Concetti Chiave
- Il Tasso è considerato il poeta emblematico dell’Età della Controriforma, un periodo caratterizzato da restrizioni sulla creatività artistica e letteraria.
- La Controriforma segnò la fine del Rinascimento, portando a un declino dei valori umanistici e a una crescente incertezza esistenziale tra gli artisti.
- Il Tasso cercò di unire classicismo e religione, creando un'epopea nazionale sulla lotta dei cristiani contro i musulmani, affrontando però il timore di possibili accuse di eresia.
- Il suo tormento interiore rispecchia il conflitto tra il desiderio di libertà creativa e le restrizioni imposte dalla Controriforma e dalla dominazione spagnola.
- La corte degli Estensi, un tempo fonte di ispirazione per il Tasso, si trasformò in un ambiente opprimente, infrangendo i suoi sogni di libertà e creatività.
Chi è il Poeta della Controriforma?
Il Tasso è universalmente considerato dalla critica letteraria il poeta dell’Età della Controriforma, epoca ostile alla creazione spontanea, alla creatività artistica e letteraria, schiava di pregiudizi morali e letterari. La stessa vita del Tasso, fatta di continui spostamenti da una città all’altra, di fughe e di ritorni, d’inquietudini e di malumori, ci offre gli indizi di un ricorrente conflitto tra la sua personalità e la realtà del suo tempo.
Declino del Rinascimento
Il Tasso fu una delle vittime del clima instaurato dalla Controriforma, che decretò la fine del Rinascimento ed orientò la creatività degli artisti verso gli ideali sostenuti dalla Chiesa. Così l’ultimo dei poeti rinascimentali si trovò a vivere in un’epoca caratterizzata dal declino dei valori proposti dall’Umanesimo e dal Rinascimento: all’incondizionata fiducia nelle capacità dell’uomo, derivata dalla concezione antropocentrica che vedeva quest’ultimo al centro dell’universo in quanto essere autonomo rispetto a Dio, era subentrato il senso dell’incertezza e della precarietà della vita che, secondo la Chiesa della Controriforma, si poteva superare solo attraverso un rinnovato anelito religioso.
Conciliare Classicismo e Religione
Il Tasso, avendo lucida coscienza delle contraddizioni del suo tempo, propose di conciliare classicismo e ideale religioso, ispirazione poetica e spiritualità cristiana. La minaccia portata all’Italia dall’espansione dei Turchi nel Mediterraneo, ai quali i Cristiani si erano vittoriosamente opposti nella battaglia navale di Lepanto, gli fornì l’occasione per creare un soggetto eroico mediante il quale scrivere una grande epopea nazionale fondata sulla lotta dei popoli cristiani contro i Musulmani durante la Crociata. Un tema patriottico e moderno, ma allo stesso tempo medievale e cristiano, che permise sì al Tasso di creare, dando libero sfogo alla sua genialità e fantasia, scene di battaglia, episodi d’amore, personaggi femminili, paesaggi naturali, causando però più di un’inquietudine nel suo animo. Ossessionato dal timore che la sua opera potesse scatenare la reazione della Chiesa e di conseguenza procurargli l’accusa di eresia, decise di rinnegare il suo capolavoro, proponendone un rifacimento, con il titolo di Gerusalemme conquistata, dallo scarso valore poetico.
Contraddizioni e Tormenti
Nel tormento interiore del Tasso si riflette pertanto la contraddizione del suo tempo, il contrasto tra il desiderio di libertà creativa, conosciuta dagli artisti del Rinascimento, e le esigenze della Controriforma che, insieme alla dominazione politica spagnola, avevano imprigionato la società letteraria italiana con i lacci del dogmatismo e dell’autoritarismo. Anche gli ambienti cortigiani dell’epoca non erano più gli stessi, a cominciare dalla corte degli Estensi a Ferrara, presso la quale il Tasso, nei primi anni Settanta del XVI secolo, si era sentito libero di creare ed amare.
La Corte Ideale Infranta
Quella corte ideale non esisteva più e gli Estensi si erano dimostrati un soggetto politico troppo fragile per opporre una sia pur minima resistenza al dominio spagnolo ed ecclesiastico. I sogni del Tasso, che aveva idealizzato una corte animata da spiriti eletti, si frantumarono a contatto di quella realtà così diversa dalle aspettative, e nella quale le libere manifestazioni del pensiero e dell’arte erano sottomesse al controllo dell’Inquisizione. Non gli rimase che arrendersi all’evidenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Tasso nell'Età della Controriforma?
- Come ha influenzato la Controriforma il Rinascimento?
- In che modo Tasso cercò di unire classicismo e religione?
- Quali contraddizioni viveva Tasso nel suo tempo?
- Qual è la situazione della corte degli Estensi durante il tempo di Tasso?
Tasso è considerato il poeta dell'Età della Controriforma, un periodo che ostacolava la creatività artistica e letteraria, come evidenziato dalla sua vita segnata da conflitti e spostamenti (testo).
La Controriforma ha segnato la fine del Rinascimento, portando a un declino dei valori umanistici e a un'orientamento della creatività verso ideali religiosi, come descritto nel testo.
Tasso tentò di conciliare classicismo e ideale religioso, creando un'epopea nazionale ispirata alla lotta dei cristiani contro i musulmani, ma questo gli causò inquietudine e timore di eresia (testo).
Tasso viveva un contrasto tra il desiderio di libertà creativa, tipico del Rinascimento, e le restrizioni imposte dalla Controriforma e dalla dominazione spagnola, come evidenziato nel suo tormento interiore (testo).
La corte degli Estensi, un tempo ideale per Tasso, si rivelò fragile e incapace di resistere al dominio spagnolo ed ecclesiastico, portando alla frustrazione dei suoi sogni di libertà artistica (testo).