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Teoria e tecnica psicometrica

Capitolo 1 - Il problema della misurazione in psicologia: una prospettiva storica

1.1 Dalla psicometria ingenua alla psicometria scientifica

La nascita della psicometria si può attribuire a Darwin → teoria evoluzionista → studio degli animali e di come si sono evoluti nel tempo.

Scuola vittoriana: Darwin ispira Galton, uno dei fondatori della psicometria come scienza per studiare le differenze individuali tra umani → studio intelligenza. Galton ha dunque studiato la stessa evoluzione negli individui per identificare le differenze tra individui. In particolare nello studio dell’intelligenza e del perché l’intelligenza variava da persona a persona. C’era intelligenza diversa tra una persona e l’altra e dunque si pone il quesito di come misurare questa intelligenza. Tutto ciò avviene in ambito anglosassone.

Scuola tedesca, nello stesso periodo in Germania: Herbart era interessato a “sbloccare” i misteri della coscienza umana attraverso il metodo scientifico. Era sempre dell’idea di poter misurare i contributi della coscienza umana attraverso il MS. In seguito Weber studia soglie psicologiche che creano attivazione sensoriale, dopo di che Fechner approfondisce gli studi di Weber individuando leggi matematiche e cercando di capire che relazione c’è tra uno stimolo dato ad una persona e l’attivazione sensoriale che questo stimolo crea nella persona. Identifica una funzione logaritmica ⇒ intensità dello stimolo attiva una sensazione secondo una funzione logaritmica. Wundt, studioso che alla luce degli studi precedenti sistematizza e fonda la psicologia scientifica → costruzione di test psicologici. Con questa fondazione si incomincia a distinguere tra psicologia ingenua e psicologia scientifica.

  • Psicometria ingenua basata sul “nasometro”. Il problema di questo tipo di psicometria è che non garantisce una misura equivalente tra le cose che voglio misurare ⇒ è un tentativo spontaneo e ascientifico di valutare una caratteristica psicologica. Ascientifico = non ripetibile.
  • Psicometria scientifica verifica una caratteristica psicologica attraverso comportamenti osservabili; la chiave per la rilevazione di una caratteristica psicologica nelle persone, dunque, sta nell’avere la possibilità di osservare i loro comportamenti. Questi li misura ad esempio osservando la presenza di un determinato comportamento.

Analizza qualcosa di non direttamente osservabile, caratteristiche psicologiche, attraverso qualcosa di osservabile, cioè comportamenti.

Si occupa dello sviluppo dei test psicologici e della ricerca sui metodi di misurazione oggettiva delle variabili psicologiche utili all’assessment psicologico degli individui*.

4 tipi di misurazione:

  • Presenza
  • Grado di presenza
  • Frequenza
  • Intensità

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1.2 Il ruolo degli strumenti psicometrici nell’assessment psicologico

*Quando utilizzo la PS costruisco uno strumento che permette un metodo di osservazione oggettivo che misura qualcosa di non osservabile. Solitamente ciò è finalizzato all’assessment psicologico (= valutazione).

È importante sottolineare che non si valutano le persone ma le caratteristiche/gli attributi della persona. Questi possono variare in base alla situazione o al momento di vita della persona (= variabili di stato) o possono essere attribuiti alla personalità dell’individuo (= variabili di tratto).

Assessment psicologico è una procedura di valutazione che si realizza per/che permette di:

  • Descrivere (= diagnosi) e spiegare (tentare di capire le cause ⇒ prognosi) la situazione psicologica in cui si trova la persona/dell’interessato, fare diagnosi e proporre prognosi, e fornire supporto alle decisioni che lo psicologo deve prendere in merito a quella persona.
  • Fornire supporto alle decisioni che lo psicologo deve prendere o che è chiamato a prendere in merito ad una persona ⇒ grazie alla diagnosi fatta si individua un certo percorso per quella persona.

I test dell’assessment psicologico sono solamente un pezzetto ⇒ è più complesso, il test è uno strumento che si utilizza per fare l’assessment e non può essere l’unica fonte di assessment.

