Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'iconografia della dea del tempio affiancato al Tycheion si basa su un tetradramma della fondazione del 330, rappresentando una figura con elmetto e simboli di potere.
  • Restauri tra il 1998 e il 2000 al tempio della Velia hanno rivelato una duplice fase costruttiva, suggerendo analogie con i templi di Costantinopoli.
  • La statua di culto nel tempio della Velia potrebbe essere stata simile a quella di Roma Aeterna del tempio di Venere e Roma, secondo recenti ipotesi archeologiche.
  • Si ipotizza che alcuni reperti bronzei dei Musei capitolini siano una riscolpitura di una statua di Traiano, trasformata per rappresentare Costantino.
  • Il reimpiego dei reperti riflette l'imitazione di Traiano, evidenziando la volontà di Costantino di ristabilire buone relazioni con il senato.

Iconografia della dea del tempio

Quale fosse l’iconografia di quest’ultima e quale immagine avesse la dea del tempio affiancato al Tycheion (Fortuna Romana, o dea Roma, comunque la si voglia chiamare) si può in qualche modo ricostruire. L’una probabilmente ricalcava l’immagine del tetradramma a lei dedicato per la fondazione del 330 ma, essendo situata sotto una porta voltata del Palazzo, era astante, con elmetto, asta sulla destra, globo sormontato da Vittoria alata sulla sinistra, come nel dittico con Roma e Costantinopoli del Kunsthistorisches Museum di Vienna. L’altra poteva essere stata scolpita o rilavorata perché fosse più simile alla statua di culto di Roma Aeterna del tempio di Venere e Roma nel foro romano.

Restauri e ipotesi archeologiche

I restauri, condotti tra il 1998 e il 2000 dalla Soprintendenza Archeologica di Roma sul tempio della Velia, hanno individuato una duplice fase costruttiva nella conformazione interna delle celle, la seconda della quale dovuta a Costantino. Ciò permette alcune ipotesi sia sulle fattezze delle statue di culto in esso ricollocate, sia sulle possibili analogie tra il tempio romano e i due templi gemelli di Costantinopoli.

Reimpiego e imitazione di Traiano

Altra ipotesi, peraltro, vorrebbe che i reperti bronzei dei Musei capitolini appartenessero a un’originaria statua di Traiano proveniente da un’area vicino al Colosseo (forse nel vicino Foro imperiale), riscolpita per raffigurare Costantino radiato. Se così fosse, tale reimpiego costituirebbe un’ulteriore testimonianza di quella imitatio optimi principis, che fu consapevolmente perseguita dal vincitore di Massenzio per ripristinare le relazioni con il senato, una volta catturata Roma: come è stato di recente notato, infatti, non diversamente da Traiano, Costantino non onorò se stesso, ma lasciò che fosse il senato e il popolo a onorarlo (Flavii meritis ... patres sacravere).

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'iconografia della dea del tempio affiancata al Tycheion?
  2. L'iconografia della dea del tempio, probabilmente ispirata al tetradramma del 330, presenta la figura con elmetto, un'asta sulla destra e un globo sormontato da Vittoria alata sulla sinistra, simile a un dittico conservato a Vienna.

  3. Quali sono le scoperte emerse dai restauri del tempio della Velia?
  4. I restauri condotti tra il 1998 e il 2000 hanno rivelato una duplice fase costruttiva interna, attribuibile a Costantino, suggerendo ipotesi sulle statue di culto e analogie con i templi gemelli di Costantinopoli.

  5. In che modo il reimpiego dei reperti bronzei riflette la figura di Costantino?
  6. Si ipotizza che i reperti bronzei dei Musei capitolini derivassero da una statua di Traiano, riscolpita per rappresentare Costantino, evidenziando l'imitatio optimi principis e il tentativo di Costantino di ristabilire relazioni con il senato, onorando il popolo piuttosto che se stesso.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community