C.1 L’IAP: escalation del terrorismo internazionale islamista
Temi di fondo
0. Premessa: il terrorismo internazionale dopo l’11 settembre 2001
Tra gli attentati terroristici ci sono quelli psicotici o amatoriali occasionali (con scarse pretese organizzative) e quelli relativi al terrorismo bellicoso (con ricorso a kamikaze) ben organizzati e capaci di suscitare solidarietà da parte delle popolazioni musulmane.
L’entità del terrorismo internazionale era fino a qualche mese fa contenuta. Dopo New York, il terrorismo di Bin Laden è volto esplicitamente a umiliare gli USA.
Le guerre moderne = n. sempre più elevato di vittime civili. Il terrorismo ha un numero di vittime civili limitato.
1. Un approccio sociologico alla tematica islamica, fondamentalismo e spirito del terrorismo islamista
Vari orientamenti:
- Distinzione tra Islam (Dio della pace) e fondamentalismo messianistico (terrorismo).
- Per Weber: Islam: religione di guerrieri (la loro percentuale di coinvolgimento in violenze tra comunità locali è superiore a qualsiasi popolazione).
- Frustrazione del terrorista, come dato psicologico connesso alla sua situazione ambientale.
- Fenomeno sommerso illegale (copertura dell’autorità).
- Ritardi dei sistemi culturali e socio-economici dei popoli mus.
- Scarso radicamento popolare delle iniziative terroristiche.
- Alternativa alla violenza: movimenti pacifisti.
2. L’escalation del terrorismo internazionale islamista come causa di guerra asimmetrica senza limiti, con abolizione delle regole
Si tratta di un terrorismo internazionale. I fatti di New York registrano una netta escalation nel numero di vittime e una maturazione tecnologica.
Si tratta di guerra asimmetrica nel senso che lo stato non è attaccato da un altro stato ma dai terroristi ospitati da un altro stato.
3. La teoria ecologica e quella mertoniana della devianza applicate al terrorismo islamista internazionale
1 La teoria ecologica è stata elaborata dalla Scuola di Chicago per spiegare le cause delle bande giovanili dei quartieri degradati: non è la religione ma l’ambiente territoriale e la povertà (rispetto agli stati ricchi) che genera il terrorismo, anche se poi viene invocata la religione come giustificazione.
La teoria mertoniana: la devianza nasce dalla frustrazione del soggetto che non riesce a rispettare gli standards di prestazioni e/o di obiettivi richiesti dalla società (in questo caso, società ricche).
Secondo Bettini però entrambe le teorie non sono del tutto condivisibili perché non è la povertà a spiegare la devianza del terrorista, perciò Bettini ritiene che è il particolare connotato islamico delle popolazioni che favorisce il terrorismo.
4. Delenda America contro scontro di civiltà, guerra di religione o esorcizzazione araba della propria secolarizzazione?
Non si tratta solo di scontro tra civiltà diverse, è più corretto parlare di conflittualità terroristica islamista, poiché non tutto l’Islam è terrorista.
Dall’800 in poi si è verificata una inversione e l’Europa si rivelò più forte nella scienza e nella tecnologia. L’Islam ha assistito ad un lento declino culturale ed economico.
Si tratterebbe di una reazione non volta ad affermare una civiltà diversa, ma volta a neutralizzare i loro avversari cioè i popoli corrotti. Il terrorismo internazionale sarebbe una scorciatoia militare per coprire i problemi di carenza di un progetto economico-politico.
Allora con il progetto terroristico Delenda America (in realtà non attuabile) si vorrebbero liberare i paesi islamici da tutte quelle conquiste politiche, culturali ed economiche che sono tipiche delle società occidentali (conquiste che, in parte, alcuni paesi islamici hanno recepito, vedi l’Egitto, Turchia, Tunisia, paesi più tolleranti ed aperti che distinguono tra ciò che è la religione e ciò che è la politica o il diritto).
5. Il terrorismo islamista tra machiavelliche contraddizioni valoriali e risultati negativi o improbabili: no alla guerra giusta e sì al terrorismo giusto?
I terroristi non migliorano la situazione della propria popolazione e massacrano gli innocenti. Non c’è progetto politico.
6. Contrasto fisico e contrasto critico e non violento al terrorismo: dall’ombra di Norimberga alla legalità ed alla solidarietà internazionale
2 L’intervento militare è il segnale del superamento dei limiti di tolleranza della criminalità terrorista. È dunque fondamentale sia un contrasto fisico (intervento militare) sia un contr
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