Concetti Chiave

  • Achille Torelli, nato nel 1844, porta un rinnovamento nel teatro italiano con la sua commedia "I mariti", presentata per la prima volta nel 1867 a Firenze.
  • La trama si sviluppa in un contesto nobiliare, evidenziando le virtù morali di un avvocato borghese rispetto alla decadenza di altre coppie aristocratiche.
  • La commedia offre una critica sociale, mettendo in risalto l'importanza del comportamento del marito sul matrimonio e celebrando le qualità borghesi.
  • La tecnica di Torelli è innovativa, composta da quadri equilibrati che non approfondiscono psicologicamente i personaggi, riflettendo le convenzioni sociali del tempo.
  • "I mariti" ha ricevuto l'apprezzamento della critica e ha ispirato adattamenti, incluso un film del 1941, ma le opere successive non raggiungono lo stesso livello di qualità.

Achille Torelli e il suo impatto

Achille Torelli nasce nel 1844 e muore nel 1922; pertanto, esso vive in periodo in cui la scena teatrale italiana era in crisi. Nel 1867, a soli 23 anni egli dà alle scene una commedia in cinque atti che lascia sperare in un rinnovamento del dramma italiano: I mariti. Essa fu rappresentata per la prima volta al teatro Niccolini di Firenze nel 1867. Il successo fu enorme e le recensioni del tempo scrivono che la commissione dell'accademia della Crusca, andò a complimentarsi personalmente sul palcoscenico con lo scrittore, ed il ministro della Pubblica Istruzione gli conferì la croce di cavaliere. Il pubblico in platea non si stancava di acclamare il poeta.

La trama e i personaggi principali

In un ambiente di nobiltà napoletana, nella quale spicca una coppia di vecchi coniugi all’antica, leali e cavallereschi, convivono anche altre coppie di sposi, sempre di origine aristocratica, ma divise a causa di gelosia, di indifferenza, volgarità e dissolutezza. Ad esse si oppone un’altra coppia, formata da una giovane aristocratica e da un onesto avvocato. Quest’ultimo è un borghese dalle solide virtù morali e alla fine la ragazza riconosce di essere la più fortunata di tutti in quanto si è innamorata di un giovane di siffatte qualità. Il concetto di fondo della commedia è reso più esplicito dalla versione in dialetto napoletano, Lo buono marito fa la bona mogliera, cioè che è il marito a determinare il comportamento della moglie e, di conseguenza, il buono o cattivo andamento di un matrimonio. D’altra parte è proprio questa teoria che ci spiega il titolo dell’opera. Il ménage del duchino Alfredo, uno dei tre figli dell’anziana coppia dei duchi d’Herrera, è messo a dura prova dalla sua cattiva condotta matrimoniale, visto che egli trascura la giovane moglie per dedicarsi a una vita di divertimenti e mette anche repentaglio la reputazione della consorte, nel frequentare ambienti equivochi. Nello stesso modo, l’infelicità della figlia maggiore dei duchi è causata dal comportamento del marchese Teodoro, un marito talmente geloso da esasperare fino alla nausea la propria moglie fino ad essere la causa della fine del loro matrimonio. La cattiva condotta dei due aristocratici sposi fa risaltare le virtù borghesi dell’altro genero dei duchi, Fabio, che, per quanto non sia aristocratico, dimostra una grande correttezza morale che lo rende degno dell’amore di Emma. La donna per quanto abbia accettato il matrimonio contro voglia, nel corso della commedia, viene conquistata dal comportamento del marito, rimanendo invece disgustata da quello di un antico spasimante che si rivela in tutta la sua frivola inconsistenza.

Tecnica e messaggio della commedia

La tecnica adoperata dallo scrittore è del tutto nuova: non si tratta né di una commedia di carattere, né di una commedia d’intrigo, bensì di un insieme di quadri, senza grande profondità psicologica, ma con toni equilibrati. L’ideale rappresentato, quello delle buone qualità borghesi, è del tutto nuovo per il periodo. Nell’insieme si tratta di una commedia tipicamente napoletana, ancora di stampo ottocentesco perché in essa prevalgono questioni di etichetta, convenienze, scandali e duelli. A prima vista la commedia sembra impostata sull’opposizione dei sessi, ma, in realtà, l’importante è il messaggio che l’autore ci trasmette: fra tanti nobiluomini in cui le forme non corrispondono ad alcun contenuto, il vero gentiluomo è un borghese, cioè l’avvocato Fabio. Quindi, si tratta di una lode alla nuova classe borghese, paragonata alla vecchia aristocrazia di cui viene condannata l’amoralità e la degenerazione.

Critica e adattamenti successivi

I critici del momento apprezzarono molto l’opera e fra questi perfino Alessandro Manzoni. Nel 1941, il regista Mastrocinque dalla commedia di Torelli trasse un film con Amedeo Nazzari e Clara Calamai, dal titolo I mariti (Tempeste d’animi). Purtroppo, le commedie seguenti non si pongono sullo stesso livello perché in esse mancano delle figure disegnate in modo netto. Fra di esse possiamo ricordare Triste realtà, Scrollina, L’istraelita, Donne moderne, Filia suavissima. In tutte manca il tema della forza dell’amore, caratteristico di tutti i drammi ottocenteschi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del titolo "I mariti" nella commedia di Achille Torelli?
  2. Il titolo "I mariti" riflette il concetto che il comportamento del marito determina l'andamento del matrimonio, come evidenziato dalla versione in dialetto napoletano, "Lo buono marito fa la bona mogliera".

  3. Quali sono i temi principali affrontati nella commedia?
  4. La commedia esplora temi come la gelosia, l'indifferenza e la dissolutezza all'interno della nobiltà napoletana, contrapponendo le virtù borghesi a quelle aristocratiche, evidenziando la degenerazione della vecchia aristocrazia.

  5. Come viene rappresentata la figura del borghese nella commedia?
  6. Il borghese, rappresentato dall'avvocato Fabio, è descritto come un vero gentiluomo, dotato di solide virtù morali, in contrasto con i nobili che mostrano amoralità e degenerazione.

  7. Qual è l'innovazione tecnica introdotta da Torelli nella sua opera?
  8. Torelli utilizza una tecnica nuova, non classificabile come commedia di carattere o d'intrigo, ma come un insieme di quadri con toni equilibrati, senza grande profondità psicologica.

  9. Qual è stata la reazione della critica nei confronti di "I mariti"?
  10. L'opera fu molto apprezzata dai critici dell'epoca, incluso Alessandro Manzoni, e ha avuto adattamenti successivi, come il film del 1941, sebbene le opere successive di Torelli non raggiungessero lo stesso livello di successo.

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