Concetti Chiave
- Torquato Tasso, nato nel 1544 a Sorrento, visse tra il Rinascimento e la Controriforma, evidenziando un "bifrontismo tassesco" nelle sue opere.
- Autore della "Gerusalemme Liberata", Tasso si ispirò alla Prima Crociata e affrontò conflitti personali e professionali, inclusa la sua salute mentale.
- Il dibattito letterario sulla superiorità della sua opera rispetto all'"Orlando Furioso" portò Tasso a rimaneggiare il poema, pubblicando una versione meno celebre chiamata "Gerusalemme Conquistata".
- Tasso seguì i canoni della Controriforma e le regole aristoteliche di unità poetica, utilizzando metafore e simbolismi per esprimere la vittoria cristiana.
- Il poema di Tasso è caratterizzato da una varietà di storie interconnesse e da personaggi che richiamano la tradizione cavalleresca, adattati al contesto religioso dell'epoca.
Torquato Tasso
La vita di Torquato Tasso
Torquato Tasso visse a cavallo tra due epoche: il Rinascimento e la Controriforma, infatti nella sua opera sono presenti caratteristiche di entrambe. Un critico letterario, riflettendo su Tasso, parla di bifrontismo tassesco.
Autore della seconda metà del Cinquecento, nacque nel 1544 a Sorrento (Campania), dove trascorse solo la sua infanzia perché con il padre Bernardo Tasso (cortigiano, che scrisse “Amadigi di Gaula”) si dovette allontanare dalla città, andando prima a Venezia e poi a Ferrara.
Le opere e le influenze di Tasso
A Venezia Torquato inizia a scrivere la bozza della Gerusalemme Liberata (intitolata inizialmente “Gierusalemme”), che parlava della Prima Crociata, l’unica vinta dai Cristiani (1096-1099), condotta da Goffredo di Buglione. Le Crociate non furono indette dalla Chiesa, bensì dai nobili che volevano diventare padroni di nuove terre. In quegli anni in Occidente si fronteggiavano le invasioni turche nel Mediterraneo (battaglia di Lepanto), così a Tasso venne in mente di scrivere il suddetto poema. Nel 1565 Tasso venne assunto come cortigiano dagli Estensi (cardinale Luigi d’Este), dove scrisse rime, favole pastorali e lavorò sulla bozza della Gierusalemme, cambiandole il nome prima in “Goffredo” e successivamente in “Gerusalemme Liberata”.
Le difficoltà personali di Tasso
A partire dal 1570 Tasso cominciò ad ammalarsi (allucinazioni, perdite di senno…), così venne recluso in un ospedale (egli credeva ci fosse un elfo che metteva in disordine i suoi appunti) perché ossessionato dai sensi di colpa. Nel 1577, per paura che il suo poema non rispettasse i canoni della Controriforma, chiese la lettura dell’opera al Tribunale dell’Inquisizione per operare eventuali censure, ma venne assolto. Allora, sempre più insoddisfatto, cominciò a rimaneggiare l’opera; nello stesso anno si ritirò nel Convento di San Francesco. Dopo una piccola permanenza nel monastero egli inizia una serie di pellegrinaggi, che lo porteranno anche a Sorrento, a casa della sorella (dove lui si presenta fingendo di essere uno sconosciuto venuto per dare la notizia della sua morte). Venne successivamente richiamato a Ferrara, dove in preda a una crisi, tentò di uccidere un servo, e fu costretto ad allontanarsi dal Duca e fatto rinchiudere nell’ospedale di Sant’Anna (perché gli Estensi avevano paura delle mire espansionistiche dello Stato Pontificio sul Ducato). Fu rinchiuso fino al 1586.
