Concetti Chiave
- Fino alla fine del Settecento, si riteneva che le specie, compreso l'uomo, fossero fisse e immutabili, in accordo con le narrazioni bibliche.
- La teoria delle specie immutabili spiegava la scomparsa di fossili attraverso catastrofi come il diluvio universale, senza considerare l'evoluzione.
- Jean-Baptiste Lamarck, nei primi anni dell’Ottocento, introdusse il concetto di evoluzione, collegando le modificazioni degli organismi all'ambiente.
- Lamarck sostenne che le caratteristiche acquisite da un individuo, come l'allungamento del collo della giraffa, potessero essere trasmesse alle generazioni successive.
- Le idee di Lamarck, sebbene innovative, furono successivamente dimostrate errate rispetto alle attuali comprensioni dell'evoluzione.
Teorie del Settecento
Sino alla fine del Settecento si pensò che le varie specie, incluso l’uomo, fossero comparse sulla Terra già dotate delle caratteristiche che di ancora oggi le contraddistinguono. Questa teoria ipotizzava organismi viventi fissi e immutati nel
tempo, incapaci di evolversi e di modificarsi. Tale ipotesi era strettamente legata a un’interpretazione letterale del racconto contenuto nella Bibbia relativo alle origini della Terra e dell’uomo. Nella Bibbia sta scritto, infatti, che Dio”creò”il cielo e la Terra, gli animali e l’uomo. In tale prospettiva, gli scienziati spiegavano il ritrovamento dei fossili di specie ora sconosciute con la scomparsa di animali e vegetali causata da grandi catastrofi, come poteva essere stato il diluvio universale del racconto biblico.
Lamarck e l'evoluzione
Nei primi anni dell’Ottocento lo scienziato francese Jean-Baptiste Lamarck (1774-1829) fu il primo a prendere in esame le modificazioni che gli esseri viventi subiscono col passare del tempo e a metterle in relazione con l’ambiente nel quale vivono. Egli fu cioè il primo a introdurre il concetto di evoluzione, anche se ne dette una interpretazione poi dimostratasi erronea. Sostenne infatti che gli stimoli ambientali potevano modificare le caratteristiche degli organismi (per esempio, alla giraffa si sarebbe allungato il collo per lo sforzo di raggiungere il cibo, costituito dalle foglie degli alberi più alti).
Tali modificazioni sarebbero divenute caratteri acquisiti di tutta la specie, trasmessi alle generazioni successive.
Domande da interrogazione
- Qual era la visione predominante sulle specie viventi fino alla fine del Settecento?
- Chi è stato il primo scienziato a introdurre il concetto di evoluzione e quale idea errata ha sostenuto?
- In che modo Lamarck ha spiegato l'adattamento degli organismi all'ambiente?
Fino alla fine del Settecento, si credeva che le specie, incluso l'uomo, fossero fisse e immutabili, come descritto nella Bibbia, e che i fossili di specie sconosciute fossero spiegati da catastrofi come il diluvio universale.
Jean-Baptiste Lamarck è stato il primo a considerare le modificazioni degli esseri viventi nel tempo, sostenendo erroneamente che gli stimoli ambientali potessero modificare le caratteristiche degli organismi e che tali modifiche diventassero caratteri acquisiti trasmessi alle generazioni successive.
Lamarck ha spiegato l'adattamento sostenendo che gli organismi, come le giraffe, si modificano in risposta agli stimoli ambientali, come l'allungamento del collo per raggiungere il cibo, e che queste modifiche sarebbero state ereditate dalle generazioni future.