Parti che compongono l’assessment psicologico:

  • Osservazione comportamentale nei contesti di vita/in varie situazioni.
  • Capire il contesto socio-culturale della persona: abitazione, quartiere, luoghi e persone frequentati.
  • Fare interviste ad osservatori privilegiati: familiari, insegnanti …
  • Documentazione di tipo medico o di altro tipo già disponibile riguardo alla caratteristica psicologica della persona.
  • Test psicologici auto- ed etero-somministrati.
  • Check lists comportamenti, sentimenti, stati d’animo etc.

In seguito ciò che viene acquisito va verificato con dei test di validità.

! Un test non deve essere considerato come una valutazione definitiva ⇒ vanno associati altri strumenti che compongono una valutazione completa ed esaustiva.

1.3 I test psicologici come strumenti di misurazione

I primi studiosi di psicometria cercavano di misurare ciò che non era osservabile, sfida: osservare in numeri quello che si sa di qualcosa.

Fechner quando ha fondato la psicofisica pensava che fosse una scienza esatta quanto la fisica e che dovesse quindi basarsi su relazioni matematiche tra eventi empirici. L’importanza di F. è che si è posto il problema di esprimere la quantità di sensazione soggettiva in risposta ad uno stimolo fisico = percezione umana. Quando si somministra un test si valuta la percezione umana. Sono le percezioni che incidono poi sui comportamenti indipendentemente da ciò che accade alle persone, per questo motivo sono così importanti.

! Il problema da risolvere nel caso della psicologia: misurabilità delle unità di analisi.

Il problema della misurazione, rendere misurabile ciò che non lo è, non se lo sono poste solo psicologia e psicometria scientifica ma, ad esempio, anche con la Scala di Mohs si è tentato di misurare la durezza dei minerali = punto di riferimento per capire come costruire scale per misurare. Mohs ha pensato che andando a vedere quanto potevano essere scalfiti i minerali ⇒ in base a quando venivano scalfiti li ha messi in ordine. In seguito ha attribuito un numero a ciascun minerale/ad un minerale che avesse la stessa “durezza” simile a quella del minerale preso d’esempio. Ha dunque definito un criterio e in base ad esso ha costruito una scala.

Se si analizza ciò che ha reso analizzabile la durezza dei minerali questo è il processo realizzato:

  • Definizione: classe di oggetti presa in considerazione, minerali.
  • Definizione: proprietà empiriche degli oggetti, scalfire.
  • Trovare/creare i campioni: talco, gesso …
  • Definizione: metodo di misurazione, confronto → relazione d’ordine = colei che mi dice che il gesso è più scalfibile e quindi più duro del talco. Permette di mettere in ordine.

A questa scala ha associato una scala numerica. Le misure riproducono in un dominio numerico le relazioni empiriche.

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1.3.1 Lessico, definizione dei termini

  • Oggetto di misura/unità di analisi: soggetti, partecipanti, pazienti, clienti su cui viene compiuta la misura e a cui afferisce quello che viene misurato.
  • Attributo/caratteristica/proprietà di un oggetto o unità di analisi: ciò che viene misurato, caratteristiche variabili o costanti/ciò che vogliamo misurare.
  • Variabile: ciò che misuriamo è una caratteristica che si manifesta almeno in due modi diversi ⇒ variabile.
  • Costante: diversamente se si manifesta in una sola modalità prende il nome di costante.
  • Struttura quantitativa di cui una manifestazione sono le misure di quantità: comportamento osservabile attraverso il quale si misura la caratteristica psicologica/costrutto.

Quando si misura in psicologia si dà una quantità = numero.

Quanto più un segnale è variabile, tanta più informazione ci fornisce.

Una caratteristica misurabile è la quantità, le manifestazioni particolari di quantità sono dette misure di quella quantità. Le misure di una quantità stanno una in relazione all’altra.

! Dibattito SE è una caratteristica misurabile anche la qualità MA è più una rilevazione che una misurazione.

Il risultato della misurazione è un simbolo che si presenta sotto forma di numero, ed è questo che costituisce la misura.

