Concetti Chiave

  • I test enzimatici cinetici, come quello dell'urea, sono importanti per analizzare il danno renale e monitorare la dieta proteica, nonostante l'urea non sia un marcatore di danno epatico.
  • L'urea è sintetizzata nel fegato per detossificare l'ammoniaca e il suo livello aumenta in caso di ipoperfusione, rivelando informazioni cliniche significative.
  • La misurazione dell'urea in laboratorio avviene tramite reazioni che coinvolgono l'ureasi prodotta dall'helicobacter pylori, trasformando l'urea in ammonio e carbonato.
  • I test cinetici differiscono dai test all'endpoint poiché monitorano continuamente la diminuzione della velocità di trasformazione del NAD, offrendo maggiore sensibilità e specificità.
  • Azoto ureico e urea si riferiscono allo stesso marcatore, ma l'azoto ureico è una misura formale con un peso molecolare diverso, influenzando gli intervalli di riferimento nei referti di laboratorio.

Test enzimatici cinetici

Esistono anche dei test enzimatici cinetici, un esempio è quello dell’urea che non è propriamente un marcatore di danno epatico ma è interessante sia da un punto di vista analitico sia perché presenta una peculiarità sulla refertazione.
L'urea è una molecola sintetizzata dal fegato che serve per detossificare l'ammoniaca derivante dai gruppi amminici liberati durante il catabolismo delle proteine. Essendo tossica viene complessata dal fegato in urea. Quest’ultima non è un marcatore di danno epatico ma di danno renale infatti viene filtrata liberamente dal glomerulo e riassorbita e in modo variabile dal tubulo. In caso di ipoperfusione dovuta per esempio ad una diminuzione del volume circolante, si osserva un diverso comportamento della creatinina che può essere solo lievemente aumentata. L'urea invece in questi casi è enormemente aumentata e quindi di grande importanza clinica. Inoltre, costituisce un marcatore di dieta proteica, infatti, tanto più si ha una dieta proteica tanto maggiormente si osserva un aumentato catabolismo delle proteine e tanto più si sviluppa urea dal fegato.

Misurazione dell'urea in laboratorio

L'urea viene misurata in laboratorio con una reazione, che in questo caso non viene presa in prestito dall'uomo, ma dall’helicobacter pylori quest’ultimo sopravvive nell’ambiente gastrico e produce un enzima chiamato ureasi in grado di trasformare l'urea, presente nelle secrezioni dello stomaco, in ioni ammonio. In questo modo nell’helicobacter pylori si forma una “casetta basica” che gli permette di sopravvivere all'acidità gastrica. Quindi per ogni mole di urea si formeranno due moli di ioni ammonio e una di ione carbonato dopodiché si aggiunge chetoglutarato, NAD ridotto e glutammato deidrogenasi per ottenere glutammato, NAD ossidato e acqua.

Differenze tra test all’endpoint e cinetici

Rispetto alle reazioni precedenti questa è caratterizzata da due lunghezze d'onda (700nm e 340nm) perché nel caso dell’urea quello che si misura non è un test all'endpoint ma è un test cinetico ovvero, che misura la diminuzione della velocità di trasformazione dal NAD ridotto al NAD ossidato. Viene definito cinetico nel senso che non si attende che la reazione finisca ma si continua a monitorare la diminuzione di assorbanza del NAD ridotto a NAD ossidato.

La scelta di un test all’endpoint o di un test cinetico è data ovviamente da studi di base che vengono effettuati e che definiscono che il test è maggiormente sensibile e specifico. Inoltre, quando si esegue un test cinetico, data la sua maggiore complessità, è possibile avere qualche problema analitico in più rispetto a quelli all’endpoint.

Azotemia e azoto ureico

Raramente dai clinici viene richiesta come “urea”, infatti, solitamente viene richiesta come azotemia o azoto ureico, noto in letteratura come BUN (Blood Urea Nitrogen). Di fatto si parla dello stesso marcatore (azoto ureico e urea intendono la stessa cosa) ma dal punto di vista formale si tratta in realtà di due analiti diversi. L’azoto ureico è costituito solo dai due atomi di azoto che costituiscono l’urea, quindi, ha un peso molecolare di 14 + 14 = 28 uma, un peso molecolare circa la metà di quello dell’urea (60 uma). In realtà in tutti i laboratori del mondo l’azoto ureico viene misurato come urea, non esiste una reazione di laboratorio per cui è possibile misurare solo l'azoto, quella che viene misurata è sempre l'urea poi i laboratori possono decidere se refertare l'esame come urea oppure come azoto ureico. L'unica differenza sta nel fatto che cambiano gli intervalli di riferimento perché cambia il peso molecolare dell’analita considerato. I laboratori che decidono di refertarlo come azoto ureico hanno degli intervalli di riferimento che sono la metà rispetto a quelli che refertano come urea.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la funzione principale dell'urea nel corpo umano?
  2. L'urea è una molecola sintetizzata dal fegato per detossificare l'ammoniaca derivante dal catabolismo delle proteine, trasformandola in una sostanza meno tossica (testo).

  3. Perché l'urea è considerata un marcatore di danno renale?
  4. L'urea viene filtrata liberamente dal glomerulo e il suo aumento significativo in caso di ipoperfusione indica un danno renale, a differenza della creatinina che può aumentare solo lievemente (testo).

  5. Come viene misurata l'urea in laboratorio?
  6. L'urea viene misurata attraverso una reazione che utilizza l'ureasi prodotta dall'Helicobacter pylori, trasformando l'urea in ioni ammonio e ioni carbonato (testo).

  7. Qual è la differenza tra test all'endpoint e test cinetici?
  8. I test cinetici, come quello per l'urea, misurano la diminuzione della velocità di trasformazione del NAD ridotto al NAD ossidato, mentre i test all'endpoint si fermano al completamento della reazione (testo).

  9. Qual è la relazione tra azotemia e urea?
  10. Azotemia e urea si riferiscono allo stesso marcatore, ma formalmente sono considerati analiti diversi; l'azoto ureico ha un peso molecolare inferiore e viene misurato come urea nei laboratori (testo).

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