Indice

  1. Bacchide, cortigiana dall’animo ‘nobile’ (Hècyra, vv. 816-840)
  2. Metro
  3. Verso la soluzione dell’intreccio
  4. I nobili sentimenti di Bacchide

Bacchide, cortigiana dall’animo ‘nobile’ (Hècyra, vv. 816-840)

L’Hècyra propone un nuovo esempio di generosità disinteressata nelle azioni di una meretrix, come avviene nell’Eunuchus . La cortigiana Bacchide, che era stata amante di Panfilo prima che questi sposasse Filumena, rievoca la notte in cui il giovane era giunto a casa sua sconvolto per aver violentato una donna. L’anello, strappato da Panfilo alla ragazza violentata e poi donato a Bacchide, è stato ora riconosciuto da Mirrina come appartenente alla figlia Filumena. Ci si avvia verso la riconciliazione finale dei due sposi: Filumena non deve più nascondere la gravidanza e Panfilo promette di rinunciare per sempre al suo amore per Bacchide. In questo monologo il racconto dei fatti è filtrato attraverso il punto di vista dell’io narrante, Bacchide, alla luce dei sentimenti e delle reazioni emotive della ragazza, in un turbinoso accavallarsi dei piani temporali.

Metro

Settenari giambici.

Verso la soluzione dell’intreccio

Il monologo di Bacchide si apre con una serie di esclamazioni che sottolineano la gioia che verrà a Panfilo dalla recente scoperta, l’importanza del servizio resogli e la profondità delle preoccupazioni da cui il giovane sarà presto liberato (vv. 816-817). La cortigiana, quindi, accompagna il pubblico verso la comprensione dell’accaduto, entrando progressivamente nei dettagli: spiega che presto Panfilo riavrà suo figlio, si ricongiungerà a sua moglie, e sarà al sicuro dai sospetti di padre e suocero (vv. 819-820). Una volta chiariti i risultati della sua azione, Bacchide spiega in che modo le sia stato possibile intervenire: si apre così un flashback che ripercorre la notte in cui Panfilo violentò la ragazza che sarebbe poi diventata sua moglie, e le sottrasse l’anello che ora consente di riconoscerla (vv. 821-832). Alla rievocazione dei fatti, Bacchide fa seguire un bilancio del proprio operato: non è certo stata felice di perdere Panfilo, ma non frapporrà il suo interesse personale alla serenità del matrimonio del suo ex amante (vv. 833-840).

I nobili sentimenti di Bacchide

Sin dall’avvio di questo breve ma intensissimo monologo si ricava la dimensione della ricchezza umana di Bacchide:
-altruismo
-la serie di esclamazioni (vv. 816-817) evidenzia il primo sentimento espresso, la gioia per il beneficio arrecato a Panfilo
-il verbo exsolvi alla fine della frase (v. 820) mette in risalto i benefici arrecati da Bacchide a Panfilo, più che il suo contributo nello scioglimento della vicenda
-emotività
-l’accumulo dei complementi di moto a luogo (ad me al v. 822 e domum al v. 823) sottolinea l’emozione nel ritrovamento dell’anello
-l’asindeto (vv. 824-825) riproduce l’emozione del momento in cui riaffiora il ricordo
-due frasi brevissime (vv. 826-827), la cui efficacia stilistica è data dall’asindeto e dai due infiniti storici simulare e instare indica la grande preoccupazione di Bacchide e il suo affetto verso Panfilo
-concitazione
-l’accumulo del vocativo mi Pamphile (v. 824) e di ben due formule di preghiera (amabo, «per favore», v. 824, e obsecro, «(ti) supplico», v. 825) enfatizzano il rapido succedersi degli eventi
-nobiltà di sentimenti
-il forte iperbato tra haec tot e gaudia (v. 833) evidenzia la quantità di gioie derivata a Panfilo dal riconoscimento mostra la bontà d’animo di Bacchide, che vince ogni considerazione egoistica (vv. 834-835), in netta opposizione con l’etica utilitaristica delle meretrici, che agiscono solo in vista dei loro guadagni
-i tre aggettivi con cui è definito Panfilo (benigno et lepido et comi, v. 837), a formare un tricolon espressivo rafforzato dal polisindeto (et... et...) sottolineano il carattere nobile della relazione amorosa tra Bacchide e il giovane
-consolazione
-l’avversativa at a inizio di frase (v. 839) marca un forte stacco rispetto alla frase precedente: Bacchide trova ora conforto nella consapevolezza di non essere responsabile dell’allontanamento di Panfilo
-gioia e dolore
-la lapidaria sentenza conclusiva (v. 840) dimostra che Bacchide riconosce l’inscindibile intreccio di gioia e dolore presente in ogni vero rapporto d’amore

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Bacchide nell'intreccio dell'Hècyra?
  2. Bacchide svolge un ruolo cruciale nell'intreccio dell'Hècyra, poiché la sua generosità disinteressata e il suo intervento permettono la riconciliazione tra Panfilo e Filumena, risolvendo i conflitti e i sospetti che gravavano sul giovane.

  3. Come viene descritta la nobiltà d'animo di Bacchide nel monologo?
  4. La nobiltà d'animo di Bacchide è evidenziata attraverso il suo altruismo e la sua capacità di mettere da parte i propri sentimenti per il bene di Panfilo, dimostrando una bontà che contrasta con l'etica utilitaristica tipica delle meretrici.

  5. In che modo Bacchide esprime le sue emozioni nel monologo?
  6. Bacchide esprime le sue emozioni attraverso un linguaggio ricco di esclamazioni, asindeti e vocativi, che sottolineano la sua emotività e la concitazione degli eventi, mostrando il suo affetto e la sua preoccupazione per Panfilo.

  7. Quali sono i sentimenti contrastanti che Bacchide prova nel suo monologo?
  8. Bacchide prova un intreccio di gioia e dolore, riconoscendo la felicità derivante dalla riconciliazione di Panfilo e Filumena, ma anche il dolore per la perdita del suo amore, dimostrando la complessità dei veri rapporti d'amore.

  9. Come viene rappresentata la relazione tra Bacchide e Panfilo?
  10. La relazione tra Bacchide e Panfilo è rappresentata come nobile e affettuosa, caratterizzata da un tricolon espressivo che sottolinea la bontà e la gentilezza di Panfilo, e la profondità del legame che li unisce, nonostante la separazione.

Domande e risposte

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