1.4 Misurare in psicologia: un dibattito ancora aperto

! Misurazione: possibilità di esprimere come quantità, attraverso il conteggio di unità di misura, le caratteristiche degli oggetti reali. Il contare si basa sulle proprietà dei numeri naturali che permettono di stabilire una relazione ordinale in termini di “maggiore”, “minore” o “uguale” e possono essere sottoposti ad operazioni di addizione ⇒ Proprietà additiva. È possibile utilizzare addizione e sottrazione per confrontare i dati. C’è chi dice che ciò non ha senso.

! È necessario associare ulteriori misure additive che confermano ciò che dice il test poiché la variabilità del test può dipendere da molte cose. Più misure associo ad un fenomeno e più sicurezza su quel dato fenomeno ho.

Analisi dell’invarianza: struttura di un costrutto non è detto che sia invariante rispetto al contesto culturale. Non è solo un problema di contesti culturali ⇒ un test ad esempio sul tecnostress costruito negli anni ’70 non può essere utilizzato oggi.

Misurabilità in psicologia: nel caso della lunghezza, ad esempio dei bastoni, il sistema relazionale numerico è in relazione diretta con quello empirico; mentre nel caso della psicologia dobbiamo considerare un passaggio in più, dato che esso è in relazione diretta con gli indicatori osservabili di una variabile psicologica, i quali ci servono per misurare la variabile psicologica.

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Variabile psicologica → indicatore osservabile → misurazione.

Fechner* (seconda metà dell’Ottocento): legge che collega stimolo psicofisico alla sensazione soggettiva = legge della psicofisica. Psicofisica rappresenta uno dei primi tentativi di misura psicologica, in quanto nacque con lo scopo di individuare una relazione oggettiva fra stimolo fisico e sensazione soggettiva. Regola logaritmica: sensazione percettiva = costante x intensità del suono. Fechner è uno di coloro che sostiene che la struttura additiva esiste anche in psicologia. Kries al contrario sostiene di no.

Meier: la misurazione applicata è il principale contributo della psicologia alla società.

Stevens introduce le scale di misurazione:

  • Nominale: do etichette.
  • Ordinale: metto in ordine.
  • A intervalli equivalenti: utilizzo della struttura adattiva ⇒ sì unità di misura ⇒ somma/sottrazione unità di misura.
  • A rapporti equivalenti.

! La sua definizione del termine “misurazione” è quella classica della psicologia: “the assignment of numerals to objects and events according to rules”.

Michell ricorda che anche il contenuto empirico è importante poiché si parte da relazioni empiriche e non da numeri. Sottolinea con preoccupazione come molti psicologi ignorino i problemi metodologici.

!!! Stabilire una scienza quantitativa impone due compiti:

  • Scientifico: indagare sperimentalmente l’ipotesi che l’attributo sia quantitativo.
  • Strumentale: sviluppare procedure per misurare le grandezze dell’attributo che si è dimostrato essere quantitativo.

Ciò che cercano di misurare tipicamente gli psicologi: abilità cognitive, tratti di personalità, atteggiamenti o sensazioni corrispondenti a stimoli fisici = attributi psicologici MA non sono inseriti nelle liste di attributi quantitativi.

Holder delle differenze è un caso speciale della condizione di Thompson.

Additività! Le differenze nelle sensazioni non sono distanze geometriche.

F. * influenzò notevolmente i suoi successori, che si sono concentrati soprattutto sul compito strumentale della quantificazione, sviluppando procedure di misurazione con lo scopo dichiarato di misurare caratteristiche psicologiche.

Il modello di Spearman (1904): teoria quantitativa per spiegare la prestazione/lo scopo nei test psicologici/test intellettivi = fattore g (totale dell’energia mentale) che resta costante e fattore specifico s (efficienza di specifici motori mentali) che varia. Il fattore g (= potenza) tende a dominare quando il compito richiede l’individuazione di relazioni o il trasferimento delle relazioni osservate in una situazione a un altro contesto.

g = capacità di usare i tre principi qualitativi della cognizione:

  • Percezione empirica → comprensione di analogia.
  • Capacità di dedurre relazioni → inferenza, regista: film = scrittore: libro.
  • Deduzione dei termini di correlazione → serie numerica + identificazione regola che dà il numero successivo.

