrazione di questi.

Centri di riferimento per anticoagulanti

Ogni provincia ha un centro di riferimento, che determina h24 la presenza di questi anticoagulanti (per Verona è Borgo Trento).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della valutazione della coagulazione globale?
  2. La valutazione della coagulazione globale è un test multiparametrico che analizza la fase di latenza e il tempo massimo, fondamentale per comprendere le dinamiche procoagulanti e anticoagulanti nel paziente. Questo test è destinato a un utilizzo crescente in contesti clinici specifici.

  3. Quali sono le caratteristiche dei nuovi anticoagulanti?
  4. I nuovi anticoagulanti come Rivaroxaban, Apixaban, Edoxaban e Dabigatran non richiedono monitoraggio regolare, ma necessitano di valutazioni cicliche della funzionalità epatica e renale. La loro concentrazione può essere misurata in situazioni di urgenza, per valutare il rischio di emorragia o trombosi.

  5. Quali sono le limitazioni dei test di coagulazione?
  6. I test di coagulazione sono considerati di secondo livello e non possono essere utilizzati per screening, poiché sono destinati a pazienti con eventi trombotici già accertati. Inoltre, la metà delle trombosi venose profonde presenta fattori di rischio non ancora identificati, rendendo necessaria un'ulteriore investigazione.

Domande e risposte

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