Il dibattito letterario e le revisioni
Durante gli anni di Sant’Anna egli continuò a scrivere, ma a sua insaputa venne data alla stampa la Gerusalemme Liberata, e da quel momento nacque un acceso dibattito tra i poeti di quell’epoca sulla superiorità dell’Orlando Furioso o della Gerusalemme Liberata, ma in realtà sono due poemi completamente diversi (la Gerusalemme Liberata è un poema epico, mentre il Furioso è un poema cavalleresco). Questo dibattito accese un nuovo tormento della mente di Tasso, così l’autore si mise nuovamente a lavorare sull’opera (eliminando le parti più poetiche, quelle più vicine alla sua immaginazione), dando alla stampa un’altra versione, chiamata Gerusalemme Conquistata (meno celebre, diventata quasi un resoconto schematico della vicenda).
Dopo l’uscita dall’ospedale, a Tasso fu promessa dal papa l’incoronazione poetica in Campidoglio, ma purtroppo l’autore non fece in tempo a riceverla perché morì nel 1595.
L'eredità poetica di Tasso
Il poema epico richiama ai poemi epici romani e greci; Tasso segue perfettamente i canoni della Controriforma e le tre regole di unità poetica dettate da Aristotele: azione (Prima Crociata), tempo (ultimo anno di guerra) e spazio (Gerusalemme). Nel proemio dell’opera Tasso utilizza la metafora del “De Rerum Natura” di Lucrezio, che paragona il verso al miele che ricopre il bordo di un bicchiere contenente una medicina cattiva che un bambino beve per guarire, attirato dal dolce (vittoria dei Cristiani sugli Infedeli). Il poema è un’unità nella varietà, perché nella trama sono contenute molte storie; Tasso giustifica questa “lacuna” dicendo che la varietà delle storie riflette il mondo, caratterizzato dalla varietà. L’autore deve fare con la sua opera come Dio ha fatto con in creato. Nell’opera di Ariosto è presente l’elemento magico (che rende inverosimile), allora l’elemento magico viene sostituito da Tasso con il sovrannaturale, ma di tipo cristiano. Nella Gerusalemme Liberata vi è la magia (esclusivamente negativa), paragonabile al demoniaco. Lo stesso Tasso pubblicò le riflessioni sulla sua opera, in alcune opere teoriche, tra cui “I discorsi sull’arte poetica” e “L’apologia della Gerusalemme Liberata”. I personaggi del poema richiamano a quelli della precedente corrente cavalleresca, ma adattati al contesto controriformista. Il poema è composto di 20 canti in ottave. I personaggi principali sono la maga Armida, Rinaldo, Tancredi (eroe cristiano), Clorinda (eroina pagana), Erminia, il mago Ismeno.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico in cui visse Torquato Tasso?
- Qual è l'opera principale di Tasso e quale tema affronta?
- Quali difficoltà personali ha affrontato Tasso durante la sua vita?
- Come si sviluppò il dibattito letterario attorno alla "Gerusalemme Liberata"?
- Qual è l'eredità poetica di Tasso e come si distingue il suo stile?
Torquato Tasso visse tra il Rinascimento e la Controriforma, un periodo caratterizzato da tensioni culturali e religiose, come evidenziato dal critico letterario che parla di "bifrontismo tassesco".
L'opera principale di Tasso è la "Gerusalemme Liberata", che narra la Prima Crociata (1096-1099) e riflette le tensioni dell'epoca, come le invasioni turche nel Mediterraneo.
Tasso ha sofferto di gravi problemi di salute mentale, inclusi allucinazioni e crisi di identità, che lo portarono a essere rinchiuso in un ospedale e a vivere momenti di grande tormento.
Dopo la pubblicazione della "Gerusalemme Liberata", si accese un dibattito tra poeti sulla superiorità rispetto all'"Orlando Furioso", evidenziando le differenze tra i due poemi, ma causando anche un ulteriore tormento per Tasso.
L'eredità poetica di Tasso si manifesta nella sua capacità di seguire i canoni della Controriforma e di unire varietà e unità nella sua opera, utilizzando il sovrannaturale cristiano al posto della magia, come dimostrato nella "Gerusalemme Liberata".