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Egli ritiene che la ricerca in psicologia deve fornire una base quantitativa per le applicazioni pratiche ⇒ univa all’imperativo quantitativo il praticismo ⇒ nascose sotto il tappeto la questione scientifica della quantificazione.

Spopolò il concetto di misurazione psicologica applicata.

Altri contributi:

  • Cattell, scuola vittoriana, ha sviluppato il Mental Test (= test sul peso relativo alle scatole identiche). La psicologia non può raggiungere i livelli di certezza ed esattezza delle scienze fisiche, a meno che non si basi sull’esperimento e sulla misurazione. “Number occupies a peculiar position, all measurement depending on ratios”.
  • Thorndike, studi in ambito economico ⇒ psicologia economica … Ha evidenziato l’importanza dell’identificazione di criteri. Ritiene che qualunque cosa esista, esiste in una certa quantità, e per conoscerla in modo approfondito occorre conoscere la sua quantità. Misurazione = chiave di volta dello sviluppo della psicologia scientifica. Nel suo manuale (1904) afferma che qualunque tratto mentale in qualunque individuo è una quantità variabile.

Fu così influente che autorizzò gli psicologi ad utilizzare il termine “misurazione” per operazioni che non è che soddisfacessero proprio tutti i requisiti empirici di quantità.

Lo psicologo applicato divenne uno scienziato al pari dei fisici e degli ingegneri.

Anni quaranta del Novecento: padri fondatori della psicometria cercarono di difendere i procedimenti di misurazione psicologica e ridefinire la misurazione in modo da adattarla ai requisiti scientifici.

Bridgman riprende l’operazionalismo ⇒ il significato di un concetto deriva dalle operazioni utilizzate per identificarlo e applicarlo alla psicologia.

Scaling problem: metodo migliore per creare scale di misurazione, Stevens. La misurazione diviene quindi possibile per via dell’isomorfismo fra le relazioni empiriche e quelle numeriche.

Fechner può essere considerato l’iniziatore della tradizione psicologica di considerare le procedure che producono risultati numerici come misurazione, tradizione perpetuata da Spearman e ormai parte della psicometria applicata. Stevens legittimò tale pratica con una definizione esplicita di misurazione, e così, in pratica, è arrivata fino a noi.

Shepard, multidimensional scaling: permette di stimare, senza assunzioni a priori, l’organizzazione di un continuum percettivo interno anche in assenza di informazioni fisiche sugli stimoli ⇒ sviluppa un approccio puramente psicologico alla percezione di stimoli complessi. Grazie a lui è diventato possibile indagare come le persone processano gli stimoli semplicemente utilizzando giudizi di similarità percettiva, frequenze con cui gli stimoli vengono confusi gli uni con gli altri, latenze delle risposte di discriminazione e valori di riflesso di orientamento, negli animali/bambini. Inoltre egli arriva a proporre una legge universale della generalizzazione = funzione psicologica che mette in relazione la generalizzazione in base alla distanza in tale spazio psicologico che può permettere di raggiungere l’invarianza. Multidimensional scaling non metrico: matrice di dati di generalizzazione.

! Michell → disturbo del pensiero metodologico ⇒ incapacità di prendere atto di fatti metodologici relativamente ovvi.

! Entrambi i metodi di Fechner e Stevens sono validi, MA ambiguità nel modello matematico utilizzato per i dati comportamentali.

Nonostante i problemi teorici insiti nella misurazione di caratteristiche psicologiche, a partire dalla fine dell’Ottocento è stata sviluppata un’incredibile quantità di strumenti volti a misurare caratteristiche quali intelligenza, attitudini e personalità.

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Capitolo 2 - La costruzione di test psicologici: i primi passi e le tecniche di scaling

2.1 Che cosa vogliamo misurare?

Costruire un test psicologico = attività di ricerca in piena regola ⇒ avere perfettamente chiaro in testa che cosa si vuole fare:

  • Cosa voglio misurare?
  • Che cos’è che voglio misurare?

! Psicometrica scientifica propone metodi e procedure per rendere la valutazione, assessment, delle caratteristiche psicologiche degli individui il più oggettiva possibile.

Da dove si parte per costruire il questionario/test?

  • Definizione del costrutto, variabilità psicolo
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/03 Psicometria

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